CUORE DI BORG
di Daniele "Nemo" Volpi


"Invadono il nostro spazio e noi ci ritiriamo.
Assimilano mondi interi e noi ci ritiriamo.
Adesso basta. Li dobbiamo fermare qui".

 Jean Luc Picard,”Star Trek: Primo Contatto” (1996).


Po, Popo Po Popo Poooo….
Ora, tu scrivi una stupidata, così, perché ti sei riguardato una puntata di Voyager ("Drone"), giusto quel pomeriggio in cui non avevi molto da fare ed uno dei nostri lettori ti scrive (Vedi Warpmail del mese scorso), facendoti i complimenti e dimostrando che c’è anche chi la tue facezie le legge veramente, e fino alla fine.
E questo lettore ti fa anche una domanda "potente", ti acchiappa per i capelli e via, a giustificare uno dei problemi più sentiti dal fandom Trek in tutto il mondo: ma non è che i Borg, dopo "Star Trek: Primo Contatto"  si sono un poco ammosciati?
Ma basta là! Non mi potevi chiedere cosa pensavo del Sesso degli Angeli, dell’ammissibilità dei PACS, delle scuse che la moglie del Cavaliere ha chiesto sulla carta stampata e che il Maritino non ha avuto problemi a farle avere, giusto a stretto giro di posta?
No! Proprio sul problema dei Borg, mi vai a beccare in castagna…
E va bene, la mia risposta sintetica alla tua lettera, caro Franco (certo si parlava proprio di te e del nostro botta e risposta sulla Warp Mail, nel numero 88, Febbraio 2007!), dovresti averla già letta. Adesso facciamo sul serio e prendiamoci lo spazio che ci serve per sviscerare la cosa…

1. "Mangia Libri di Cibernetica, Insalate di Matematica e a Giocar su Marte va…"

"E sul bianco dorso della balena egli scaricò la somma di tutta la rabbia
e l'odio provati dalla propria razza. Se il suo petto fosse stato un cannone,
le avrebbe sparato contro il suo cuore".
Jean Luc Picard,”Star Trek: Primo Contatto” (1996).

Borg, Borg… Se Roddenberry ha mai avuto una botta di culo (si "culo", è la parola giusta, secondo il dizionario italiano, per la parte anatomica in questione mentre "sedere" è un verbo…) bene si è trattato proprio della creazione dei Borg. Mai intuizione fu più feconda e brillante. Se la Serie Classica aveva i Klingon, modello 'Tartari dei film di serie B anni ’60', se DS9 ha fatto la sua fortuna con l’arrivo dei Fondatori Mutaforma, TNG è entrato nel vivo dei giochi con la prima apparizione dei terribili cyborg (trucco che avrebbe ringalluzzito, diversi anni dopo, anche la povera Voyager, in piena anemia di ascolti).
Introdotti nell’episodio "Chi è Q? " (Q Who, TNG seconda stagione), i nuovi incredibili avversari della Federazione Dei Pianeti Uniti hanno avuto un padrino veramente d’eccezione, il potentissimo Q, che dal Q Continuum, torna a tediare l’Enterprise ed il suo equipaggio con un supplizio degno di Tantalo…
Come un perfetto figlio di buona donna, l’onnipotente creatura getta i federali letteralmente fra le braccia di un cubo Borg quanto meno pacchiano, ma non per questo meno pericoloso.
Ne fanno le spese diversi membri dell’equipaggio (diciotto per essere fiscali…) che si trovano nella sezione a disco della nave stellare più amata della Flotta e che perdono la vita quando una intera porzione dell’Enterprise viene letteralmente "carotata" via dal curioso mezzo dei cyborg.
Possiamo solo immaginare lo shock del pubblico americano al termine dell’episodio; il mondo lindo e pulito della Federazione, improvvisamente, si fa un poco più reale. Si sporca per benino.
Fino a quel momento i Cattivi erano Cattivi ed i Buoni erano quelli che vincevano. Sempre.
I Cattivi portavano il cappello nero, avevano una risata idiota, assolutamente riconoscibile, non ci mettevano molto ad insidiare la più bella ragazza del programma e di solito finivano con un buco nuovo di zecca in mezzo al petto, giusto prima dei titoli di coda. Raramente riuscivano ad infierire sui buoni, rimettendoci poi alla grande, durante il secondo tempo dello spettacolo.
I Buoni invece avevano il cappello bianco, bevevano con moderazione, e di fare gnoppo gnoppo proprio non ci pensavano (sic), perché alla fine della puntata li si vedeva sempre cavalcare verso il tramonto infuocato… Cosa cavolo andavano a fare tutti verso il tramonto infuocato, poi, boh!?
Ma guai ad insidiare la bella con occhi pieni di cupidigia! Erano subito pronti a risolvere la cosa facendo cantare le loro colt argento nella calura del pomeriggio (doppio sic)…
Bene. Dimentichiamoci tutto questo.
I Borg non sono ne buoni, ne cattivi. Sono una sintesi, sono un salto evolutivo che prevede la fusione delle caratteristiche migliori dell’essere biologico e del dispositivo meccanico/elettronico. Non sono uomini e non sono macchine ma dovrebbero rappresentare il meglio dei due mondi, l’aspirazione alla sintesi perfetta fra i tessuti viventi ed il silicio (oppure l’acciaio, fate voi).
Quando i droni arrivano per la prima volta sull’Enterprise, sono una tela vuota, intonsa, dove gli sceneggiatori possono fare tutto ed il contrario di tutto, hanno gioco facile, carta bianca.
Ma in quel momento, a mio modesto parere, chi scriveva le sceneggiature di The Next Generation non aveva la idee chiare su "cosa" gli fosse mai capitato fra le mani e, almeno per questa volta, la montagna partorì il classico topolino e con i nuovi personaggi la produzione riuscì a combinare poco e niente. I Borg di "Chi è Q", con le loro movenze a scatti volutamente esagerate, con questi arti troppo lunghi e gli impianti posticci, sui visi esangui ed imbellettati, con quei tubi ridicoli che escono da ogni dove, possono anche far sorridere. Eppure se ci pensiamo con un poco più di attenzione, di ridere la voglia ci passa subito…
Per il momento il pubblico aveva provato un brividino nella schiena, ma niente di più. I personaggi avevano le potenzialità ma era imperativo che si dovessero applicare per conquistarsi un posto al sole in Star Trek!

