L'UOMO DISINTEGRATO
(Demolished Man – USA Gennaio-Marzo 1952 su Galaxy)
Alfred Bester

di
Daniele "Nemo" Volpi



Urania Collezione n. 042 – Agosto 2006
Traduzione di Giuseppe Lippi e Laura Serra
Commento di Carlo Fruttero
Reperibile anche nelle edizioni:
Urania n. 312, Luglio 1963
Classici Urania n. 34, Gennaio 1980.

“Nessun uomo viene demolito se non da se stesso”.
Thomas Bentley.

Non so se lo avete notato, ma esistono particolari autori nel campo della SF che hanno raggiunto una vasta notorietà senza per questo avere pubblicato un numero enorme di opere.
In soldoni, conosciamo diversi scrittori di fantascienza che si sono conquistati un pubblico veramente molto affezionato, scrivendo quei due o tre volumi “giusti”, caratterizzati da una trama particolarmente azzeccata oppure da una intuizione di fondo completamente innovativa.
E, magari, raccontando il tutto attraverso un linguaggio che, all’epoca della loro pubblicazione, distingueva queste opere come un faro nella notte…

Così su due piedi, mi ritrovo a pensare a scrittori quali H. Beam Piper, Algis Budrys e l’autore del volume che ho deciso di presentarvi, Alfred Bester.
Spesso viene dimenticato che fu proprio Alfred Bester a vincere, con “L’Uomo Disintegrato”, la prima edizione del premio Hugo, nel 1953, probabilmente il riconoscimento che, nel mondo della SF, si avvicina di più a quello che l’oscar rappresenta per la cinematografia mondiale. E di certo la storia che vi sto per raccontare aveva tutto il diritto di meritarsi un simile premio… Anticipando di gran lunga il fenomeno che arriverà soltanto trent’anni più tardi, l’autore riesce a costruire una trama assolutamente cyberpunk ante litteram, caratterizzata da un linguaggio che potremo definire “multimediale”: Non ci credete?
Allora procuratevi la nuova versione del romanzo pubblicata nella collana Urania Collezione lo scorso Agosto e scoprite in che modo vengono caratterizzati i nomi di alcuni personaggi di secondo piano nella narrazione, oppure lasciatevi sorprendere dalle contorsioni tipografiche utilizzate per rendere sulla carta i flussi di pensiero che rappresentano una comunicazione mentale fra i numerosi telepati naturali descritte in tutto il racconto.
Pubblicato originariamente nel nostro paese, a puntate, sulle pagine del Giallo Mondadori (in appendice ai numeri 216-228 del 1953), con il titolo di “Anime Cieche”, soltanto oggi siamo in grado di apprezzare completamente le sue peculiarità, attraverso una nuova edizione riveduta dallo stesso autore nel 1954, e fino ad oggi praticamente sconosciuta in Italia.
Ora accomodatevi sulla poltrona e trattenete il fiato: va in onda il delitto!


1. Delitto e castigo.

“[…] Ascoltate! Gridò estasiato. Ascoltate voi normali! Dovete imparare a comunicare così. Dovete imparare come si fa. Dovete abbattere le barriere e strappare il velo. Noi vediamo la verità che voi non vedete. Vediamo cme nell’uomo non ci siano che amore e fede, coraggio e bontà, generosità e sacrificio. Tutto il resto è solo solo la barriera della vostra cecità. Un giorno ogni mente sarà a contatto con l’altra, ogni cuore conoscerà l’altro cuore”.
Alfred Bester “L’Uomo Disintegrato, 1952”.

Momento temporale: XXIV secolo.
Luogo: New York, pianeta Terra [Sistema solare] L'uomo è riuscito a conquistare la possibilità di spingersi oltre l’atmosfera del nostro pianeta ed è arrivato ad insediarsi all’interno dell’intero sistema planetario. Ma prima di arrivare a tanto ne ha combinata un’altra delle sue. Ha scatenato una guerra definitiva che ha lasciato strascichi ben evidenti nel corpo e nell’animo della nostra razza. E se i crateri delle esplosioni (come quello che devasta uno dei quartieri dove si svolge la vicenda, il bordello di Chooka Frood) verranno presto dimenticati con il trascorrere del tempo, esiste un altro effetto secondario che caratterizza la nuova popolazione mondiale: dalle macerie della guerra è nata una classe di telepati, gli Esper, che vive pacificamente in mezzo alla popolazione per così dire normale, regolando la nuova società umana quasi perfetta, attraverso la propria gilda, il proprio ordine.
Una società nuova, che ha bandito la violenza, dove l'omicidio (premeditato) è praticamente impossibile e per questo motivo è scomparso da più di settant’anni.
Qualcosa di molto simile a quanto aveva fatto Gene Roddenberry, stabilendo che la guerra nucleare (suggerita ma non mostrata) della seconda metà del XXI secolo rappresentava lo spartiacque fra il “nostro” mondo e quello dell’astronave Enterprise e dei suoi viaggi meravigliosi.
Eppure anche in questa società fortemente permeata dalla cultura e dall’etica degli Esper, dove chiunque sembra poter scoprire dentro di sé questo talento latente, anche in questo nuovo mondo, dove risulterebbe “virtualmente” impossibile mantenere un segreto o progettare un omicidio, anche qui, qualcuno trama nell’ombra. Qualcuno vuole compiere il crimine supremo, una “tripla A”, un “omicidio” e naturalmente farla franca evitando di finire “Disintegrato” per il crimine commesso!

