Urania Collezione n. 042 –
Agosto 2006
Traduzione di Giuseppe Lippi e Laura Serra
Commento di Carlo Fruttero
Reperibile anche nelle edizioni:
Urania n. 312, Luglio 1963
Classici Urania n. 34, Gennaio 1980.
“Nessun uomo viene demolito
se non da se stesso”.
Thomas Bentley.
Non so se lo avete notato, ma esistono
particolari autori nel campo della SF che hanno raggiunto una vasta
notorietà senza per questo avere pubblicato un numero enorme
di opere.
In soldoni, conosciamo diversi scrittori di fantascienza che si sono
conquistati un pubblico veramente molto affezionato, scrivendo
quei due o tre volumi “giusti”, caratterizzati da una
trama particolarmente azzeccata oppure da una intuizione di fondo
completamente innovativa.
E, magari, raccontando il tutto attraverso un linguaggio che, all’epoca
della loro pubblicazione, distingueva queste opere come un faro nella
notte…
Così su due piedi, mi ritrovo a pensare a scrittori quali H.
Beam Piper, Algis Budrys e l’autore del volume
che ho deciso di presentarvi, Alfred Bester.
Spesso viene dimenticato che fu proprio Alfred Bester a vincere, con
“L’Uomo Disintegrato”, la prima edizione
del premio Hugo, nel 1953, probabilmente
il riconoscimento che, nel mondo della SF, si avvicina di più
a quello che l’oscar rappresenta per la cinematografia mondiale.
E di certo la storia che vi sto per raccontare aveva tutto il diritto
di meritarsi un simile premio… Anticipando di gran lunga il
fenomeno che arriverà soltanto trent’anni più
tardi, l’autore riesce a costruire una trama assolutamente cyberpunk
ante litteram, caratterizzata da un linguaggio che potremo
definire “multimediale”: Non ci credete?
Allora procuratevi la nuova versione del romanzo pubblicata nella
collana Urania Collezione lo scorso Agosto e scoprite in che modo
vengono caratterizzati i nomi di alcuni personaggi di secondo piano
nella narrazione, oppure lasciatevi sorprendere dalle contorsioni
tipografiche utilizzate per rendere sulla carta i flussi di pensiero
che rappresentano una comunicazione mentale fra i numerosi telepati
naturali descritte in tutto il racconto.
Pubblicato originariamente nel nostro paese, a puntate, sulle pagine
del Giallo Mondadori (in appendice ai numeri 216-228 del 1953), con
il titolo di “Anime Cieche”, soltanto
oggi siamo in grado di apprezzare completamente le sue peculiarità,
attraverso una nuova edizione riveduta dallo stesso autore nel 1954,
e fino ad oggi praticamente sconosciuta in Italia.
Ora accomodatevi sulla poltrona e trattenete il fiato: va in onda
il delitto!
1. Delitto e castigo.
“[…] Ascoltate! Gridò estasiato. Ascoltate
voi normali! Dovete imparare a comunicare così. Dovete imparare
come si fa. Dovete abbattere le barriere e strappare il velo. Noi
vediamo la verità che voi non vedete. Vediamo cme nell’uomo
non ci siano che amore e fede, coraggio e bontà, generosità
e sacrificio. Tutto il resto è solo solo la barriera della
vostra cecità. Un giorno ogni mente sarà a contatto
con l’altra, ogni cuore conoscerà l’altro cuore”.
Alfred Bester “L’Uomo Disintegrato, 1952”.
Momento
temporale: XXIV secolo.
Luogo: New York, pianeta Terra [Sistema solare] L'uomo è riuscito
a conquistare la possibilità di spingersi oltre l’atmosfera
del nostro pianeta ed è arrivato ad insediarsi all’interno
dell’intero sistema planetario. Ma prima di arrivare a tanto
ne ha combinata un’altra delle sue. Ha scatenato una guerra
definitiva che ha lasciato strascichi ben evidenti nel corpo e nell’animo
della nostra razza. E se i crateri delle esplosioni (come quello che
devasta uno dei quartieri dove si svolge la vicenda, il bordello di
Chooka Frood) verranno presto dimenticati con il trascorrere
del tempo, esiste un altro effetto secondario che caratterizza la
nuova popolazione mondiale: dalle macerie della guerra è nata
una classe di telepati, gli Esper, che
vive pacificamente in mezzo alla popolazione per così dire
normale, regolando la nuova società umana quasi perfetta,
attraverso la propria gilda, il proprio ordine.
Una società nuova, che ha bandito la violenza, dove l'omicidio
(premeditato) è praticamente impossibile e per questo motivo
è scomparso da più di settant’anni.
Qualcosa di molto simile a quanto aveva fatto Gene Roddenberry,
stabilendo che la guerra nucleare (suggerita ma non mostrata) della
seconda metà del XXI secolo rappresentava lo spartiacque fra
il “nostro” mondo e quello dell’astronave Enterprise
e dei suoi viaggi meravigliosi.