Quella che era cominciata come l’ennesima prepotenza del cittadino più famoso del Q Continuum, in pochissimo tempo divenne il battesimo del fuoco per una della razze dell’universo Trek più amate e seguite nella storia della serie (seconda nel cuore dei fan soltanto alla passione che i Trekker nutrono per i Klingon); sarà Q a togliere le castagne dal fuoco per l’equipaggio dell’Enterprise, ma a questo punto la frittata è bella che fatta e Guinan, giustamente, avverte i propri compagni che ora i Borg sanno dell’esistenza della Federazione e dei pianeti che la compongono, sanno dell’esistenza della Terra, hanno memorizzato le informazioni che gli sono necessarie per continuare il loro lavoro. Possono muoversi velocemente attraverso i quadranti della galassia, utilizzando tutte le tecnologie ottenute dall’assimilazione di innumerevoli specie.
Ora anche l’umanità si è ritrovata, in buona compagnia, sul libro Borg delle cose da fare alla voce: "Federazione (Terra), assimilare o distruggere".
Non passa molto, giusto il tempo necessario alla Flotta per mettere in piedi un piano di difesa che in qualche modo tenti di arginare il sempre più probabile assalto da parte del Collettivo verso la Terra, che i simpaticoni ritornano all’attacco. Ora non hanno più bisogno dell’intervento di Q per giustificare la loro presenza in una sceneggiatura; le forme di vita e la tecnologia che si trovano sul nostro pianeta sono motivi più che sufficienti per un interesse così profondo da parte dei cyborg. Beh, anche il mondo di Star Trek ha iniziato un processo di maturazione che, da li a poco, si dimostrerà irreversibile…
Esteticamente i Borg non sono poi tanto cambiati dalla loro prima apparizione, se escludiamo i minimi abbellimenti apportati al make-up delle loro tute ed al trucco, ma questa volta gli scrittori si sono fatti più scaltri, più incisivi, hanno deciso di osare qualche cosa di nuovo e di inaspettato: arrivano addirittura a far rapire il Capitano Picard dal cubo Borg che l’Enterprise incontra mentre quest’ultimo si dirige in rotta d’intercettazione verso il nostro pianeta.
Se precedentemente l’incontro con dei Borg aveva scioccato il pubblico, apprendere che il loro secondo capitano preferito era stato fatto prigioniero, aveva subito una infamante trasformazione e, anche se contro la propria volontà, era passato al nemico doveva certamente averli lasciati completamente "basiti"…
Conosciamo tutti il risultato di questa azione dall’interno del Collettivo Borg: decine di navi federali e Klingon distrutte nella battaglia di Worf 359, migliaia i morti, preziosissime informazioni tattiche sottratte alla mente di Picard/Locutus e trasferite nella memoria condivisa della collettività.
Poco importa se, alla fine, l’equipaggio riporta a casa il proprio capitano e Data riesce a ristabilire l’ordine originale, fermando il cubo Borg e liberano Picard dal collegamento con gli altri cyborg.
Lo stupro è stato perpetrato, l’intimità violata, l’innocenza della serie è persa definitivamente.
Ricordatelo sempre, "L’Attacco dei Borg I & II" (The Best of Two World I & II, TNG terza e quarta stagione) assieme a "Star Trek: L’Ira di Khan" rappresentano la fine della giovinezza per la nostra saga e l’ingresso nell’età adulta…

2. "Verrete Assimilati, Ogni Resistenza è Futile!"

