WARP MAIL
a cura di Rossella "DrBev" Marchiselli

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Gentilissima Redazione,
siamo il primo canale Italiano dedicato interamente allo spazio vi mando in allegato la presentazione , facendovi notare che già dal 1 Febbraio Space Tv sarà in onda per ora con 3 ore di produzioni su Taxi Channel poi diventerà canale tematico a sé.
Piacerebbe avere un riscontro per una stretta collaborazione.
Colgo l'occasione per per porgervi i più cordiali saluti .

Paolo Manila

È una gran bella notizia, specialmente per gli appassionati del genere, e credo che molti lettori saranno decisamente interessati a questa neonata emittente. Segnalo molto volentieri questa vostra iniziativa e vi mando un in bocca al lupo.



Ciao a tutti
mi chiamo Gianluca, seguo sempre il vostro magazine con interesse e lo trovo molto gradevole e divertente. Mi permetto di scrivere solo per rettificare quanto scritto nell'articolo "COLUI CHE SUSSURRAVA NEL BUIO" dedicato ad H.P. LOVECRAFT (the master) dove l'ottimo Daniele "Nemo" Volpi indica lo stato del Maine quale luogo natale di HPL e ubicazione principale delle sue storie e della celeberrima Arkham...in realtà HPL era nativo di Providence, Rhode Island (come viene indicato anche più avanti nello stesso articolo) e la maggior parte delle sue storie è ambientata in un Massachusetts (e non Maine) "alternativo" tra le città di Arkham, Innsmouth , Dunwich e via dicendo. Le vicende di "THE WHISPERER..." si svolgono invece prevalentemente tra le colline dello stato del Vermont.

Saluti a tutti
Gianluca

Pubblico questa tua errata corrige anche a beneficio dei lettori. Grazie per la segnalazione e grazie per la tua fedeltà nel seguirci. E ovviamente grazie per la tua stima nei nostri confronti.




Ciao a tutti, complimenti come sempre per la splendida rivista.
Vorrei proporre alcune mie considerazioni sulla razza borg, ovviamente stimolate dallo stupendo articolo "MA I BORG SOGNANO PECORE ELETTRICHE?" Di Daniele Volpi; esse vanno un po' fuori binario rispetto a quanto nell'articolo viene trattato. A mio avviso la razza dei borg era enormemente più interessante e cristallinamente terrificante per come veniva presentata all'inizio, nella seconda e terza stagione di TNG. A quell'epoca i borg erano effettivamente un collettivo, in cui ogni individuo era identico all'altro, l'identità del singolo era in effetti inesistente, disciolta all'interno di quella del collettivo. La loro spietatezza era pura. E inoltre erano in effetti una razza "innovativa", non solo nel trek-universo, ma in senso assoluto. Ora, a parte le evidenti esigenze di sceneggiatura, a mio avviso nel film "Star Trek: Primo Contatto" e nella serie "voyager" il fascino puro e tremendo, cristallino e malvagio della razza è stato "inquinato" con l'introduzione della (e poi DELLE) regina. E i borg non sono più