Eppure anche in questa società fortemente permeata dalla cultura
e dall’etica degli Esper, dove chiunque sembra poter scoprire
dentro di sé questo talento latente, anche in questo nuovo
mondo, dove risulterebbe “virtualmente” impossibile
mantenere un segreto o progettare un omicidio, anche qui, qualcuno
trama nell’ombra. Qualcuno vuole compiere il crimine supremo,
una “tripla A”, un “omicidio”
e naturalmente farla franca evitando di finire “Disintegrato”
per il crimine commesso!
Ben
Reich, uno dei due personaggi principali della vicenda, si
trova in una situazione terribile: la sua Monarch Enterprises,
una delle multinazionali più importanti nel futuro del nostro
pianeta, rischia di essere assorbita dalla D’Courtney,
dopo essere rimasta nelle mani della sua famiglia per generazioni.
Il tentativo fallito di una pacifica acquisizione, trattando direttamente
con il suo avversario Craye D’Courtney, convincerà Reich
che l’unica via d’uscita per mantenere il proprio controllo
sull’azienda di famiglia e sulla sua sanità mentale è
proprio quella di eliminare fisicamente
il rivale.
Disperato, mentre il suo equilibrio psicologico sembra minacciato
da un sogno ricorrente in cui viene perseguitato da un misterioso
personaggio senza volto, Reich fa appello a tutte le risorse
della sua azienda per mettere in piedi quello che i giallisti chiamano
“il delitto perfetto” che gli
assicuri non soltanto la libertà ma anche di non finire disintegrato
per ciò che si appresta a fare (e la pena della Disintegrazione
verrà descritta soltanto alla fine della storia). Una buona
parte del volume serve all’autore per mostrarci nei particolari
in che modo Reich riuscirà ad eliminare il suo avversario,
attraverso l’aiuto di esper rinnegati e dei potenti mezzi della
Monarch Enterprises (di più non mi dilungo, per non rovinarvi
il piacere di seguire gli sforzi dell’omicida). Ma una volta
ottenuto il suo scopo ecco arrivare a fronteggiarlo il secondo personaggio
della vicenda, l’Esper di primo grado e prefetto di polizia
Lincoln Powell (notate l’assonanza in inglese
fra Powell e Power, che si può tradurre come
potenza o potere).
A questo punto il romanzo inizia a muoversi come un meccanismo ben
oliato e diventa veramente quel capolavoro che vi ho decantato fino
ad ora. Reich e Powell sono due personaggi praticamente perfetti che
si fronteggiano in una lotta serrata, senza esclusione di colpi, una
partita a scacchi mortale che catturerà completamente la vostra
attenzione, mentre il racconto prende una direzione del tutto inaspettata…
2. Il prezzo
della colpa.
“Colui che mi ha insegnato
l’arte sarà per me come un genitore. Dividerò
le mie sostanze con lui e mi occuperò delle sue necessità
in caso di bisogno. I suoi figli saranno i miei fratelli ed insegnerò
loro quest’arte con precetti, lezioni e ogni altro mezzo idoneo;
e a tutti gli altri insegnerò quest’arte. La mia
condotta sarà per il bene della razza umana, secondo il mio
giudizio e le mie capacità, mai per fare del male o torto.
Non rivolgerò pensieri dannosi a nessuno, per quanto me lo
si possa chiedere. In qualunque mente entrerò, sarà
per il bene dell’uomo e mi asterrò dalla prepotenza e
dalla corruzione. Quali che siano i pensieri che scruterò nella
mente in cui mi sarò introdotto, non li divulgherò
se non sarà giusto. Manterrò il silenzio e considererò
i segreti altrui come i più sacri”.
Il giuramento esper - Alfred Bester “L’Uomo
Disintegrato, 1952”.
Riuscirà Reich (uno dei villain
più simpatici e meglio costruiti dells narrativa di SF di tutti
i tempi) ad avere la meglio su Powell? Oppure il poliziotto telepate
sarà capace di assicurare alla “Disintegrazione”
il suo più temibile avversario? E chi ha deciso di uccidere
Reich, disseminando la sua nave e la sua casa di congegni esplosivi?
Chi è o cosa rappresenta l’uomo senza volto che perseguita
il sonno dell’omicida?
Come
in ogni romanzo “giallo” che si rispetti dobbiamo fermarci
qui per non rischiare di togliere il piacere della lettura a quelli
fra di voi che decideranno di procurarsi il volume. Se dovessi definire
quest’opera di Alfred Bester non potrei fare altro che unirmi
alle voci di altri che hanno condiviso con me il piacere di leggere
questo libro ed esclamare “Affascinante!”. Questo è
l'aggettivo che meglio rappresenta il cuore di un'opera complessa
e sofisticata ma che riesce a non scadere nel barocco, nello scontato
e che si dimostra contemporaneamente leggera e brillante, come poteva
esserlo un film poliziesco degli anni '50.