"[…] L'entrare a far parte della comunità Borg comporta la perdita dell'identità individuale e dell'autodeterminazione. L'assimilazione di un individuo ingenera insomma un vero e proprio "salto" nella sua normale linea evolutiva, in quanto egli, di botto, diventa pressoché perfetto, e viene inserito in una società che al suo interno è, diciamolo pure, ideale, come ci viene spiegato da Reilly Frazer nella puntata di Voyager "Unito".
A ben vedere, allora, questa non è nient'altro che una versione "violenta" del celebre tema dell'Eden, topos che attraversa l'intera Star Trek fin dalla Serie Classica. In questo senso, i Borg non farebbero che rappresentare l'unione tra quelle che ancora in detta prima serie erano due entità ben distinte: i dominatori e i dominati, il principio (spirituale, umano o materiale che fosse) che creava l'Eden e coloro che ne erano soggiogati. […]".

Carlo Schiavo,”I Borg Come Una delle Possibili Società Umane” (STIM n20, Novembre 2000).

Adesso i Borg cominciano a fare sul serio. A questo punto gli sceneggiatori devono essersi resi conto di aver fra le mani la classica gallina dalle uova d’oro, che non solo poteva diventare una delle colonne portanti del mondo Trek, ma anche servire al meglio per raccontare il mondo moderno attraverso le lenti del racconto fantastico. Cosa rende così terribili ed affascinanti i droni della Collettività agli occhi degli appassionati? Non certamente l’aspetto che è ancora molto lontano dai Borg tecnologici che vedremo in tutto il loro splendore in "Star Trek: Primo Contatto"…
Molto probabilmente la loro completa e dichiarata non-umanità, la determinazione propria della macchina nel realizzare il loro scopo primario (un progetto di eugenetica/biomeccanica di grandissimo respiro che sarà rivelato completamente solo in Voyager), il tentativo freddo ed asettico di generare una razza perfetta, portato avanti da secoli con la spietata precisione del "mechanismo".
Ho già indicato che, in un certo senso, i Borg hanno occupato quella nicchia, nella SF, che di diritto spetterebbe agli inflazionati morti viventi. I Borg altro non sono se non l’evoluzione dello zombie, la rappresentazione di come il morto vivente si potrebbe presentare in un futuro prossimo, dove tecnologia ed informatizzazione finiranno per permeare ogni aspetto della nostra vita di ogni giorno. Insensibili ed impersonali, in quanto macchine, riescono a conservare almeno in parte le loro strutture organiche, indissolubilmente legate ad innesti elettromeccanici ed agli impianti che hanno caratterizzato l’immagine di questi personaggi fin dalla prima apparizione, ma sono diversi, ed allo stesso tempo riconoscibilissimi, perché conservano in parte le loro fattezze originali, anche se sepolte, imprigionate sotto innumerevoli strati di tecnologia. Potrebbero essere la razza della “porta accanto”. In poche parole sono lo specchio oscuro che si apre sul profondo della nostra anima ed assicurano ancora una volta la presenza di un occhio completamente alieno all’interno della serie.
E cominciano a fare una paura del diavolo ai fan dell’universo voluto da Gene Roddenberry!

