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ERAGON
Beh, nell'occhiello avrete già probabilmente capito quale sarà
il tono di questa recensione; non prendetevela con me, ma con produttori
e attori, e con il mercato che pensa a sfornare film ritenendo che gli
spettatori si delizino di ogni pellicola proveniente da oltreoceano.Il libro scritto dal teen-ager Christopher Paolini poteva essere un'ottima occasione per portare sugli schermi un film dedicato al fantasy più tradizionale, considerando che la storia è appassionante anche per chi non è più nei suoi verdissimi anni, e anche volendo realizzare un film dedicato ad un pubblico giovane, la storia narrata è semplice e di effetto. Eragon è un ragazzo cresciuto in una famiglia di contadini, che trova casualmente (?) un uovo di drago a lungo custodito dagli elfi; l'uovo si schiuderà e lui ne diverrà il compagno, perdendo però a causa di esso la sua fanciullezza; verrà proiettato in un mondo spietato, nel quale gli viene richiesto di comportarsi come un eroe; viene preparato a questo compito da Brom che, dopo essere stato Cavaliere di Draghi ed avere perso il suo compagno alato, è diventato cantastorie. È
un mondo ancora impregnato di magia, tradizioni antiche e leggendarie,
popolato da nani ed elfi, c'è anche l'imperatore cattivo e aleggia
la minaccia di un segreto nel passato del protagonista (che sarà
svelato nel secondo capitolo di questa trilogia), insomma, il libro,
seppure semplice e lineare, racchiude i componenti necessari alla realizzazione
di un film più che discreto (ovviamente con promessa di seguito).
Ovviamente non regge il paragone con Tolkien, come molti "puristi" fantasy han tentato di proporre, ma considerando la giovanissima età dell'autore, si può chiudere di buon grado un'occhio. La
storia è interessante e ben costruita, anche se ingenua, i personaggi
delineati, piccoli colpi di scena non mancano. Partendo da questi presupposti, si poteva immaginare che un film realizzato a partire da queste basi sarebbe stato avvincente, e grazie all'aiuto delle molte tecniche CGI oggi a disposizione, destinato a diventare un blockbuster sui grandi schermi. Mi
sono tristemente ricreduta. Il mio giudizio su questa pellicola è
mestamente comparabile a quello di Fantozzi su "la corazzata Potemkin".
Non so da dove cominciare, credetemi. La visione è stata così demoralizzante, le cose negative così tante che non saprei davvero cosa cominciare a massacrare per primo. Partiamo dagli attori.
Cosa abbia spinto due esseri semidivini come John Malkovich
e Jeremy Irons ad accettare di partecipare questo film,
resterà sempre un mistero. Forse sono entrambi in difficoltà
finanziarie. Purtroppo la loro comparsa in questa pellicola non risulta
nemmeno degna di comparire nei loro curricula. Una recitazione Marmorea.Edward Speleers (Eragon). Che dire di lui. La sua mimica facciale fa rimpiangere quella di John Wayne. Coinvolgente come una infradito rotta. Robert Carlyle (Durza). Difficile riconoscerlo (ricordatelo come protagonista di Trainspotting e Full Monty, è meglio). Sienna Guillory (Arya). Inclassificabile. Bella topa. E basta. Taccio sul resto del cast. Le macchiette dei mostri cattivi sono penose.
Gli effetti speciali, sia ringraziato chi li ha inventati. Senza quelli
il film sarebbe irrimediabilmente peggiore. Non oso immaginare come.
Saphira è fortunatamente splendida e regale, unica nota lieta, anche se non si capisce il motivo per cui in 10 minuti di film (nel libro ci voglion settimane) diventa da tenero cucciolo ad adulta. Spreco di fiammate nel finale.
Qui voglio aprire un capitolo dedicato al doppiaggio ed ai suoi misteri.
Come molti sapranno è ormai costumanza che un attori americani
famosi prestino la voce a diversi personaggi del cinema di animazione
o CGI. Non so se ricordate Dragonheart, in cui Sean Connery prestava
la voce al drago. In italiano gli venne data la voce di Gigi Proietti.
Resta per me tuttora un mistero il motivo per cui l'intonazione scozzese
di Connery venisse resa facendo pronunciare a Proietti le effe al posto
delle esse, tuttavia non si può negare che il nostro attore italiano
se la sia cavata più che bene (per la cronaca, doppiò
anche il genio di Aladdin).
Ora, pare che in Italia a ogni doppiaggio famoso originale si voglia
a tutti i costi mettere una voce-famosa-basta-che-sia-famosa, il che,
purtroppo, non sempre costituisce un sinonimo di qualità. Tra
queste commutazioni ricordiamo gli scempi fatti ne I Simpson (unica
nota positiva sono i compensi devoluti in beneficienza), in Madagascar,
Uno Zoo in fuga, Il re leone; ma in questo film cosa ha spinto a scegliere
Ilaria D'Amico come voce italiana per Saphira (ricordo che la voce originale
è di Rachel Weisz)? È riuscita a rovinare praticamente
tutte le scene dialogate in cui compariva la dragonessa.
Credo che la compagnia di doppiaggio (che ha fatto ottimi lavori, ricordiamo
fra questi Constantine, Guida galattica per l'autostoppista, La maledizione
della prima luna e il suo seguito) si sia ritrovata abbastanza perplerrima
davanti a questa trovatona. Con tutti il rispetto che nutro per la signora
D'Amico, c'è da chiedersi perché non si sia domandata
"Cosa ci faccio qui"?E più che tutto, perché con tutti gli attori italiani di cinema e teatro si ricorre alla voce, seppur famosa, di un personaggio che non ha idea di che cosa sia la recitazione? Abbiamo così poco rispetto per i nostri attori? Ora
parliamo dell'adattamento di questa pellicola. Penoso. C'era una trama,
nel libro, dov'è? L'han letto? Han letto che il viaggio di Eragon
non è un semplice "vado da qui a là e ogni tanto
svolazzo" ma una crescita fisica e interiore? I dialoghi chi li
ha scritti, un comico? Possibile che si sia insistito così tanto
sugli effetti speciali a scapito invece dell'approfondimento dei personaggi
e della narrazione? E il regista, possibile non abbia trovato un espediente
migliore di puntare la telecamera in faccia al drago per rendere "l'effetto
telepatia"? Ridicolo. E mancan dei personaggi, tanti, troppi. Son rimasta senza parole. Pensavo che dopo "The black hole", "Battaglia per la terra" e la versione originale di "Batman" con Adam West nessun film potesse cadere così in basso, eppure devo ricredermi. Risparmiate i soldi, se ancora non siete andati al cinema, ve ne prego.
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