Le recensioni che ho avuto modo
di leggere fino ad ora sulla serie televisiva americana Heroes
fanno tutte automaticamente riferimento a Lost: “Heroes sta prendendo
il posto di Lost… realizzato sulla falsariga di Lost… il
nuovo successo televisivo dopo Lost…”
Ora, i punti che queste due serie hanno in comune sono i seguenti:
-
ci sono
un mucchio di personaggi;
-
le storie
sono tutte collegate (una volta questo modo di fare televisione produceva
una cosa chiamata “sceneggiato”, ed era bello uguale);
-
gli attori
sono tutti finalisti di un qualche concorso di bellezza;
-
c’è
Greg Grunberg: in Lost era il pilota dell’aereo,
quello che viene scaraventato contro un albero dal mostro dell’isola;
in Heroes è un poliziotto un po’ sfigato che legge nel
pensiero della gente (moglie traditrice compresa);
-
ci sono
siti internet costruiti appositamente in modo tale da sembrare che
le storie raccontate nei telefilm si stiano svolgendo nel mondo reale
(http://blog.nbc.com/hiro_blog/,
http://www.primatechpaper.com/
) e si possa interagire in modo da scoprire indizi e andare avanti
nella ricostruzione del puzzle misterioso.
A
mio parere le similitudini finiscono qui: i famosi cinque gradi di conoscenza.
Le due serie hanno avuto effettivamente molto successo, ma questo non
significa necessariamente che siano sorelle o che si debbano per forza
paragonare l’una all’altra.
Di
bello Heroes ha che non si è ancora accartocciato su se stesso
alla ricerca del mistero assoluto: esiste una minaccia non ancora ben
identificata che incombe su New York, ed esiste un cattivissimo
difficile da eliminare, ma niente telecamere nascoste, niente esperimenti
segreti con magneti superpotenti in grado di far cadere gli aerei, niente
piedi di pietra giganteschi con 4 dita invece che 5. Almeno per il momento…
Insomma è un po’ assurdo, ma assurdo come può essere
un fumetto che parla di supereroi, o X – Men. Non assurdo come schiantarsi
su un’isola deserta con gli orsi polari.
I personaggi sono molti e vengono a contatto con i propri superpoteri
un po’ alla volta. Non sanno bene cosa sono, come usarli, se sono
davvero superpoteri o se è la loro mente che vacilla in preda alle
allucinazioni.
Ogni puntata si apre con un breve riassunto delle puntate precedenti e
si chiude con un intrigante “to be continued…”
Una cosa molto carina è che nei riassunti i personaggi non vengono
chiamati per nome, ma per descrizione.
Ecco quindi che abbiamo la cheerleader indistruttibile
(Hayden Panettiere) e con miracolosi poteri di autoguarigione
(e,
lasciatemelo dire, questo è un vero tocco di genio da parte degli
autori: prendere le caratteristiche di Wolverine e metterle in un corpicino
adolescente e pieno di riccioli biondi!).
L’uomo politico, che vola (Adrian Pasdar).
Il fratello dell’uomo politico (Milo Ventimiglia), che assorbe per
breve tempo i poteri di coloro cui è vicino, come un camaleonte.
La donna bionda (Ali Carter), che ha un alter ego violento e dotato di
forza sovrumana.
Il figlio della donna bionda (Noah Gray-Cabey), che vede i meccanismi
elettronici e li manipola a proprio piacimento (utilissimo per tirar giù
i soldi dal bancomat senza tessera a senza pin).
Il
marito della donna bionda (Leonard Roberts), che passa attraverso i muri.
Il
pittore che dipinge il futuro (Isaac Mendez).
L’uomo invisibile (Christopher Eccleston).
Il poliziotto, che legge nel pensiero.
E poi c’è Hiro (Masi Oka). L’unico
che merita di essere chiamato per nome, perché Hiro non è
un eroe: è un mito!