tutti uguali, parte di un'unica superentità, governati (e governanti) da una unica supercoscienza che coinvolge tutti, e che tanto li rende diversi da qualsiasi cosa vista prima. Diventano improvvisamente una moltitudine di essere ridotti in schiavitù da un pugno di altri esseri che sono l'antonomasia dell'individualità, altro che collettivo! Un'analogia col nostro mondo potrebbe essere quella delle dittature, in cui un individuo con uno spiccatissimo senso di individualità (tanto da identificare solitamente sé stesso con il proprio stato, la propria nazione) sottomette un popolo (o più di uno) costringendo gli individui ad annullarsi e a pensare ciò che lui pensa. Ok, gli strumenti sono diversi, tecnologia avanzatissima per la regina borg, minaccia delle armi e prevaricazione psicologica per il dittatore, ma in sostanza siamo lì! E se ciò avvicina la razza borg al nostro mondo, di certo la rende molto meno affascinante, se non altro perché viene a mancare il suo aspetto di "unicità" e "novità"... da razza talmente "democratica" che davvero tutti sono uguali, nella loro assoluta mancanza di personalità, individualità, potere decisionale (del tutto demandati alla collettività, senza interventi singoli) a razza di schiavi che obbediscono ciecamente al loro despota... dove sta la novità, l'aggiacciante fascino che la caratterizzava? Svaniti! Ora sono una razza di cattivi molto potenti, con una peculiarissima organizzazione sociale, ma nulla di più... e ciò viene testimoniato anche dalle loro navi: dall'iniziale cubo (ma anche la sfera), forme anonime e senza sottostrutture, senza differenti "zone", si passa alla bellissima ma molto più prevedibile nave asimmetrica in grado di attraversare i famosi "condotti a transcurvatura", ricordate? E il fascino del cubo "stranamente generalizzato nel design, senza sezione comando, alloggi, sezione tecnica" (come all'incirca lo descriveva data al primo incontro in "chi è Q?", se ben ricordo) va a farsi friggere... Dal mio punto di vista hanno rovinato una razza che era "davvero" unica. In fin dei conti le altre, pur affascinanti, rappresentano nient'altro che l'esaltazione di una qualche caratteristica già presente negli umani (logica e saggezza, fierezza guerriera e senso dell'onore, violenza  e subdola scorrettezza unita a volontà di prevaricazione e sottomissione degli altri, avidità e "furbizia" truffaldina... si capisce facilmente ognuna delle razze di cui parlo, no? ;) ) mentre i borg erano davvero innovativi, all'inizio... senza sesso, senza identità, senza voglie, senza la minima differenza tra loro, unico scopo la conquista e la crescita del collettivo, perseguito con terrificante freddezza ed efficienza, indipendentemente dal concetto di singoli individui, al punto di ignorare dei "singoli" che salgono sulla loro nave (sempre nel loro episodio di debutto)... fascinating...