Ben Reich, uno dei due personaggi principali della vicenda, si trova in una situazione terribile: la sua Monarch Enterprises, una delle multinazionali più importanti nel futuro del nostro pianeta, rischia di essere assorbita dalla D’Courtney, dopo essere rimasta nelle mani della sua famiglia per generazioni. Il tentativo fallito di una pacifica acquisizione, trattando direttamente con il suo avversario Craye D’Courtney, convincerà Reich che l’unica via d’uscita per mantenere il proprio controllo sull’azienda di famiglia e sulla sua sanità mentale è proprio quella di eliminare fisicamente il rivale.
Disperato, mentre il suo equilibrio psicologico sembra minacciato da un sogno ricorrente in cui viene perseguitato da un misterioso personaggio senza volto, Reich fa appello a tutte le risorse della sua azienda per mettere in piedi quello che i giallisti chiamano “il delitto perfetto” che gli assicuri non soltanto la libertà ma anche di non finire disintegrato per ciò che si appresta a fare (e la pena della Disintegrazione verrà descritta soltanto alla fine della storia). Una buona parte del volume serve all’autore per mostrarci nei particolari in che modo Reich riuscirà ad eliminare il suo avversario, attraverso l’aiuto di esper rinnegati e dei potenti mezzi della Monarch Enterprises (di più non mi dilungo, per non rovinarvi il piacere di seguire gli sforzi dell’omicida). Ma una volta ottenuto il suo scopo ecco arrivare a fronteggiarlo il secondo personaggio della vicenda, l’Esper di primo grado e prefetto di polizia Lincoln Powell (notate l’assonanza in inglese fra Powell e Power, che si può tradurre come potenza o potere).
A questo punto il romanzo inizia a muoversi come un meccanismo ben oliato e diventa veramente quel capolavoro che vi ho decantato fino ad ora. Reich e Powell sono due personaggi praticamente perfetti che si fronteggiano in una lotta serrata, senza esclusione di colpi, una partita a scacchi mortale che catturerà completamente la vostra attenzione, mentre il racconto prende una direzione del tutto inaspettata…

2. Il prezzo della colpa.

“Colui che mi ha insegnato l’arte sarà per me come un genitore. Dividerò le mie sostanze con lui e mi occuperò delle sue necessità in caso di bisogno. I suoi figli saranno i miei fratelli ed insegnerò loro quest’arte con precetti, lezioni e ogni altro mezzo idoneo; e a tutti  gli altri insegnerò quest’arte. La mia condotta sarà per il bene della razza umana, secondo il mio giudizio e le mie capacità, mai per fare del male o torto. Non rivolgerò pensieri dannosi a nessuno, per quanto me lo si possa chiedere. In qualunque mente entrerò, sarà per il bene dell’uomo e mi asterrò dalla prepotenza e dalla corruzione. Quali che siano i pensieri che scruterò nella mente  in cui mi sarò introdotto, non li divulgherò se non sarà giusto. Manterrò il silenzio e considererò i segreti altrui come i più sacri”.
Il giuramento esper - Alfred Bester “L’Uomo Disintegrato, 1952”.

Riuscirà Reich (uno dei villain più simpatici e meglio costruiti dells narrativa di SF di tutti i tempi) ad avere la meglio su Powell? Oppure il poliziotto telepate sarà capace di assicurare alla “Disintegrazione” il suo più temibile avversario? E chi ha deciso di uccidere Reich, disseminando la sua nave e la sua casa di congegni esplosivi? Chi è o cosa rappresenta l’uomo senza volto che perseguita il sonno dell’omicida?