Ma, a questo punto della serie, i Borg avevano bisogno di crescere, di avere una propria identità. Tutto quello che ristagna, finisce con il marcire, e gli sceneggiatori di TNG si erano resi conto di quanto gli appassionati volessero saperne di più, desiderassero vedere i loro beniamini svilupparsi, spiegare la loro esistenza, precisare le loro caratteristiche. All’inizio il velo di mistero poteva anche andar bene, e rendere l’appuntamento con una puntata dedicata ai Borg un evento da festeggiare, ma se si volevano capitalizzare le specifiche peculiarità della razza, per assicurare un successo duraturo dei cyborg nell’universo Trek, era necessario fornire loro un background coerente e, nello stesso tempo, farli crescere in qualche modo.
Nel frattempo la Next Generation incontra un drone molto particolare, Hugh (Tugh nella versione italiana), durante l’episodio puntata "Io, Borg" (I Borg, TNG quinta stagione); ancora una volta assistiamo ad un vero e proprio ribaltone (inaspettato) dei punti fermi canonici che sono stati alla base della serie fino ad ora: Guinan si affeziona ad un esponente della razza che ha sterminato il suo popolo, il giovane drone, destinato a portare un micidiale virus informatico nella comunità Borg, viene restituito al Collettivo intonso e sanato, il Capitano Picard, che voleva vendetta e non giustizia per l’assimilazione subita, ritorna sui suoi passi e preferisce tentare di pilotare una mutazione più morbida, partendo dal cuore stesso dei suoi acerrimi nemici, del Collettivo, attraverso l’introduzione di un fattore inaspettato, l’anomala individualità di uno dei cyborg, capace di sconvolgere la comunità Borg dalle fondamenta.
Nasce il primo drone individualista, e non è cosa da poco.
Per vedere i frutti della crescita dei Borg dovremo avere ancora un poco di pazienza, "Primo Contatto" è giusto dietro l’angolo, ma ancora l’Enterprise deve affrontare l’ennesima ingerenza del fratello di Data, Lore, che incappa fortunosamente nella parte del Collettivo infettata dall’individualismo di Tugh e la trasforma nel suo braccio armato ne "Il Ritorno dei Borg I & II" (Descent I & II, TNG sesta e settima stagione). Una volta liberati dalla nefasta influenza dell’androide malnato, di questi droni così particolari non sentiremo più parlare… Peccato, l’idea poteva dare frutti molto succosi, ma non è mai tardi per recuperare una buona idea dal fondo del cassetto!
Finalmente i tempi sono maturi perché i Borg facciano un vero e proprio salto qualitativo, diventando l’unica, vera nemesi storica della Federazione.
Esce "Star Trek: Primo Contatto" ed i Borg diventano qualcosa di più che un semplice pericolo per i nostri eroi. Diventano la negazione di uno stile di vita, una minaccia virale, un orrore organizzato. E sembrano maledettamente infettivi! Come in una colonia organizzata di insetti, gli individui biomeccanici vengono presentati con un nuovo look molto più tecnologico e curato, ora completamente assorbiti da un unico credo, una singola missione che, paradossalmente realizza appieno il motto Vulcaniano “I bisogni dei molti sono più importanti dei bisogni del singolo”. Inoltre distribuiscono naniti cose se piovesse, spargendo il seme Borg per ogni dove.
Una parte del pubblico identifica i nuovi cyborg con il "diverso", l’altro lo vede come tutto ciò che si dimostra alieno alla propria cultura, al proprio paese… Molto più facilmente si riuscì a caratterizzare i Borg come una sorta di infezione, di malattia inarrestabile (era ancora il periodo in cui una malattia come l’AIDS guadagnava le prime e le seconde pagine dei giornali, praticamente ogni giorno…).
Il messaggio gettato al pubblico negli Stati Uniti era chiaro e lo avete già trovato nel precedente articolo che ho dedicato a "Drone":

[…] Il Collettivo assimila specie con le quali viene in contatto per sfruttarne le caratteristiche biologiche e tecnologiche, nega il loro libero arbitrio, la possibilità di decidere autonomamente, la propria individualità di essere vivente, collegando le proprie vittime ad un crogiuolo di creature di qualsiasi specie già assimilate nella nostra galassia. Per questo motivo, è stata la mancanza di libero arbitrio, l’impossibilità di scegliere come vivere, insomma di esistere come individui, a diventare la caratteristica più terrorizzante nell’esistenza di questi personaggi.
L’idea dell’assimilazione assoluta da parte di una cultura nei confronti di un'altra è qualcosa di inconcepibile, per un paese come gli Stati Uniti, che identifica nella capacità di decidere in modo autonomo ciò che è meglio per se, un vanto, un diritto inalienabile dell’individuo […].
 
Inoltre la nascita dei Borg era coincisa con un momento storico e politico ben preciso, più che mai segnato dalla fine di quella Guerra Fredda che, quotidianamente, minacciava di trascinare l’intero pianeta in un conflitto più che devastante, totale e definitivo.
Per questo motivo sono sempre stati molti i critici che hanno visto nella Collettività un allegoria del Blocco Comunista, con il suo spietato controllo delle popolazioni e dei paesi che gravitavano sotto la sua influenza. E’ indubbio che Roddenberry si sia lasciato influenzare dalle vicende storiche e sociali contemporanee alla realizzazione del programma, ma non riesco ad immaginare una connotazione prettamente politica per i Borg, che faccia coincidere con assoluta certezza il parto della fantasia del creatore di Star Trek con la oramai disintegrata superpotenza sovietica.
Anche perché il Collettivo, ed il suo controllo superiore sull’individuo che ne fa parte, può richiamare con facilità alla memoria anche il controllo angosciate della televisione e dei mass media sul pubblico, che in tutti questi anni è diventato succube della pubblicità e dei programmi di bassa qualità. Allo stesso modo possiamo parlare del capitalismo più sfrenato, che si è dimostrato in grado di trasformare qualsiasi uomo in un semplice numero il cui unico compito è lavorare per produrre e consumare, allo scopo di mantenere in equilibrio lo stesso sistema economico che lo imprigiona, in un assurdo circolo vizioso di causa ed effetto…

3. "Io Sono I Borg".