Vabbè, chiedo scusa per l'interminabile email, e spero di essere riuscito a far intuire ciò che volevo dire, e che vogliate darmi la vostra opinione in merito.

Ancora un affettuoso saluto, grazie per la vostra rivista, che adoro e leggo sempre avidamente.
Franco.

Passo la tastiera a Daniele Volpi, per questa risposta:

Ora, sono felice che il mio articolino ti sia piaciuto, ma definirlo stupendo…
Ti prego, è soltanto il lavoro di un “onesto mestierante“…
La tua considerazione non è assolutamente fuori luogo, anzi! È esattamente il problema che l’esitenza di questo popolo cyborg ha presentato ai propri fan negli ultimi 10 anni.
All’inizio la razza Borg era soltanto un abbozzo. Punto. Gene, che Iddio sempre lo preservi, Roddenberry aveva avuto una vera e propria illuminazione, creando la nemesi quasi perfetta alla Federazione. Brutti, sporchi e cattivi, aveva gettato l’Enterprise del Capitano Picard direttamente nelle loro braccia, con un piccolo aiuto da parte di Q (nell’episodio “Q Who?“, in italiano “Chi è Q?“) e la sua felice intuizione ha generato uno dei personaggi più longevi ed interessanti non solo dell’intero universo Trek, ma di tutta la SF.
Ma erano solo un abbozzo. Erano materia ancora da modellare, spazio di manovra per i creatori di effetti speciali e per gli sceneggiatori più capaci.
Non mi dire che “L’attacco dei Borg I&II” (“The Best of Both World I&II) è una puntata terrificante (da leggersi nel significato americano della parola…).
Certo, bella storia, ma la profondità di 7 di 9…
Sì, proprio “profondità“, perché se noi maschietti smettiamo di guardare troppo intensamente le puppe delle signora e di pensare a come sarebbe bello fare “gnoppo al cubo“ con una cosina tanto graziosa, potremmo anche accorgerci che il personaggio è di una profondità sconvolgente ed è riuscito a risollevare le sorti di una serie che fino a quel momento ingranava a tratti…
Franco… ma in TNG la razza dei Borg era sicuramente più interessante ed innovativa, faceva capolino per la prima volta nel mondo di Star Trek, era un’assoluta novità, apriva nuova spazi, minacciando di portare la storia dell’Enterprise molto al di là di dove nessun uomo è mai arrivato!
Il vero punto di svolta è “Primo Contatto“ dove i Borg diventano qualcosa di più che un semplice sciame di api… Secondo te perché non mi fregio di un bellissimo pungilione sotto un addome a strisce, non emetto un acuto brusio e non abito dentro un’arnia grande come un condominio? Perché un'ape, per diventare la specie dominante, manca non solo di adeguate appendici per manipolare oggetti (mani) ma anche della possibilità di operare singolarmente, oltre che in concerto con lo sciame. Prova a pensare ad un organismo che davanti ad un problema o un pericolo, è costretto a rivolgersi allla memoria del collettivo…
La Regina non è un dittatore, non è un comandante, è il “collettore“ di tutte le coscienze che fanno parte del collettivo, il microprocessore che tiene assieme il gruppo, il punto focale di tutte le informazioni e le conoscenze della razza.
Purtroppo la razza dei Borg è più vicina al modo di pensare umano di quanto si possa credere! Sicuramente Roddenberry aveva considerato il momento politico in cui si trovava, aveva fatto la guerra, era un umanista, conosceva la situazione politica del suo tempo. Non me la sento di ridurre il lavoro dello sceneggiatore alla semplice equazione Borg = Comunismo, ma certamente nella realizzazione della razza di cyborg aveva avuto molta importanza l’esperienza umana di quelle dittature e di quei regimi che cercavano di controllare i propri cittadini attraverso il controllo totale e la spersonalizzazione. Ma anche la TV cerca di fare la stessa cosa, il consumismo sfrenato che riduce l’uomo al semplice consumatore di beni e null’altro. E tutti quei sistemi di controllo che schiacciano la nostra capacità di decidere in prima persona di essere individui, di pensare, di usare la nostra libertà, ci fanno fare un piccolo passo avanti per essere un poco più simili ai Borg…
Alla fine di Voyager i Borg, o almeno quello che resta del collettivo, sono diventati un popolo che ha un motivo di essere, che ha uno scopo, una ragione da portare avanti. Sono diventati qualcosa che può essere razionalizzato, compreso, studiato e combattuto. Non sono più fantasmi da esorcizzare! Ora hanno navi adeguate alle loro necessità ed un sistema plausibile di trasporto attraverso la galassia. Il fascino del cubo? E la sfera? Molto Cool, a mio parere…
Quanto poi ad avere “rovinato“ la razza… Non mi sembra proprio! Anzi, se prima le varie razze disponibili per sviluppare le trame delle varie serie avevano delle caratteristiche particolari, e comunque oltre ad essere di volta in volta l’occhio alieno della storia, si ritrovavano incasellati in una dimensione ben precisa e non permettevano a chi scriveva le trame troppo spazio di manovra, con l’arrivo dei Borg, che sono tele completamente bianche, gli sceneggiatori si sono potuti scatenare (la cosa era iniziata con Tugh/Hugh dell’episodio “Io, Borg – I Borg“ per poi svilupparsi in Voyager con i piccoli droni salvati dal collettivo e con lo splendido “Uno“ di “Drone“…).
E siamo solo all’inizio!
Se soltanto mamma Paramount la piantasse di fare sciocchezze, passando la palla a sceneggiatori veramente innamorati della serie, il popolo Borg potrebbe sicuramente regalarci notevoli soddisfazioni…

