ELENA DI TROIA
di Riccardo "Summer" Palazzani


Questo mese, dopo una lunga assenza, torno ad occuparmi della rubrica che per molto tempo è stata di mia esclusiva, o quasi almeno, proprietà. Approfitto dell’occasione per proseguire l’opera di recensione degli episodi della Serie Classica a beneficio delle giovani generazioni che quasi certamente non hanno avuto la possibilità di seguire sui canali in chiaro la mitica serie, salvo i parabolati, ovviamente. Per noi “vecchietti” invece è un piacevole ripasso, magari lo spunto per andare a rispolverare una videocassetta dimenticata da qualche parte e godersi ancora una volta le gesta di Kirk e Spock.
Tra gli episodi che ancora non avevo preso in considerazione “Elena di Troia” (Elaan of Troyius, terza stagione) non rientra nella mia personale classifica dei dieci migliori ma è assolutamente piacevole ed avvincente.

L’Enterprise è chiamata ad una missione segreta: accompagnare una promessa sposa sul pianeta Troyius dove l’attende il regnante troyiano, affinché con la loro unione venga finalmente sancita la pace fra i popoli dei rispettivi pianeti. Il teaser vede Kirk, Spock e Petri, diplomatico troyiano con il compito di istruire la promessa sposa, in sala teletrasporto, pronti ad accogliere la Dohlman di Elas.
Tre guardie del corpo dal fare minaccioso si materializzano per prime sondando l’area circostante assicurandosi che l’ambiente sia sicuro. I loro modi sono spicci e maleducati considerando la loro condizione di ospiti. Gli Elasiani sono un popolo rude con rigide caste e decisamente bellicosi, la cui tecnologia però è decisamente arretrata rispetto alla Federazione. Al contrario i Troyiani sono disponibili, razionali e pacifici e desiderano sancire la pace con gli eterni nemici Elasiani.
Elaan, la Dohlman, si materializza sulla pedana del teletrasporto e colpisce i presenti sia per la sua bellezza che per l’aspetto fiero da guerriera. Purtroppo per Kirk ed il suo equipaggio il carattere della Dohlman si dimostra capriccioso, volubile e decisamente ostinato, soprattutto verso Petri a cui non risparmia insulti verso la sua razza ed il suo popolo. Il diplomatico dalla pelle azzurrognola e la ‘cofana’ bianca si sforza di mantenere un profilo basso ed ossequioso: ha un compito molto delicato da compiere, ovvero preparare Elaan a diventare la regina dei Troyiani istruendola sugli usi ed i costumi di coloro che presto saranno i suoi sudditi.

La Dohlman e il suo seguito non mostrano rispetto nemmeno per l’equipaggio dell’Enterprise e per i suoi ufficiali, nonostante siano incuriositi dalla superiore tecnologia. Quando Kirk raggiunge Elaan nel suo alloggio per verificarne le lamentele riguardo la sistemazione vi trova il diplomatico troyiano cacciato a male parole per essersi permesso di presentare gli abiti nuziali ed i gioielli della corona che, nelle sue intenzioni, Elaan dovrebbe indossare entro poche ore.
Petri è però determinato a portare a termine il proprio compito, seppur estremamente arduo, e non si perde d’animo. Kirk gli consiglia pazienza, tatto e tutta la diplomazia di cui è capace ma l’unico risultato che riesce a cogliere è farsi infilzare dalla lama del coltello personale della Dohlman, scagliato alla fine dell’ennesima lite.

A rendere la situazione ancora più tesa, oltre al serio rischio che il matrimonio pacificatore vada a monte, ci si mettono anche i klingon. Una nave da guerra segue a grande distanza l’Enterprise senza manifestare alcuna specifica intenzione. Questo basta a mettere sotto pressione Kirk a cui si drizzano subito i peli della nuca non appena sente parlare di Klingon.
McCoy riesce a ricucire la ferita di Petri ma per il suo morale ormai non c’è più nulla da fare. L’ambasciatore è depresso e ormai non ha più alcuna fiducia di riuscire a portare a termine la missione che gli è stata assegnata e pare accettare sconsolato l’ineluttabile destino: la fine della sua carriera e la ripresa della guerra fra il suo popolo e quello della Dohlman. Petri è convinto che l’unica via d’azione percorribile sia avvisare per tempo il sovrano ed informarlo che il matrimonio non s’ha da fare.
La missione pare sull’orlo del fallimento. Kirk allora decide di entrare in gioco in prima persona e s’invola nell’alloggio di Elaan pronto a convincere la donna a portare a termine il suo compito, costi quel che costi. Ma Elaan è una donna intrattabile, viziata, abituata ad ottenere ciò che vuole semplicemente ordinandolo. Kirk a sua volta non è tipo da farsi mettere i piedi in testa e il loro incontro si trasforma in uno scontro prima verbale e poi fisico. Elaan schiaffeggia Kirk a tradimento e lui, da vero macho, restituisce lo schiaffo. Elaan non è mai stata trattata in questo modo e reagisce lanciando il suo coltello verso le spalle di Kirk. La lama si conficca in una paratia…

