THE ANIMATED SERIES (TAS)
di Daniele "Nemo" Volpi


“Spazio, ultima frontiera…
Questi sono i viaggi dell’astronave Enterprise.
La sua missione: esplorare nuovi, strani mondi,
alla ricerca di nuove forme di vita e di nuove civiltà,
per arrivare coraggiosamente là dove nessun uomo
è mai giunto prima”.
Dalla sigla originale della TOS (Settembre 1966)


Avete ragione.
Ho riproposto, per l’ennesima volta, l’incipit della Serie Classica.
Ma non si era detto che la TOS non piace più a nessuno e che per renderla ancora appetibile servivano effetti speciali da fantascienza...?
Visto il soggetto di questo mio articolino, l’introduzione canonica alla serie originale era una cosa dovuta. E, fra poco, capirete anche il perché…
Quando leggerete queste righe, il vostro redattore preferito (il sottoscritto) sarà molto occupato nella visione del suo regalo di Natale, una vera chicca, sempre che la rimasterizzazione sia stata fatta a regola d’arte, che dovrebbe arrivare sugli scaffali delle videoteche e dei grandi magazzini il prossimo 5 Dicembre [io, per sicurezza, me la sono già ordinata].
Se, come me, apprezzate i cartoni animati, oltre ai telefilm dell’universo Trek, allora il cofanetto della serie animata (TAS, ‘The Animated Series’) non potrà mancare in mezzo ai doni nella notte santa, sotto il vostro albero.
Non avete nemmeno una pallida idea di quanto stiamo parlando, nessuno vi ha mai raccontato di una serie di cartoni animati che, nei primi anni settanta, aveva riportato in vita l’equipaggio dell’Enterprise originale? Allora non smettete di leggere. Considerando quanto è accaduto nel mondo di Star Trek in oltre vent’anni ed il trattamento che la TAS ha ricevuto nel nostro paese fin dalla sua uscita, non dobbiamo meravigliarci più di tanto se la ‘serie animata’ è rimasta relegata in un cantuccio e solo ora ci viene riconsegnata in tutto il suo splendore.
Allora sedetevi e mettetevi abbastanza comodi, questa è la storia dei cartoni animati ispirati ai telefilm di Star Trek, il capitolo (quasi) dimenticato nella storia della nave senza una maledetta lettera dopo il nome!
Potrei anche riuscire a sorprendervi…
 
1. Nuovi viaggi, nuove avventure.
[…] nella sua biografia, George Takei rivela che, inizialmente, la Filmation era intenzionata ad utilizzare soltanto le voci di William Shatner, Leonard Nimoy, DeForest Kelley, James Doohan e Majel Barrett. Doohan e la Barrett avrebbero fornito anche le voci per i personaggi di Sulu ed Uhura. Fu grazie a Leonard Nimoy, che rifiutò, a questi termini, di fornire la propria voce per la serie  – sostenendo che Sulu ed Uhura erano fondamentali come prova del carattere multietnico della Federazione nel 23esimo secolo – che le voci di Nichelle Nichols e George Takei vennero aggiunte al cast. […]
Estratto dalla Wikipedia (in inglese) alla voce “ST: The Animated Series” (2006).