"[…] Non per fare polemica contemporanea, ma già in molti paesi adesso è così e la gente è tanto felice di poter vedere veline e pacchi, che fa ben poco caso a conflitti di interessi e altre bazzecole compiute nel nome del popolo.
Magari i Borg in realtà sono tutti interconnessi ad una rete virtuale, dove non vedono altro che donnine nude (o omini nudi, a seconda), dalla mattina alla sera, con un chip opportunamente inserito nell'ipotalamo a stimolare la produzione continua di endorfine, per il raggiungimento di infiniti orgasmi in infinite combinazioni.
Dice: non ci sarebbe più il libero arbitrio. Ma in fondo ci serve? O meglio, oggi come oggi, ce lo abbiamo ancora?
Più ci penso e più mi convinco che in effetti abbiamo al momento quasi tutte le caratteristiche dei Borg: direi che ci mancano solo i benefici. A questo punto mi piacerebbe il pacchetto completo: vorrei avere anche le nanosonde. Mi riparano quando sto male, mi fortificano in generale e mi rendono più vigorosa. Sono meglio delle vitamine.
Una punturina alla base del collo e via verso nuove avventure.
Che poi con questa storia dei condotti a trans curvatura, loro sì che vanno là dove nessuno è mai giunto prima.
Un effetto collaterale c'è: sentire migliaia di menti assieme alla propria non deve essere una passeggiata[…]".

Susanna Ricci, ”Noi Siamo i Borg” (STIM n74, Novembre 2005).

Quando arriva la Regina Borg, il popolo Trek si spacca fra sostenitori e denigratori. Punto. E qui sarei tentato di finire il mio articolo, perché limitarsi ad una considerazione di questo tipo significa limitare le possibilità di sviluppo ulteriore degli stessi Borg.
Tutti hanno gridato allo scandalo, in quanto la presenza della Regina in Primo Contatto andava a contraddire l’essenza stessa della collettività. Scusate, ma chi ha mai detto che il Collettivo Borg sia strutturato senza un controllo centrale? Secondo il mio modesto parere, NESSUNO.

