a cura di Rossella Marchiselli

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Per prima cosa voglio assolutamente segnalare questa iniziativa che mi sta molto a cuore. Ho ricevuto una mail di Giancarlo Manfredi, che ho incontrato alla Deepcon e con il quale ho scambiato alcune parole in merito a questa loro splendida iniziativa: ve la copio qui sotto

Ci siamo!  
Grazie alla dedizione e alla creatività di tanti amici, abbiamo finalmente realizzato un piccolo sogno: "Wakati ujao (futuro africano)", un'antologia di fantascienza interamente realizzata per aiutare gli amici di Amref Italia a perseguire i loro obiettivi umanitari.  
Nove racconti originali ed una struggente poesia, illustrati in maniera splendida e che raccontano di un futuro africano, complesso, originale, inaspettato, anche drammatico, ma mai ingenuo e scontato; il link diretto al libro è : http://www.lulu.com/content/722977 
Abbiamo scelto di autopubblicare l'opera sul sito di lulu.com (http://stores.lulu.com/WebTrekItalia ), dedicando l'intero ricavato dei diritti d'autore ai progetti di Amref , la fondazione Onluss per la medicina e la ricerca inAfrica,  associazione di cui da anni condividiamo le finalità e le modalità d'azione.  
In allegato a questa email troverete il manifesto che vuole promuovere l'iniziativa: vi ringrazio fin d'ora per lo spazio che ci vorrete dedicare sui vostri siti e sulle vostre pubblicazioni.
Come potete ben immaginare, a questo punto della missione, anche un semplice passaparola, una "dritta", una recensione inviata agli amici, possono fare la differenza, dove ogni copia dell'antologia che sarà acquistata si tradurrà in un concreto gesto di solidarietà.
Naturalmente sono a vostra disposizione per ogni domanda o richiesta di chiarimento e informazioni aggiuntive.
Asante sana - grazie
Giancarlo Manfredi
per la redazione di WebTrek Italia


Ho avuto modo di dare un'occhiata al libro ed è molto bello, commovente, ben realizzato e soprattutto è stato scritto con il cuore in mano e gratuitamente per riuscire a raccogliere questi fondi di assoluto e impellente bisogno per l'AMREF; molte delle firme oltretuto sono nostre conoscenze di lunga data, come Claudio Chillemi ed Angelica Tintori: invito quindi ciascuno di voi ad acquistarlo e a leggerlo, ne vale la pena per tutti i motivi sopra elencati, ed anche di più...


In merito ad alcune lettere che chiedevano chiarimenti, precisazioni e/o commenti da parte di Daniele "Nemo" Volpi, ecco che il nostro prolifico redattore ha mandato una mail complessa ed articolata che giustamente vado a pubblicare in questa sede.