Nel 1972, Norm Prescott e Lou Scheimer, i manager della Filmation, avvicinarono Gene Roddenberry e la Paramount con lo scopo di ottenere i diritti per la realizzazione di una serie di cartoni animati basati su Star Trek. Lou Scheimer, in particolare, aveva molto apprezzato la TOS, che si era conclusa  appena tre anni prima e che iniziava una marcia trionfale nell’ambito delle piccole emittenti locali, ed era convinto delle enormi potenzialità di un prodotto di questo tipo; il manager era sicuro di riuscire a convincere il creatore della saga e la casa di produzione ad affidare alla sua Filmation la riduzione animata delle avventure della Enterprise. Intanto altre compagnie avevano fiutato la possibilità di realizzare un prodotto simile e si erano fatte avanti. Scheimer e Prescott assicurarono a Roddenberry di poter raccogliere il migliore staff creativo disponibile sulla piazza per realizzare il loro prodotto e di seguire con scrupolosa precisione le linee guida stabilite durante la realizzazione della serie originale, per conservare la magia ed il tocco caratteristici della TOS. L’Enterprise, gli ambienti, le uniformi e gli oggetti rappresentati all’interno delle animazioni sarebbero stati studiati a partire dalle immagini dei telefilm, perché si dimostrassero autentici anche agli occhi degli appassionati più esigenti. Roddenberry dovette insistere molto per mantenere il controllo creativo sul prodotto e per avere D. C. Fontana non soltanto come ‘story editor’ dello spettacolo (un compito che aveva già ricoperto nella serie originale) ma pure come produttrice, anche se nei titoli del programma la signora Fontana verrà accreditata come Produttore Associato. Gene Roddenberry avrebbe tenuto per sè il compito di consulente esecutivo.

Poco dopo aver assicurato i diritti alla Filmation, la NBC acquistò la serie animata e, sebbene il nuovo programma fosse considerato perfetto per la visione in prima serata, decise di trasmetterlo il sabato mattina, fra i cartoni animati destinati ai bambini, trasformandolo così nella serie perduta di Star Trek… Intervistato per il magazine Show, ad una domanda sul livello di maturità dello spettacolo, lo stesso Roddenberry avrebbe dichiarato:
"Questa è una delle ragioni per le quali ho voluto il controllo creativo (del programma). Ci sono già abbastanza problemi nell’andare in onda il sabato mattina. Abbiamo la necessità di limitare le scene di violenza già viste nel programma serale. E non prevediamo di parlare di sesso. Ma sarà Star Trek e non un programma stereotipato di cartoni animati per bambini".
Molti degli autori originali vennero richiamati al lavoro per dare un seguito ad alcuni degli episodi più famosi della serie originale. Come ad esempio David Gerrol che con “More Tribbles, More Troubles” sviluppò un sequel dell’amatissimo “Animaletti Pericolosi” (The Trouble With Tribbles), oppure Stephan Kandel, autore degli episodi che avevano come protagonista Harry Fenton Mudd (“Il Filtro di Venere” [Mudd’s Women] ed “Io, Mudd” [I, Mudd]), per una nuova avventura del briccone intergalattico, intitolata “Mudd Passion”. Chuck Menville e Len Janson si occuparono di ”Once Upon a Planet”, in cui l’equipaggio dell’Enterprise tornava a fare scalo sullo strano pianeta creato da Theodore Sturgeon per l’episodio "Licenza di Sbarco" (Shore Leave). Persino Walter Koenig, che aveva interpretato Pavel Chekov nella TOS, diede il suo contributo come sceneggiatore con lo script per “The Infinite Vulcan”, collegato al mitico “Spazio Profondo” (Space Seed), l’episodio che tenne a battesimo il terribile Khan Noonien Sing (episodio, dove, peraltro Chekov non compariva!).
Ed, infine, D.C. Fontana, che aveva scritto alcuni degli episodi più belli di tutta la serie classica, e che realizzò per la serie animata una storia memorabile, entrata di diritto nell’epica della saga, “Yesteryear”.
Fontana ebbe il merito di selezionare un gruppo di scrittori e di sceneggiatori che fossero in grado di mantenere alta la qualità e la coerenza dei racconti, rispetto all’universo Trek conosciuto dagli appassionati. Normalmente, per la realizzazione di un progetto di questo tipo, venivano utilizzati sceneggiatori del settore, più avvezzi a lavorare sulle peculiarità di un prodotto come il cartone animato per la televisione. Per lo sviluppo della TAS si preferì un approccio diverso, affidando le sceneggiature a capaci scrittori di fantascienza, che avevano già avuto a che fare con il materiale della serie originale. Quindi gli script erano inviati a D. C. Fontana ed al personale della Filmation perché venissero adattati alle strette necessità delle tecniche di animazione.