Più di una volta si è paragonata la razza di cyborg ad una colonia di insetti simili alle api oppure alle termiti; bene, le colonie delle api e delle termiti, pur essendo strutture collettive, possiedono una regina che sovrintende a determinati compiti (come la riproduzione e la costruzione di nuovi insediamenti). L’introduzione del personaggio della Regina Borg amplia le possibilità della narrazione, giustifica la possibilità che il Collettivo Borg possa esistere (un centro nevralgico che sovrintenda alla gestione delle informazioni deve esistere comunque), struttura la collettività come in un sistema informatico a memoria distribuita, quasi che la Regina sia il processore principale, in grado di acquisire in tempo reale qualsiasi informazione contenuta nei suoi droni ed elaborarle immediatamente per ottenere la strategia, l’approccio migliore a qualsiasi problema…
Il personaggio è un crogiuolo di conoscenze e di informazioni, una singolarità all'interno del Collettivo che disturba gli spettatori e viene descritta astutamente come una donna, particolarmente femminile, estremamente provocante; non sappiamo quasi nulla delle sue origini, se sia essa stessa il frutto delle innumerevoli trasformazioni del Collettivo oppure se la razza Borg è stata generata partendo da una Regina primigenia. Chi era prima della sua assimilazione? Non è importante.
Lei stessa, mentre parla con Data spiega ci essere il nucleo centrale della Collettività, la mente superiore che assicura l’ordine necessario fra la moltitudine di voci dei droni, che unifica i pensieri del gruppo e ne focalizza la direzione.
Picard ci ricorda che lei "C'è sempre stata", al di là delle facoltà di comprensione così limitatamente tridimensionali tipiche della razza umana, e che attraverso lei si confondono e si compenetrano individualità e collettività. Per questa creatura concetti come "io" e "noi" sono espressioni, punti di vista, assolutamente intercambiabili; gli umani si dimostrano una razza troppo semplice, troppo lineare troppo limitata dalle peculiarità biologiche, per poter comprendere appieno ed in maniera definitiva il significato della sua esistenza.
Se anche in natura possiamo trovare un individuo che si faccia carico della direzione e degli intenti della globalità, ecco spiegata l’esistenza della nostra Regina.
Perfettamente individualizzata, volutamente unica nell’aspetto ed inconfondibile, perno e ed asse portante dell'intera comunità.
Inoltre il personaggio è caratterizzato da un senso di individualità e autocoscienza assolutamente unico fra i Borg, mostra una intelligenza superiore, prontissima, capacità percettive che superano quelle, non soltanto dei suoi droni, ma anche di qualunque altra specie vivente.
Il suo profilo fisico e psicologico è caratterizzato da una fortissima dualità, che ci appare evidente sin dalla sua prima apparizione; è la sola fra i Borg a vivere praticamente scissa in due realtà corporee, quella fisica composta da due unità separabili e quella psicologica, il Collettivo e la sua individualità, assolutamente intergrate. Ancora dal punto di vista fisico, la Regina viene caratterizzata da altre peculiarità che la rendono facilmente identificabile all'interno del Collettivo: gli impianti cibernetici sembrano essere stati assimilati con maggiore armonia nella struttura organica del suo corpo, che manca di una qualsiasi protesi ottica o facciale, come sono completamente assenti i classici impianti cibernetici alle braccia. Il viso rimane completamente libero, perché la sua bellezza possa essere ammirata da chiunque, con un vezzo estremamente femminile e profondamente umano…
A caratterizzare maggiormente la figura della Regina Borg sono le terminazioni neurali che sporgono dalla parte posteriore del cranio e che fanno pensare ad una creatura dotata di una intelligenza e di una elaborazione di pensiero assolutamente superiore.
Con il suo sguardo liquido, profondo ed intenso, la Regina Borg sembra lasciare trasparire tutte quelle emozioni che sono precluse a qualunque altro Borg (Hugh a parte, naturalmente) mentre il suo volto radioso (non a caso è stata scelta la splendida Alice Krige per interpretare il personaggio), è costantemente attraversato dalla molteplicità di espressioni che caratterizzano questo personaggio con una disarmante consapevolezza della propria asettica e assoluta "perfezione".
(Considerazioni del vostro redattore preferito sulla Regina Borg/Alice Krige? Mettiamola cosi: Ammazza che topa! Spero di essere stato chiaro… Fine considerazioni).
Un limite il fatto che la Regina possa provare delle emozioni? Semmai il contrario, essendo essa stessa la summa di tutto quello che rappresenta il Collettivo, rappresentandone la forma più pura ed avanzata, ecco che provare emozioni diventa soltanto una delle innumerevoli esperienze che la regina ha potuto acquisire dalle infinite assimilazioni a cui ha preso parte…

4. "La fine del gioco".

"I Borg sono cambiati, mi aspettavo assimilazione, non conversazione".
7 di 9, ”Dark Frontier” (Frontiera Oscura, Voy, quinta stagione).