Buongiorno Direttora, sono il suo redattore folle, quello che scrive, scrive e le manda chilometrici articoli pieni di pesantissime immagini...
Quello precisino, che riempie di riferimenti i suoi lavori, per la felicità del nostro webmaker.
Dal momento che, lo scorso mese di Marzo, ben due lettori mi hanno chiamato in causa (Attenti! Leggere le mie porcherie potrebbe dare pericolosi effetti collaterali...) ho deciso di scrivere loro due righe, accorpando in qualche modo le due risposte, per evitare di prendermi anche qui dello spazio che, doverosamente, va lasciato ad altri!
Innanzitutto Christian, che mi stima molto (e che ringrazio per la simpatia che mi dimosta): la mancanza è voluta.
Purtroppo non ho seguito Enterprise il necessario, ed ancora non mi sono procurato la seconda, terza e quarta stagione in DVD.
Attualmente sul mio Mac gira la settima stagione de The Next Generation (non sono ancora arrivato a "Ieri, Oggi e Domani" sob!), in brillante alternanza con la prima di "Babylon 5" (Slurp! Che meraviglia di serie, votiamo J. Michael Straczynski come prossimo sceneggiatore Trek!).
Quindi, cerco di aspettare prima di gettarmi a capofitto su Enterprise, per evitare ulteriori figure barbine...
Credo che, se tutto andrà in maniera tranquilla, finirò anche l'ultima incarnazione dell'universo di Gene Roddenberry in coincidenza con l'inizio dell'estate.
Quindi, nelle mie valutazioni, la quinta serie Trek rimane comunque un poco in ombra, oppure si appoggia a chi la serie l'ha vista tutta, ma proprio tutta!
Inoltre non è detto che nelle mie considerazioni, per così dire, spassionate, debbano sempre figurare "tutte" le serie prodotte sino ad ora.
Se mi viene da dire qualcosa, utilizzando esempi specifici, o meglio topici, io lo faccio, puntualizzo quelli e solo quelli.
La cosa veramente importante è concentrare la nostra attenzione su di una argomento e sviscerarlo.
Non riscrivere l'enciclopedia di Star Trek ogni volta!
Certo, mi piace essere preciso e dare a chi mi legge le coordinate verso le fonti, perché possa consultarle liberamente e farsi una sua idea personale: non dovete necessariamente essere sempre d'accordo con il sottoscritto...
Quindi se non hai trovato Enterprise è perché il materiale che ho voluto utilizzare per spiegare il mio punto di vista (che si appoggiava ad un articolo di Giancarlo Manfredi apparso parecchio tempo fa, quando la quinta serie Trek era ancora di là da venire e cioè ‘Tra Fantozzi IV ed i Bastioni di Orione un Trekker si è Perso’, “WEBTREK ITALIA - Anno III, numero 15 - luglio 2000”) mi era sufficiente.
Spero di essere stato esaustivo, caro Christian e che tu voglia continuare a leggere le mie cosine, magari riproponendo il tuo punto di vista in questa rubrica dedicata al nostro pubblico. Ora passiamo a Maurizio...
Olà hermano! Quando avrai sottomano questa mia, sarò anch'io uno splendido 40enne... Allora, visto che, fra coetanei ci si comprende meglio, ripigliamo brevemente il discorso sulla maturazione di Star Trek ed aggiungiamo due cosine... Come avevo scritto nell'articolo a cui si riferiva Christian (STIM 88, Febbraio 2007) spiegavo la crescita del programma in questo modo:
La TOS è stata l’epopea del mito, della leggenda.
TNG l’età dell’oro e degli eroi.
DS9 un momento di barbarie e di crescita.
VOY rappresenta la presa di coscienza della raggiunta maturità.
Manca ENT, ma trovargli un posto è semplice. Enterprise è il mito apocrifo, quello che si è perso nelle nebbie del tempo, ancora prima che si potesse considerare qualle cosa che poi è stata chiamata "Tempo". L'ultima serie è stata costruita con il senno del poi, con l'esperienza accumulata in 40 anni di viaggi fantastici... Ma Star Trek rappresenta soltanto la proiezione del sogno di un uomo (che, fra parentesi, non è più fra noi), il suo sopravvivergli negli scrittori e sceneggiatori che hanno collaborato con lui. Se il programma è cresciuto e maturato lo si deve alla crescita ed alla maturazione di coloro che lo hanno seguito e sviluppato in tutti questi anni. Ora questa crescita si è persa, è passata in secondo piano; è arrivato il momento di cercare nuove energie, una nuova giovinezza. Dobbiamo riprendere le cose seguendo il punto di vista originale di chi la serie l'ha fatta nascere, crescere, l'ha coccolata, istruita, portata al successo. Oggi il declino ci serve. Il mondo Trek deve ristrutturarsi, forse morire, almeno per un pezzettino, perché solo chi cade può rialzarsi. L'errore più grande che la saga ha fatto è stato quello di non imparare dai propri errori (e da quelli degli altri) e di non sapersi muovere con l'umiltà che le era necessaria per rimanere sempre attuale, fresca, rivoluzionaria.
Hai ragione, il testamento nascosto esiste, e si trova proprio nel lavoro della gente che realizza storie perfettamente canon a livello amatoriale (un fenomeno che è appannaggio del solo mondo Trek mi sembra) e che i detentori dei diritti di Star Trek dovrebbero tenere d'occhio con maggiore attenzione, visto che il vero spirito, quello che molti anni fa guidava proprio Gene Roddenberry, in questi appassionati brucia ancora! Per coloro che mi stanno aspettando al varco, voglio puntualizzare che la TAS è un divertissement, un piccolo scherzo che ha permesso a Roddenberry di mantenere alta l'attenzione del pubblico sul suo figliuol prodigo, nell'attesa di tempi migliori...
In quanto alla tua passioncella per DS9, consolati. È anche la mia passioncella!
Per ulteriori informazioni chiedere alla Direttora, che saggiamente mi disse: "Dalla quinta stagione le puntate ti andranno via come le ciliege, UNA DOPO L'ALTRA!" Aveva ragione. Mi sono visto a sfilatino un centinaio di episodi in poco meno di un mese e conto, durante le prossime ferie di fare una maxi maratona delle ultime tre stagioni, qualcosa tipo "Pizza a go-go, gazzosa e rutto libero", insomma abbrutirmi davanti alle storie più profonde, oscure ed umane che una serie dell'universo di Star Trek abbia mai presentato...
Il problema è parlare di DS9, in quanto l'argomento risulta tostissimo, feroce e se ci si mette d'impegno ti assorbe le energie. La storia delle stazione Cardassiana vicino a Bajor ed al tunnel spaziale dei Profeti riempirebbe articoli ed articoli e quanto abbiamo scritto fino ad ora ha soltanto scalfito la superficie (e c'è ancora chi dice che Star Trek non ha più nulla da dire...)! Magari qualcosa potrei scriverla io, quando avrò terminato alcune cosine....
Un saluto a tutti.
Pace profonda nell'onda che corre.