2. Ad ogni personaggio la sua voce...
[…] L’episodio "The Infinite Vulcan" (scritto da Walter Koenig) è una delle sole due occasioni, nella storia di Star Trek, in cui il Capitano Kirk arriva ad un passo dal pronunciare il noto tormentone "Beam me up, Scotty" (a lungo considerato come il tipico luogo comune Trek), quando annuncia "Beam us up, Scotty". In “Star Trek IV:The Voyage Home” risentiremo il più noto comandante della Flotta Stellare chiedere al suo primo ingeniere:  "Scotty, beam me up" […]
Estratto dalla Wikipedia (in
inglese) alla voce “ST: The Animated Series” (2006).

Per venire incontro alle aspettative dei fan, vennero fatti enormi sforzi per riprodurre, con la maggiore precisione possibile, le fattezze dei personaggi che gli appassionati conoscevano tanto bene: Kirk, Spock, McCoy, Scotty, Sulu, Uhura e l’infermiera Chapel. Inoltre si riuscì ad ingaggiare gli attori della TOS perchè doppiassero con le loro voci i personaggi del cartone animato. Inizialmente, la Filmation pianificò di non richiamare George Takei e Nichelle Nichols per interpretare ancora una volta i Tenenti Sulu ed Uhura. Ma quando Leonard Nimoy venne a sapere della loro esclusione dal progetto, minacciò di andarsene, affermando che “non sarebbe stato della partita, se non avessero scritturato due personaggi che tanto avevano fatto per il successo del programma“. Fu quandi la decisa presa di posizione di Nimoy che permise la partecipazione delle voci originali dei personaggi di Sulu ed Uhura nella serie animata. E fu sempre il peso artistico di Leonard Nimoy ad assicurare la presenza della voce di DeForrest Kelley per il personaggio del dottor McCoy ancora una volta (Kelley avrebbe dichiarato "…eravamo una manica di personaggi da cartone animato …").

Purtroppo le risorse economiche necessarie per ottenere le voci di così tanti attori costrinsero la produzione a fare a meno della voce di Walter Koenig, per il ruolo di Pavel Chekov. A causa di quello che venne allora definito come un errore di comunicazione fra D. C. Fontana e Gene Roddenberry, Koenig non fu informato direttamente del progetto di realizzare una serie animata ed apprese la notizia da un appassionato durante una convention. A detta dello stesso Koenig una delle situazioni più imbarazzanti, mai provate dall’attore nella storia della sua partecipazione a Star Trek.
Sarebbe stato parzialmente ripagato della mancata presenza nella serie quando una sua sceneggiatura, “The Infinite Vulcan” venne scelta per la realizzazione nella TAS, primo esempio di attore che diventa anche sceneggiatore nel programma in cui lavora.
James Doohan, un vero talento nell’uso della voce, si sarebbe occupato del proprio personaggio, della new entry Arex e di moltissimi altri, arrivando in ben due episodi, “Yesteryear” e “The Ambergris Element”, ad avere il compito di dare la voce a ben sette personaggi diversi.
A Majel Barrett, alla stessa maniera, avrebbero affidato le voci dell’infermiera Chapel, della felina M’Ress  e, naturalmente, del computer dell’Enterprise. George Takei e Nichelle Nichols avrebbero contribuito alla TAS occupandosi di alcuni dei personaggi ospiti nei diversi episodi, mentre, moltissimi attori che già avevano partecipato alla serie originale, tornarono in studio di registrazione per affidare la propria vopce ai loro personaggi canonici, come ad esempio Roger C. Carmel (Harry Mudd), Stanley Adams (Cyrano Jones), and Mark Lenard (Sarek). Stranamente, nel giugno del 1973 gran parte del cast delle prime tre stagioni di Star Trek si ritrovava ancora una volta per partecipare alla serie di Gene Roddenberry… Anche se soltanto con la loro voce!