Come in ogni romanzo “giallo” che si rispetti dobbiamo fermarci qui per non rischiare di togliere il piacere della lettura a quelli fra di voi che decideranno di procurarsi il volume. Se dovessi definire quest’opera di Alfred Bester non potrei fare altro che unirmi alle voci di altri che hanno condiviso con me il piacere di leggere questo libro ed esclamare “Affascinante!”. Questo è l'aggettivo che meglio rappresenta il cuore di un'opera complessa e sofisticata ma che riesce a non scadere nel barocco, nello scontato e che si dimostra contemporaneamente leggera e brillante, come poteva esserlo un film poliziesco degli anni '50.
Il futuro di Bester ci viene presentato con tratti brevi e precisi e noi tutti ci troviamo, fin dalla prima pagina, immediatamente trascinati in questo nuovo domani, anche se l’autore, fra una descrizione e l’altra nasconde più di un’indizio che ci consentirà di capire le motivazioni che hanno spinto Reich a diventare un omicida e che ci prepareranno per i colpi di scena finali. E se l’opera rimane “anche” un solido giallo ambientato in un futuro possibile, questo non ci impedisce di meravigliarci per alcune trovate decisamente impressionanti, come le descrizioni del colorato bordello di Chooka Frood presso il Bastion West Side, letteralmente creato da una esplosione nucleare che ha devastato una fabbrica di ceramica, del centro direttivo dell’ordine dei telepati, con il loro capo, l’indaffaratissimo e petulante T’sung H’sai e del parco naturale dello Spaceland costruito direttamente nello spazio. Sono proprio queste invenzioni, tanto reali, che rendono il romanzo un vero must per qualsiasi appassionato di SF ed un ottima lettura per una serata tranquilla.
Una curiosità per finire: il romanzo doveva intitolarsi, nelle intenzioni dell’autore, “Demolition!”
Fu Horace L. Gold, il direttore di Galaxy che avrebbe in seguito pubblicato l’opera, a decidere diversamente. Gold era un grande amico di Alfred Bester e lo aveva consigliato durante la realizzazione del libro. Per questo, una volta terminato il volume, l’autore decise di accettare la proprosta del suo editore, intitolandolo “Demolished Man” e dedicandolo allo stesso Gold.

3. Alfred Bester.

“Ai miei tempi sono stato scambiato per un frocio, un conservatore, uno psichiatra, un artista, un vecchio sporcaccione, un giovane sporcaccione, ed ho sempre reagito in carattere, facendo la scena”.
Alfred Bester.

Come al solito ecco una breve scheda biografica dedicata all’autore:

Alfred Bester nacque il 18 dicembre 1913 a New York, da una famiglia della media borghesia, frequentò l’universita della Pennsylvania, laureandosi nel 1935 e quattro anni dopo pubblicò la sua prima storia di fantascienza, "The Broken Axiom" sulla rivista Thrilling Wonder Stories.
Dopo aver pubblicato un certo numero di racconti su Astounding Science Fiction, la rivista di John W. Campbell (uno dei numi tutelari della SF di inizio secolo), l’autore decise di abbandonare il campo della fantascienza nel 1942, per dedicarsi alle sceneggiature di fumetti. Sono sue alcune delle storie di ‘Superman’ e ‘Lanterna Verde’ realizzate dalla DC Comics. Bester fu anche lo sceneggiatore delle avventure di ‘The Phantom’ e di ‘Mandrake the Magician’ realizzate durante il  periodo della seconda guerra mondiale, mentre il loro creatore Lee Falk era impegnato nel conflitto fra le fila dell’esercito americano. Passato a Galaxy Magazine all’inizio degli anni '50 dove stringerà una lunga e fruttuosa amicizia con il suo direttore Horace L. Gold, Alfred Bester proseguirà la sua carriera di sceneggiatore per numerosi programmi radiofonici quali ‘The Shadow’, ‘Nick Carter’ e ‘Charlie Chan’; proprio in questo periodo vedono la luce le due opere più note dell’autore, “L’Uomo Disintegrato” (The Demolished Man, 1951 – premio Hugo nel 1953) ovvero delitto e castigo in una futura società dove la legge è amministrata da soggetti telepatici e “Destinazione Stelle” (conosciuto anche come “Tiger! Tiger!” e “The Stars my Destination”, 1958), una sorta di “Conte di Montecristo” trascinato di peso in un sistema solare ancora più assurdo ed allucinato di quello descritto nel romanzo precedente.
Contemporaneamente l’autore scriverà alcuni dei suoi racconti brevi più interessanti quali “Mandato di Sparizione” (Disappearing Act, 1953), il brillante “5.271.009 e lo psicotico “Fondly Fahrenheit (1954), un folle ed inutile viaggio nel tempo in “Gli Uomini che Assassinarono Maometto” (The Men Who Murdered Mohammed, 1958) e l’inquietante “L’Uomo PI” (The PI Man, 1959). Dal 1964 Bester interrompe la propria carriera di scrittore, lavorando come Chief Literary editor di ‘Holiday Magazine’, per tornare alla fantascienza soltanto nel 1974 con la pubblicazione di “Connessione Computer” (The Computer Connection), “Golem 100” (1980) ed “I Simulanti (The Deceivers, 1981). Bester morirà nel  settembre del 1987 poco prima di ricevere il Grand Master Nebula Award 1988.
A quelli fra di voi che volessero approfondire la conoscenza dell’autore, oltre che visitare la pagina dedicata ad Alfred Bester ed alle sue opere sulla Wikipedia in inglese, consiglio una bella ricerca attraverso Google, che ancora una volta si rivela il modo migliore per scoprire tutto quello che vale la pena di conoscere sui nostri autori preferiti.

Alfred Bester sulla Wikipedia [in inglese]
Alfred Bester sull’Internet Speculative Fiction Database [in inglese]
‘The Demolished Man’ sulla Wikipedia [in inglese]

Pace profonda nell’onda che corre.



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