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BASTA
ASSURDITÀ! KIRK E SPOCK NON SONO GAY! Se al giorno d’oggi parlare di omosessualità é cosa fin troppo abusata e portata a fare quasi tendenza, non si può certo dire la stessa cosa dei tempi in cui venivano girate le serie di Star Trek The Next Generation o, ancor più fermamente la serie originale, in cui tale argomento poteva suscitare perplessità e sdegni tali da divenire quasi un tabù. Insomma; sia TNG che la serie originale si muovevano in tempi ben lontani dagli attuali “Will&Grace” o “The L World”, oppure, ancora, dai vari espliciti “Willow” della serie “Buffy” o tendenziosi Chandler della sitcom “Friends” tanto per citare alcuni esempi. Inutile ricordare che più volte tra le pagine di questa rivista e nelle varie discussioni Trek si è ribadito come Star Trek sia da sempre una metafora della nostra società e di come tenda a portare in chiave fantascientifica problemi, conflitti o semplicemente aspetti e sfaccettature della nostra cultura. Certo che però fare delle scelte affettive e sessuali di un gruppo di persone un argomento tale da renderlo una problematica, un tema di discussione e, per certi versi, un aspetto culturale della nostra società può apparire eccessivo. Ma purtroppo è stata la società stessa, guidata dalla sua solita ottusità, a fare di ciò tutto questo. Doveva essere pertanto questa l’idea di Roddenberry che, nonostante avesse da sempre manifestato largo favore nell’inserire un personaggio gay tra le fila dell’equipaggio dell’Enterprise, aveva però anche ribadito che, in una società utopicamente progressista ed evoluta come quella sognata in Star Trek, un tale caratteristica non fa più parte del necessario curriculum al fine di conoscere e distinguere una persona. Insomma la cosa appare talmente naturale e scontata, oltre che dannatamente personale (ma d’altro canto noi vediamo i film e i telefilm per farci i fatti propri di personaggi di finzione, no?) che non serve esplicitarla in maniera palese e diretta. Si
arrivò quindi a ipotizzare che addirittura personaggi già
noti e amati avessero potuto avere senza troppi problemi esperienze omosessuali
nel loro passato presente o futuro (tra i nomi più gettonati, oltre
i classici Kirk e Spock, citiamo La Forge, Bashir,
e Tom Paris, ma forse quest’ultimo nella fase “purché
respirino…” delle prime stagioni fa poco testo…).Insomma al di là delle sterili polemiche se l’omosessualità sia giusta o sbagliata (anche se sono pochi ormai a definirla sbagliata perché poco politically correct, anche se poi il solo argomento li infastidisce), naturale o non (ma come disse una volta un giovane saggio: se una cosa esiste in natura non è già di per sé naturale?), al di là anche delle varie teorie psicologiche (da Freud a Kinsey) sui vari gradi di femminilità e mascolinità presenti in ognuno di noi, Star Trek sceglie, per scelta o forse per forza, da sempre la via della naturalezza. Quella che quindi può sembrare più una scelta dettata da un clima passato di tabù, nella giusta chiave può sembrare in perfetta sintonia con quanto di utopico rappresenta l’universo Trek. In effetti quest’ultima visione della cosa può sembrare una posizione di comodo ai nostri occhi: dire che l’assenza di un personaggio gay sia tale in quanto Star Trek non necessita di trattare tale argomento, appare quasi un po’ pretestuosa e più come una sconfitta che come un vero e proprio progressismo anticipato.
Ma adesso è davvero giunto il momento da mandare a “quel paese” etichette e finte definizioni: se di amore tra due persone, prescindendo dal sesso, vogliamo infine parlare, senza tirare in ballo dannate etichette e bandiere arcobaleno, senza tirare in ballo implicazione moraliste o sessuali, in realtà Star Trek di esempi ne è pieno. Da O’Brien e Bashir, da Janeway e Sette di Nove fino alla più bella delle amicizie: Kirk e Spock.
La vera celebrazione del loro rapporto
avviene però nel terzo film della saga. Fin dal principio Kirk
ci appare sottotono e depresso: la perdita di Spock è una ferita
ancora aperta, come gli squarci ben visibili per la prima volta sull’Enterprise,
e nulla sembra più come prima. Perfino lo spettatore, nelle prime
scene, percepisce quel senso di vuoto, reso magistralmente dalla regia,
che sembra vivere Kirk. Vi lascio con queste ultime frasi scambiate tra Sarek e Kirk alla fine del film: “Kirk, la ringrazio; ciò
che ha fatto…” Se volete commentare questo articolo scrivete a Warp Mail |
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