A causa degli impegni di lavoro dei vari attori, la produzione si vide spesso costretta a registrare le voci dei personaggi e, solo in un secondo tempo, ad inviare i nastri magnetici conteneti le registrazioni presso la Filmation perchè fossero mixati assieme ad altri dialoghi ed alla colonna sonora. Sembra che ci furono occasioni in cui le registrazioni dovettero essere trasportate attraverso l’intero paese per mettere insieme un particolare episodio… Comunque, sembra che la maggior parte dei dialoghi delle 22 puntate del programma furuono registrati da William Shatner, Leonard Nimoy, De Forest Kelley e dal resto del cast contemporaneamente in una studio di registrazione che si trovava all’angolo di Sherman Way, appena fuori Hollywood.
La necessità di assicurare alti standard di qualità e coerenza al programma fece ben presto lievitare i costi di realizzazione alla significativa cifra di 75.000 dollari per ciascun episodio di mezz’ora, rendendo “Star Trek: The Animated Series” la più costosa serie animata di quegli anni.
Impressionante lo sforzo produttivo della Filmation che impiegava la bellezza di 75 artisti a cui era dato il compito di realizzare da 5.000 a 7.000 singoli disegni per ciascuna puntata, senza contare tutto il personale delegato al supporto. Il problema più importante nella realizzazione della TAS era, però, un altro: un preavviso estremamente breve, con il quale la Filmation si ritrovò a combattere per la consegna del programma e le richieste ridicole che arrivavano dai dirigenti della NBC.
La rete aveva dato il via libera al progetto fra l’Aprile ed il Maggio del 1973, con l’intenzione di mettere in onda il programma già in Settembre; inizialmente era prevista la realizzazione di ben 16 episodi (canonicamente quella che viene considerata come la Prima Stagione della TAS) a cui se ne aggiunsero altri sei, da trasmettere l’anno seguente (la Seconda Stagione) per un totale di ventidue.

Questo significava che la casa di produzione doveva assicurare la realizzazione di otto ore di animazione in soli cinque mesi di lavoro…
Considerando che la Walt Disney era in grado di realizzare due ore di animazione completa in circa due anni di lavoro, il compito per la Filmation appariva piuttosto arduo. Stiamo parlando del 1973, i computer in grado di assitere i tecnici per la colorazione e l’animazione delle tavole erano ancora di là da venire! Fortunatamente, all’inizio degli anni ’70, i cartoni animati in televisione facevano ampio uso di una tecnica definita di animazione limitata (Limited Animation), decisamente più semplice da sviluppare e da gestire, rispetto al classico sistema di animazione, denominato anche animazione completa (Full Animation). Per realizzare un cartone animato con l’animazione di tipo limitato potevano essere utilizzati un numero minore di disegni al secondo (da 2 a 6 in media) rispetto ai canonici 24 assolutamente necessari per elaborare un’animazione completa, con un notevole risparmio di tempo e di risorse. Inoltre, per diminuire ulteriormente i costi del programma era sufficiente ridisegnare soltanto la parte del personaggio in movimento, ad esempio, se la figura animata parlava era sufficiente animare soltanto la bocca e gli occhi, evitando di modificare la testa ed il corpo. In questo modo la Filmation riuscì a terminare per tempo gli episodi della serie animata che andarono in onda fra il 1973 ed il 1974. Ma, come si dice, il diavolo fa le pentole e non i coperchi e la maledizione della TOS era ancora una volta in agguato, pronta a colpire…


3. Ancora una volta, l’oblio….
[…] la U.S.S. Enterprise della TAS, che si suppone essere la stessa nave già vista nella serie originale, possiede una sala ologrammi molto simile a quella introdotta in Star Trek: The New Generation, che risulta ambientata approssimativamente 80 anni più tardi. La sala ologrammi appare nella TAS soltanto una volta, nell’episodio "The Practical Joker" di Chuck Menville, e viene denominata “Rec Room”. Questo dispositivo era stato proposto già nella TOS (vedi il volume di D. Gerrold, “The World of Star Trek”) ma non venna mai realizzato. […]
Estratto dalla Wikipedia (in inglese) alla voce “ST: The Animated Series” (2006).