Daniele Volpi



Di nuovo un caro saluto a tutto lo staff.  Inutile dire che mi ha fatto molto piacere ricevere risposta alla mia precedente lettera.
Ringrazio e approfitto per avanzare un paio di proposte, sempre che non siano già state prese in considerazione e scartate .
1)     Sarebbe possibile aumentare il ritmo della rivisitazione analitica delle puntate di TNG ? Con la frequenza attuale di un episodio al mese, ci vorranno quattordici anni per arrivare a “All good things” !
2)     Personalmente, caldeggerei una analoga iniziativa anche per le altre quattro serie. Mi piacciono queste operazioni di enciclopedica sistemazione. 
Aggiungo una considerazione.     
Sapete già, per avervelo scritto nella precedente e-mail, che devo ancora visionare qualcosa come trecentonovanta episodi e sei film di Star Trek. Al ritmo che mi sono attualmente imposto (un solo episodio nuovo a settimana, onde gustare ogni cosa per bene evitando frettolose abbuffate) ciò significa che avrò materiale nuovo di cui nutrirmi per i prossimi sette o otto anni. Posso ben comprendere lo stato d'animo degli appassionati che hanno invece già visto tutto, per i quali si prospetta uno scenario di carestia trek e pieno di incertezze sul futuro della saga.
A tal proposito, bisogna proprio dire che il vostro Daniele Volpi è un ottimo acquisto: a parte la quantità industriale di roba che riesce a sfornare, il suo contributo costituisce una iniezione di fresco e contagioso entusiasmo in un momento in cui sembra prevalere un certo pessimismo, che trapela qua e là anche tra le pagine della vostra rivista dopo la fine di Enterprise. Certo, i tempi non sono dei migliori. Chissà quante ere geologiche occorrerà attendere per veder nascere una eventuale, ipotetica sesta serie; quanto al prossimo film, Abrams fa singolari dichiarazioni sulla "mente aperta" con cui preferirebbe che gli spettatori guardassero la sua creatura... Nonostante tutto, sembra proprio che su Star Trek sia sempre possibile trovare qualcosa da dire, su cui riflettere, anche quando si ritorna su temi già trattati più volte: gli interessanti articoli a cura di Volpi ne sono un esempio evidente. Quando avrò un po’ più di tempo vorrei magari scrivervi di nuovo per qualche commento a qualcuno di essi (per esempio “Gatti, specchi & universi paralleli” ).
Convincetelo a rifiatare ogni tanto, però! Diamine, a meno che Daniele Volpi non sia uno pseudonimo dietro il quale si nasconde una intera équipe di trekker (tipo l'immaginario matematico Nicolas Bourbaki ), dieci articoli al mese è un ritmo forsennato ! Cosa mangia per tenersi su ?  
Auguro buon anno e offro un raktajino virtuale a tutti voi. Oppure, a chi lo preferisce, un bel succo di prugna (“bevanda da guerrieri!”, dice Worf, e se lo dice lui...)
Igor

Caro Igor,
non sono a conoscenza dei mezzi di sostentamento con i quali Daniele riesce a sfornare questa quantità impressionante di pezzi. So solo che migliora ogni volta che li leggo, e che cominciano finalmente ad arrivare diverse mail di riconoscimento per il suo cospicuo lavoro.
Ho chiesto a Davide Galati, all'inizio della sua iniziativa di commentare tutte le puntate di TNG con una nuova prospettiva, di fare almeno un paio di puntate alla volta, poiché anche io avevo fatto il tuo calcolo sulla durata delle uscite, il che presupponeva che questa rivista sarebbe perdurata nei secoli a venire, e la sua risposta è stata (se non ricordo male) un misto fra il "ho tempo solo per un articolo al mese" e "almeno l'articolo è approfondito"... posso però sottolineare di nuovo questa richiesta, magari riusciamo a farci accontentare entrambi:)
Non sono d'accordo sul pessimismo che tu vedi in questa rivista a proposito di star trek... dopotutto, sicuramente abbiamo parlato di Enterprise in termini non entusiastici, ma sicuramente siamo i primi a sperare che arrivino segnali che possano venire realizzati prodotti della qualità alla quale siamo stati per anni abituati. È per questo che abbiamo sempre un occhio di riguardo nel segnalare le produzioni dei fan, e le produzioni parallele e indipendenti che si possono recuperare sul web, perché come tutti voi speriamo sempre di trovare un po' della nostra passione sparsa per il mondo.

Live long and prosper, se potete...

Rossella"DrBev" Marchiselli

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