È
l’unico a non sembrare appena uscito da Uomo Vogue, è giapponese,
e può manipolare il tempo. Il fatto è che è anche
un irrecuperabile nerd, che adora Star Trek e la cultura pop americana
e che vuole davvero diventare un eroe e salvare il mondo! È insomma
uno sfigato qualunque, profondamente buono e moralmente impegnato nella
sua missione, buffo e tenero come un panda, che legge ciò che deve
fare nelle pagine di un fumetto non ancora pubblicato e disegnato dal
pittore che vede nel futuro !
Rappresenta
l’elemento comico, quello appositamente creato per offrire respiro
all’avvicendarsi drammatico delle storie, ed è un personaggio
talmente tanto riuscito da essersi meritato un sito internet tutto per
sé, dove è possibile leggere il diario delle sue avventure,
postato in tempo reale dopo la trasmissione di ogni nuova puntata.
Probabilmente sarà lui a portare un contributo decisivo nella storia,
forse riportando indietro dal futuro la soluzione al problema dell’esplosione
di New York: non è ancora dato di saperlo, ma per certo Hiro è
un vero eroe dal cuore puro, laddove gli altri sono esseri umani che stanno
facendo a pugni con se stessi per cercare di capire come venire a patti
con questa strana realtà che li soverchia.
Oltre
a quelli citati ci sono anche altri personaggi al contorno, che non hanno
superpoteri, ma che interagiscono con gli eroi in diversi modi, come la
fidanzata del pittore (Tawny Cypress), il babbo della cheerleader (Jack
Coleman),
l’amico
di Hiro, o il figlio dello scienziato indiano (che, sia detto per inciso,
è di una bellezza da togliere il fiato Sendhil Ramamurthy).
Esiste infatti uno scienziato, il quale ha elaborato
una teoria evoluzionistica che ha predetto la formazione di questi umani
mutati, e che, tramite calcoli non meglio specificati, ha redatto una
lista di tutti coloro che probabilmente sono affetti da superpoteri. Lista
che si rivela quanto mai precisa e quanto mai ricercata, soprattutto dal
cattivo di turno.
(http://www.nbc.com/Heroes/games/map.shtml
)
Nelle prime puntate il cattivo è non identificato, se non con il
solo nome, e ha la macabra caratteristica di uccidere coloro che hanno
superpoteri, tagliando loro la calotta cranica ed asportandone il cervello.
C’è davvero moltissima carne al fuoco quindi, ma il tutto
viene portato avanti in maniera abbastanza lineare, senza troppi salti
tripli carpiati e senza troppi flash back.
Certo i personaggi alla fine sono tutti intrecciati tra loro, anche se
la storia si sviluppa attraverso l’America, ma per il momento non
sembra quel fitto guazzabuglio di punti interrogativi che caratterizza
invece ogni nuova puntata di Lost.
Sono state programmate 23 puntate per la prima stagione, ed in America
stanno trasmettendo la diciottesima: nel frattempo la serie ha ricevuto
la nomination come miglior serie drammatica,
e
Masi Oka come miglior attore non protagonista ai Golden Globe
Award, che sono stati assegnati il 15 gennaio scorso. I premi
corrispondenti sono stati vinti da altri (Grey’s Anatomy e Jeremy
Irons), ma rimane il fatto che la serie ha colpito l’immaginario
collettivo e ha riscosso un successo di pubblico e di critica molto vasto.
Le ultime notizie danno il suo acquisto da parte dei network italiani
e la sua probabile trasmissione entro il 2007. Chissà. Nel frattempo,
chi può segue la serie in semidiretta, approfittando del lavoro
di tanti fan operosi che si prodigano in sottotitoli (http://heroesitalia.altervista.org/main.htm
).
Una volta si diceva “la Rai, di tutto, di più”.
Ora, per fortuna, esiste la possibilità di autogestirsi in maniera
più intelligente.
Se
volete commentare questo articolo scrivete a Warp
Mail