Partita con il piede sbagliato (dove ho già sentito questa espressione…) e caratterizzata da un posizionamento, nel palinsesto televisivo, decisamente poco accorto, la TAS non ebbe maggiore fortuna della serie classica e si risolse in un mezzo successo (o un mezzo fiasco, fate voi…).
E’ opinione comune che le maggiori debolezze della ‘serie animata’ siano da ricercarsi nell’utilizzo di una tecnica di animazione poco accattivante e palesemente limitata, unita ai problemi che derivavano dal disporre di un lasso di tempo estremamente rosicato per la sua realizzazione. Ancora una volta la miopia delle alte sfere, nella produzione di Star Trek, aveva azzoppato quello che poteva diventare un cavallo vincente, ancora prima di arrivare ai nastri di partenza.
Il programma aveva anche interessanti punti di forza, quali la possibilità di mostrare forme di vita, navi spaziali, pianeti ed ambientazioni, impossibili da realizzate nella serie originale per via dei costi troppo elevati, una maggiore libertà espressiva che i telefilm dal vero non permettevano di ottenere dagli sceneggiatori, l’originalità e la visibilità di un programma a cartoni animati che rappresentò il ponte fre la TOS, i lungometraggi e le future serie ambientate nell’universo di Star Trek. Finalmente gli autori impegnati nella realizzazione di un programma legato a Star Trek poterono sbizzarrirsi nell’immaginare pianeti ed alieni che non si dovevano confrontare, giorno dopo giorno, con i problemi di budget della produzione e che non venivano limitati dalle possibilità degli effetti speciali del tempo…
Nella TAS ha fatto la sua prima apparizione il ponte ologrammi in “The Practical Joker”, è stato mostrato il primo nativo americano, inserito nell’equipaggio dell’Enterprise, in “How Sharper Than a Serpent’Tooth” e, nell’episodio “Bem”, viene menzionato per la prima volta il secondo nome del Capitano Kirk (Tiberius).
Nella serie originale il ponte di comando della U.S.S. Enterprise aveva un solo turbo ascensore, mentre nella serie animata del 1973 le uscite a disposizione dell’equipaggio erano diventate adirittura due. Sei anni più tardi, la nave mostrata da Robert Wise in “Star Trek: The Motion Picture” avrà due turboascensori.
Pensate, nel corso di una delle 22 puntate della TAS, (The Counter-Clock Incident) si riuscirà addirittura a “vedere” il Commodoro Robert April, primo comandante della nave di classe Constitution Enterprise… Premiata con un “Emmy Award for the Best Children's Series” per la stagione 1974-75, la serie finì poi per essere interrotta dopo soltanto 22 episodi, pur avendo riscosso un notevole successo anche presso la critica del tempo. Al principio l’infelice posizionamento del programma nel palinsesto settimanale sacrificò molte delle potenzialità della ‘serie animata’; molti appassionati adulti mancarono all’appuntamento, mentre con il successivo passaggio in syndication, il pubblico della TAS aumentò in maniera significativa. I sostenitori della saga si erano resi subito con del “valore” di questo spettacolo e pur considerandolo per quello che era, una semplice serie di cartoni animati, accettarono con gioia di integrare le ventidue nuove avventure delle nave Enterprise e del suo equipaggio, con le puntate delle prime tre stagioni della TOS. Molto probabilmente il fandom era rimasto colpito non soltanto dalla qualità eccellente con cui erano stati realizzati i cartoni (non esiste solo la Disney o la Pixar, amici miei, e molti dei lavori della Filmation rappresentano ancora oggi splendidi esempi di animazione), ma anche dalla bellezza delle storie utilizzate nelle due stagioni del programma.