Dopo la trasformazione dei cyborg in Primo Contatto e l’arrivo della Regina, gli sceneggiatori decideranno di utilizzare i Borg in maniera più pesante per rinnovare l’ultima incarnazione del mondo Trek (considerando che, almeno ufficialmente, in Enterprise i Borg non ci dovevano stare,  Ri…Generazione a parte). Ecco perché la seconda parte di Voyager improvvisamente diventa il florilegio di questa razza, arrivando addirittura a coinvolgere l’equipaggio della nave stellare dispersa nel quadrante Delta in una guerra transdimensionale (per chi non lo avesse capito intendo il conflitto che i droni scatenano con la razza 8472…).
Anche in questo caso mi sembrano riduttive le critiche che vogliono la figura dei Borg troppo "prostituita" al solo scopo di recuperare ascolti per la serie. In questo caso si è cercato più di una volta di dare un maggiore respiro a questa razza, di costruire un background valido e plausibile, che ne spiegasse le origini e le finalità. Ora possiamo anche accettare l’ipotesi che il pianeta macchina incontrato dalla sonda Voyager 6 di "Star Trek the Motion Picture" potesse essere veramente il pianeta madre dei Borg.
Ora possiamo provare a comprendere il piano eugenetico di queste creature che si sono date come obiettivo la perfezione universale, la cancellazione di ogni difetto biologico, attraverso l’assimilazione in un Collettivo che rappresenti il meglio di quanto i Borg hanno trovato in tutti i sistemi dell’ammasso galattico che sono stati in grado di raggiungere.
Ora questi cyborg sono veramente una razza diversa da tutte le altre, aliena quanto basta per giustificare l’applicazione della prima direttiva e del relativismo culturale.
Se i Borg cercassero di perseguire i propri obiettivi, senza imporli alle altre razze con la forza e la coercizione, sarebbero ancora tanto sgradevoli ed odiati? 
Ma i Borg di Voyager sono importanti per un altro motivo; con l’introduzione di "Sette di Nove" finalmente il pubblico riesce ad entrare in profondità nella vita di un drone, viene messo davanti al problema di reintegrare un individuo nella sua vera natura e per farlo deve calarsi nella vita vera di un Borg, cercare di capirlo, di sviscerarne i pensieri profondi, e contemporaneamente viene portato a confrontarsi in maniera più diretta con i suoi problemi, con la sua intolleranza ed il suo razzismo strisciante. L’accettazione di Sette non è immediata, anzi! Fino alla fine della serie rimarrà una ex-Borg, di cui non fidarsi poi troppo.
Ma, in fondo, coloro che non conosciamo, che non rispettiamo, non sono forse dei Borg sui generis? Non è forse questo l’obiettivo reale che aveva Roddenberry quando diede vita ai tanto odiati cyborg? Creare una razza che mettesse a dura prova le fondamenta stesse, il credo più profondo, le idee portanti della stessa Federazione e di tutti gli appassionati della saga?
"Sette di nove", ed il resto del Collettivo che disturba il viaggio verso casa della nave stellare Voyager, vengono sapientemente utilizzati dagli scrittori della serie per dare una nuova dimensione al racconto, che non si limita a recuperare il vecchio spirito avventuroso, lasciato per il momento in un angolo, con il termine della TNG, e finito in ombra durante le intense e magistrali puntate di DS9.
Ora l’analisi psicologica dei personaggi principali della vicenda si fa sempre più profonda e serrata. Quasi ogni racconto che vede l’ex drone fronteggiare il Comandante Janeway diventa l’occasione per mettere a confronto due stili di vita diametralmente opposti, due modi di vedere la propria esistenza che ciclicamente finiscono per cozzare frontalmente uno contro l’altro. Sette rimane legata al Collettivo, in qualche maniera, ma sa di essere umana, di essere perfettamente in grado di farsi accettare dai propri simili, che non sono poi così tanto diversi, impianto più, impianto meno. Ma vive nella paura di essere arrivata troppo in là, troppo lontano per poter tornare indietro di essersi smarrita nella Collettività in modo definitivo…
Di essere costretta non soltanto ad "essere" Borg ma anche a "sentirsi" Borg, nel profondo della sua anima.
Il Comandante Janeway, dopo avere ceduto per anni al senso di colpa nato dagli errori e dalle indecisioni del suo comando (nessuno ha mai detto che la capitana più amata di Star Trek sia perfetta…) ha trovato un modo per espiare, almeno in parte, le proprie colpe. Con un senso materno che Sette non sembra in grado di ricordare, essendo stata assimilata molto giovane, Janeway decide di fare tutto il possibile per recuperare la giovane donna alla sua umanità. Ed è questa la spinta più forte che le permette di combattere più di una volta per assicurare a questa figlia mai avuta, ma letteralmente caduta dal cielo, una nuova nascita.
Pur non avendola generata, Sette ritorna alla vita umana attraverso la sofferenza e l’espiazione di Janeway (vedi episodi come "Direttiva Omega" oppure "Frontiera Oscura I&II", ma potremmo citarne molti e molti di più, quasi tutti concentrati nelle ultime stagioni del programma, come "Unimatrice ZeroI&II", "Un Gioco da Ragazzi" e lo stesso "La Fine del Gioco", solo per citare i primi che mi vengono in mente!), non a caso il vecchio ammiraglio deciderà di tornare indietro nel tempo, durante l’apoteosi di "Endgame" per risparmiare ulteriori dolori al proprio equipaggio e salvare la vita alle due persone che la donna ha amato così profondamente, il comandante Chakotay e Sette di Nove…
Ogni vicenda è un tassello, un piccolo passo che Janeway utilizza, direttamente o meno, per riannodare, ricollegare la giovane donna alla sua perduta umanità.