Voglio segnalare in questa sede un'iniziativa di alcuni ragazzi che hanno messo insieme questo sito http://www.novlet.com/ . Questa pagina offre la possibilità a tanti di voi che amano scrivere (ma che magari preferiscono altri temi rispetto a quelli trattai in questa rivista), di potere fare leggere i propri lavori, e di contribuire anche a una simpatica catena di sant'antonio contribuendo a scrivere i pezzi di un racconto on line, concatenando fra loro l'inventiva di tutti coloro che voglion contribuire a inventare una storia. In bocca al lupo!

Trovare un nuovo articolo sui borg, ancora una volta firmato dal vulcanico Daniele Volpi, sarebbe stata una ragione sufficiente per un vigoroso brivido di felicità, ma scoprire (leggendone la prima parte) che in piccola parte l'articolo nasce grazie a una mia mail di un paio di mesi fa', ha trasformato la felicità in vero e proprio onore. Grazie per questa ulteriore risposta.
Continuo a non essere del tutto d'accordo su alcuni dettagli, principalmente secondo me la razza dei borg poteva essere evoluta senza introdurre elementi di così viva individualità come la regina (per quanto, per citare lo stesso Daniele, topa essa sia :D), che se da un lato aggiungono indubbio fascino alla razza stessa, dall'altro la trasformano in qualcosa di più convenzionale. Certo il tutto è funzionale alle esigenze di narrazione, a un certo punto probabilmente è stato necessario introdurre qualcuno con cui si riuscisse a parlare a quattr'occhi, e che seguisse nei comportamenti una logica e uno schema meglio inseribile in una trama, piuttosto che adeguersi a semplici "istruzioni" quasi da calcolatore, riassumibili dall'esterno in simpatiche frasi tipo "you will be assimilated" o "resistence is futile", ma... preferivo l'assoluta assenza di individualità e personalità, che rendeva davvero, e completamente, aliena la razza. Ma che mondo sarebbe se tutti avessimo la stessa opinione?
Grazie per questa ulteriore perla, Daniele, e grazie di nuovo, come sempre, a tutti voi per la sempre stupenda rivista.
Franco.

Che dire, ora comincio a diventare invidiosa del successo che questo appassionato redattore sta raccogliendo fra voi lettori...
Forse sarebbe meglio che tutti noi ci dessimo più da fare per cercare di ricevere mail di questo tipo da Voi...

Live long and prosper

Rossella "DrBev" Marchiselli

 

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