Riguardo alla sospensione della serie, Gene Roddenberry avrebbe in seguito dichiarato: "C’erano cose che potevano essere realizzate meglio, ma nei limiti tecnici dell’animazione di oggi, i giochi sono fatti, il denaro speso, ed il risultato è piuttosto buono. Lo prova l’Emmy Award che la serie ha ottenuto. Star Trek ha l’incredibile capacità di ottenere riconoscimenti e vincere premi appena dopo essere stato cancellato...". Più tardi lo stesso Roddenberry avrebbe confidato che non avrebbe mai permesso la realizzazione di una serie animata, se la TOS non fosse stata cancellata tre anni prima. Probabilmente è per questo motivo che decise di chiedere alla Paramount di non considerare il programma a cartoni animati come parte integrate dell’universo Trek. Probabilmente il creatore della serie non era soddisfatto di alcuni elementi della serie animata, una decisione comprensibile, ma che non ci impedisce di godere della nuova uscita in DVD della TAS. Negli anni ’70 I cartoni animati del sabato mattina non godevano di un grande rispetto nell’industria dell’entertainment americano ed è probabilmente questo ad aver spinto Gene Roddenberry a decidere di considerare non-canon il materiale della serie animata, nel tentativo di mantenere Star Trek il più “serio” possibile agli occhi dei dirigenti delle case di produzione di Hollywood…
Come abbiamo detto, una decisione comprensibile, che non deve privarci di godere nella sua completezza, della serie animata, ora che ci troviamo a pochi giorni dal suo arrivo sui nostri televisori.
Vi andrebbe di seguirla con me? Potremmo dedicare una serie di articoli agli episodi più interessanti, integrando le nostre chiacchierate con immagini e curiosità sulla TAS, raccattate in giro per la Rete… Allora a presto con “Oltre la più lontana stella” (Beyond The Farthest Star)!

Elenco completo dei titoli della TAS:

Stagione1
Oltre la più lontana stella - Beyond The Farthest Star
Viaggio a ritroso nel tempo - Yesteryear
È scomparso un pianeta - One of Our Planets is Missing
Il segnale di Lorelei - The Lorelei Signal
Animaletti pericolosi - More Tribbles, More Troubles
Il superstite - The Survivor
Il tocco vulcanico - The Infinite Vulcan
Le magie dei Megas-Tu - The Magicks of Megas-Tu
C'era una volta su un pianeta - Once Upon a Planet
Il filtro di Mudd - Mudd's Passion
L'avventura su Terratin - The Terratin Incident
La trappola del tempo - The Time Trap
Pianeta subacqueo - The Ambergris Element
L'arma degli Slavers - The Slaver Weapon
Con gli occhi dello spettatore - The Eye of the Beholder
Guerra santa - The Jihad

Stagione2
I pirati di Orione - The Pirates of Orion
Il comandante Bem - Bem
Il computer si diverte - The Practical Joker
L'aurora che uccide - Albatross
È più tagliente di un morso di un serpente - How Sharper Than A Serpent's Tooth
Universi paralleli - The Counter-Clock Incident

Fonti bibliografiche:

Pagina della serie animata presso Memory Alpha [in inglese],
http://memory-alpha.org/en/wiki/Star_Trek:_The_Animated_Series
Pagina della serie animata presso la Wikipedia [in inglese],
http://en.wikipedia.org/wiki/Star_Trek:_The_Animated_Series
Pagina della serie animata presso Ex-astris-scentia [in inglese],
http://www.ex-astris-scientia.org/tas.htm
Pagina della serie animata presso HyperTrek [in italiano],
http://www.hypertrek.info/index.php/main?&ndx=327
Guide to animated Star Trek [in inglese],
http://www.danhausertrek.com/

Susanna Ricci, “Tutto ciò che fa Star Trek ed oltre” - STIM 33 Gennaio 2002
Riccardo "Summer" Palazzani, “La via è smarrita?” - STIM 39 Luglio/Agosto 2002
Davide "Questor" Galati, “La serie classica non è Trek” - STIM 43 Dicembre 2002
Chiara Codeca', “E questo è l’inizio” – STIM 54, Marzo 2003
Matteo "Norton" Bistoletti, “R.I.P. Star Trek” - STIM 74 Ottobre 2005
Paolo “Exidor” Longarini, “Ma mi faccia il piacere” - STIM 68 Febbraio 2006.
Susanna Ricci, “La Serie Classica” - STIM 82 Giugno 2006
Paolo “Exidor” Longarini, “I ricordi di una vita” - STIM 83 Luglio/Agosto 2006

Pace profonda nell’onda che corre.


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