Intanto una delle guardie del seguito elasiano s’introduce furtivamente in Sala Macchine per sabotare i motori a curvatura. Scoperto, reagisce spezzando il collo alla solita sfortunata maglietta rossa.
Kirk fa ritorno dalla Dohlman per un secondo incontro sperando di avere migliore fortuna. Elaan però è ancora rigida sulla sua posizione e tenta ancora di accoltellare il capitano. Le parole di Kirk sembrano però questa volta sortire un certo effetto. La Dohlman pare ammettere le proprie colpe e rivela le proprie paure ed incertezze. I suoi dolci occhi si bagnano di lacrime. Kirk rimane colpito dal repentino cambio d’atteggiamento della principessa lasciandosi intenerire. Con delicatezza le asciuga le gote bagnate cadendo nel tranello di Elaan. Come rivelato da Petri all’infermiera Chapel durante il suo soggiorno in infermeria, le lacrime delle donne elasiane hanno il potere di far innamorare ogni uomo che ne venga in contatto. Non una credenza, ma una realtà. Kirk ora pare confuso, annebbiato e soprattutto incapace di ribellarsi al volere di Elaan. È l’unico episodio in cui è Kirk ad innamorarsi come uno scolaretto!
Intanto, terminato il sabotaggio, la guardia elasiana tenta di comunicare con i klingon ma viene intercettato. Scoperto una seconda volta viene circondato, ma piuttosto che rivelare le sue intenzioni si vaporizza sottraendo un phaser ad un addetto della Sicurezza.
Scotty scopre ben presto in cosa consiste il sabotaggio: una bomba è stata inserita nei circuiti di curvatura e i cristalli di dilitio sono stati disattivati permanentemente. Se l’Enterprise fosse entrata incurvatura sarebbe miseramente esplosa e comunque senza dilitio è quasi priva d’energia.
La scaltra Elaan è consapevole di influire attivamente sulle scelte di Kirk fingendo di provare dei sentimenti per lui. Decisa a sfuggire al matrimonio che l’attende tenta persino di convincere Kirk ad usare l’Enterprise per attaccare Troyius e a tornare su Elas al suo fianco per diventarne il nuovo re. Kirk rifiuta ma tentenna, confuso dal potere delle lacrime. Il famoso sangue freddo del più giovane capitano della Flotta Astrale ora ribolle come quello di un vulcaniano in pieno Ponn Farr. A fatica ritorna in plancia quando i klingon si fanno sotto avvicinando l’Enterprise. I klingon non sanno che il complotto è fallito e si aspettano che l’Enterprise fugga a velocità curvatura vedendoli arrivare ottenendo così di distruggere l’ammiraglia della Flotta ed uccidere la Dohlman ponendo fine alle speranza di pace nel settore.

Kirk non cade nel tranello ma il suo nemico peggiore è a bordo. Elaan tenta in ogni modo di influenzare le scelte del capitano al fine di farsi riportare sul suo pianeta e sembra come sorpresa della resistenza di Kirk al potere delle sue lacrime. Kirk ri- tentenna ma non cede, riuscendo sempre a focalizzare la sua attenzione sui problemi della nave.
I Klingon tornano alla carica facendo fuoco sull’Enterprise disarmata. Quando ormai sembra che la sorte sia segnata Spock rileva la presenza sulla nave di una forma d’energia che si trova al collo della Dohlman. Banali pietre, le definisce Elaan, comuni e prive di valore su Elas. Si tratta niente di meno che di cristalli di dilitio grezzi! Ecco spiegato l’interesse dei klingon.
Spock e Scotty si mettono immediatamente al lavoro per sostituire i cristalli danneggiati senza però avere nessuna garanzia da fornire al capitano circa la loro reale efficacia. Ma Kirk non si scoraggia, confida nel suo equipaggio ed in sé stesso e decide di tendere un tranello ai klingon. Mostrandosi ancora disarmato li lascia avvicinare quel tanto che basta da danneggiarli seriamente al punto da renderli inoffensivi.
Elaan rimane sconcertata nel vedere che Kirk sospende l’attacco quando avrebbe potuto distruggere il nemico ora che era incapace di difendersi, e soprattutto comprende che nemmeno il potere delle sue lacrime ha potuto evitarle il destino che l’attende: Kirk ordina di riprendere la rotta per Troyius dimostrando di essersi liberato dal condizionamento chimico mentre Elaan apprende una lezione di vita e stile.
Prima di essere teletrasportata su Troyius, Elaan dona Kirk il proprio pugnale. Là dove vivrà d’ora in poi non le servirà più. Un gesto che segna la resa della donna al suo destino ed alle responsabilità che l’attendono, sconfitta da un uomo che ha saputo resistere al potere delle lacrime elasiane ma che le ha anche salvato la vita e sottratto dalla grinfie dei Klingon il suo pianeta natale.
Il finale è come sempre un divertente siparietto del mitico trio. Bones si precipita in plancia affermando di avere trovato l’antidoto alle lacrime elasiane ma Spock frena il suo entusiasmo. Kirk non bisogno di nessuna medicina, il suo cuore è già saldamente nelle mani di un’altra donna che nessun fattore chimico potrà mai sostituire: l’Enterprise!

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