Dei Borg si poterebbe parlare ancora a lungo, le avventure della Voyager nel quadrante Delta hanno lasciato moltissimi elementi in sospeso, come lo stato attuale dei condotti di transcurvatura.
Il Collettivo saprà dotarsi di una nuova Regina?
Potranno i droni ricostruire la stazione di partenza andata in pezzi alla fine di "Endgame"? Dobbiamo aspettarci, magari nella prossima serie della nostra saga del cuore, di vedere un esponente del Collettivo sulla plancia di comando della nuova Enterprise?
Con tutte le sottotrame rimaste, per così dire aperte, non mi sorprenderei certamente di vedere uno dei fratellini di Hugh, smanacciare con il computer di una Enterprise molto più tecnologica del solito, in un prossimo ed oscuro medioevo della Federazione.
Ma qui mi fermo altrimenti chi mi sopporta più?
Una sola nota ancora: per coloro fra di voi che potessero essere interessati alla cosa, ho aggiunto alla fine della bibliografia un paio di interessanti link a due pagine che troverete nel sito www.startrek.com. Il primo collegamento si riferisce ad un interessante documentario, in inglese, dedicato esclusivamente ai nostri amati cyborg (lo potete vedere direttamente attraverso il vostro browser, trovate il collegamento alla fine della pagina in questione, il quarto contando dall’alto alla sinistra [della pagina]).
"The Borg" è un filmato esclusivo di ben 20 minuti durante il quale avrete come cicerone Vaughn Armstrong, impegnato ad illustrarvi la cultura Borg ed alcuni dei più importanti incontri/scontri del Collettivo con la Federazione, dal tentativo dei cyborg di cambiare la storia terrestre nel 2063, al primo incontro documentato dei droni con una nave nel 2365, per arrivare alla loro sistematica distruzione, per mano di un misterioso visitatore proveniente dal futuro nel 2378 (?!?). La prima parte del documentario rappresenta una vista d’insieme dell’argomento, la seconda raccoglie alcuni degli incontri più interessanti con questa razza, privilegiando quelli che hanno a che fare con il Capitano Picard e l’equipaggio dell’Enterprise di TNG, mentre l’ultima parte del video ripropone le esperienze fatte con i Borg fatte dalla Voyager durante il suo viaggio di ritorno sulla Terra dalle profondità del quadrante Delta.

Utilizzando il secondo collegamento potrete consultare una cronologia ragionata della storia Borg fino ad ora conosciuta che mi è sembrata piuttosto interessante…
La Timeline dei Borg pubblicata sul sito sottolinea tutti gli eventi più importanti accaduti nei 315 anni in cui la Federazione ha avuto contatti più o meno ravvicinati con il Collettivo. Le informazioni contenute in questa cronologia sono certamente più particolareggiate e precise rispetto a quanto potrete trovare nel video documentario a cui abbiamo accennato prima come informazioni in merito agli El-Auriani, gli Hansen e Drone/Uno, il giovane Borg del futuro, nato sulla Voyager, di cui abbiamo già discusso un paio di mesi fa; tra le altre cose la timeline non comprende notizie sulle relazioni fra i Borg e le altre specie, ad eccezione di quei casi in cui sono coinvolti esseri umani…

"Proteggete voi stessi oppure Loro vi distruggeranno..."
Guinan

Eros "Warp9" Ciaiolo, "Tecnologia e Biologia dei Borg" - WebTrekItalia n. 10 Giugno 1999
Fabio Giudici,
"Impianti Bionici e Cibernetici nella Medicina d’Oggi"- WebTrekItalia n. 10 Giugno 1999
Giancarlo e Francesca Manfredi, "Kiss me,Idiot, I’m a Borg! "- WebTrekItalia n. 10 Giugno 1999
Barbara "Baby" Farinelli, "Tre Borg Speciali"- WebTrekItalia n. 10 Giugno 1999
Franco Girò, "Ogni Resistenza è Inutile"- WebTrekItalia n. 10 Giugno 1999
Nicola "Nic98" Tartaglia, "Timeline della Razza Borg"- WebTrekItalia n. 10 Giugno 1999
[www.webtrekitalia.com]

Fabiano Piccione e Matteo Bistoletti,
 "La Natura dello Scorpione" - STIM n. 7 Settembre 1999 Raffaella Baracco, "I Borg: Da TNG a Primo Contatto ed Oltre" - STIM n. 8 Ottobre 1999
Carlo Schiavo, "I Borg come una delle Possibili Società Umane" - STIM n. 20 Novembre 2000
Anna "Ro Laren" Manfredini, "Io Sono i Borg" - STIM n. 23 Febbraio 2001
Susanna Ricci, "I Borg Sono Molto Più Vicini di Quanto si Possa Pensare..." - STIM n. 43 Dicembre 2002
Filippo"Hytok" Simone, "Dark Frontier" - STIM n. 44 Gennaio 2003
Fabiano "Langley" Piccione, "Ri...Generazione" - STIM n. 50 Luglio 2003
Susanna Ricci, "Noi siamo i Borg" - STIM n. 74 Ottobre 2005
Daniele "Nemo" Volpi, "Ma i Borg Sognano di Pecore Elettriche?" - STIM n. 87 Gennaio 2007

Documentario sui Borg distribuito su www.StarTrek.com,
Borg Timeline su www.StarTrek.com,


Pace profonda nell’onda che corre.



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