Il futuro di Bester ci viene presentato con tratti brevi e precisi
e noi tutti ci troviamo, fin dalla prima pagina, immediatamente trascinati
in questo nuovo domani, anche se l’autore, fra una descrizione
e l’altra nasconde più di un’indizio che ci consentirà
di capire le motivazioni che hanno spinto Reich a diventare un omicida
e che ci prepareranno per i colpi di scena finali. E se l’opera
rimane “anche” un solido giallo ambientato in un futuro
possibile, questo non ci impedisce di meravigliarci per alcune trovate
decisamente impressionanti, come le descrizioni del colorato bordello
di Chooka Frood presso il Bastion West Side, letteralmente
creato da una esplosione nucleare che ha
devastato una fabbrica di ceramica, del centro direttivo dell’ordine
dei telepati, con il loro capo, l’indaffaratissimo e petulante
T’sung H’sai e del parco naturale dello
Spaceland costruito direttamente nello spazio.
Sono proprio queste invenzioni, tanto reali, che rendono il romanzo
un vero must per qualsiasi appassionato di SF ed un ottima lettura
per una serata tranquilla.
Una curiosità per finire: il romanzo doveva intitolarsi, nelle
intenzioni dell’autore, “Demolition!”
Fu Horace L. Gold, il direttore di Galaxy
che avrebbe in seguito pubblicato l’opera, a decidere diversamente.
Gold era un grande amico di Alfred Bester e lo aveva consigliato durante
la realizzazione del libro. Per questo, una volta terminato il volume,
l’autore decise di accettare la proprosta del suo editore, intitolandolo
“Demolished Man” e dedicandolo allo stesso Gold.
3. Alfred Bester.
“Ai miei tempi sono stato
scambiato per un frocio, un conservatore, uno psichiatra, un artista,
un vecchio sporcaccione, un giovane sporcaccione, ed ho sempre reagito
in carattere, facendo la scena”.
Alfred Bester.
Come al solito ecco una breve scheda
biografica dedicata all’autore:
Alfred Bester
nacque il 18 dicembre 1913 a New York, da una famiglia della media
borghesia, frequentò l’universita della Pennsylvania,
laureandosi nel 1935 e quattro anni dopo pubblicò la sua prima
storia di fantascienza, "The Broken Axiom" sulla
rivista Thrilling Wonder Stories.
Dopo aver pubblicato un certo numero di racconti su Astounding
Science Fiction, la rivista di John W. Campbell
(uno dei numi tutelari della SF di inizio secolo), l’autore
decise di abbandonare il campo della fantascienza nel 1942, per dedicarsi
alle sceneggiature di fumetti. Sono sue alcune delle storie di ‘Superman’
e ‘Lanterna Verde’ realizzate dalla DC Comics.
Bester fu anche lo sceneggiatore delle avventure di ‘The
Phantom’ e di ‘Mandrake the Magician’
realizzate durante il periodo della seconda guerra mondiale,
mentre il loro creatore Lee Falk era impegnato
nel conflitto fra le fila dell’esercito americano. Passato a
Galaxy Magazine all’inizio degli anni '50 dove stringerà
una lunga e fruttuosa amicizia con il suo direttore Horace L.
Gold, Alfred Bester proseguirà la sua carriera di sceneggiatore
per numerosi programmi radiofonici quali ‘The Shadow’,
‘Nick Carter’ e ‘Charlie Chan’;
proprio in questo periodo vedono la luce le due opere più note
dell’autore, “L’Uomo Disintegrato”
(The Demolished Man, 1951 – premio Hugo nel
1953) ovvero delitto e castigo in una futura società
dove la legge è amministrata da soggetti telepatici e “Destinazione
Stelle” (conosciuto anche come “Tiger! Tiger!”
e “The Stars my Destination”, 1958), una sorta
di “Conte di Montecristo” trascinato di peso in un sistema
solare ancora più assurdo ed allucinato di quello descritto
nel romanzo precedente.
Contemporaneamente l’autore scriverà alcuni dei suoi
racconti brevi più interessanti quali “Mandato di
Sparizione” (Disappearing Act, 1953), il brillante
“5.271.009” e lo psicotico “Fondly
Fahrenheit” (1954), un folle ed inutile
viaggio nel tempo in “Gli Uomini che Assassinarono Maometto”
(The Men Who Murdered Mohammed, 1958) e l’inquietante
“L’Uomo PI” (The PI Man, 1959).
Dal 1964 Bester interrompe la propria carriera di scrittore, lavorando
come Chief Literary editor di ‘Holiday Magazine’, per
tornare alla fantascienza soltanto nel 1974 con la pubblicazione di
“Connessione Computer” (The Computer Connection),
“Golem 100” (1980) ed “I Simulanti”
(The Deceivers, 1981). Bester morirà nel settembre
del 1987 poco prima di ricevere il Grand Master Nebula Award
1988.
A quelli fra di voi che volessero approfondire la conoscenza dell’autore,
oltre che visitare la pagina dedicata ad Alfred Bester ed alle sue
opere sulla Wikipedia in inglese, consiglio una bella ricerca attraverso
Google, che ancora una volta si rivela il modo migliore per scoprire
tutto quello che vale la pena di conoscere sui nostri autori preferiti.
Alfred
Bester sulla Wikipedia [in inglese]
Alfred
Bester sull’Internet Speculative Fiction Database
[in inglese]
‘The
Demolished Man’ sulla Wikipedia [in inglese]
Pace profonda nell’onda che corre.