LA NONA INCARNAZIONE DI DOCTOR WHO
Christopher Eccleston
ovvero come diventare leggenda in poche e strepitose puntate
di Susanna Ricci



Nel numero scorso avevamo parlato di Doctor Who in generale, riprendendone un po’ la storia e facendo un’ampia carrellata delle sue principali caratteristiche. Ma un articolo solo non è sufficiente per descrivere la potenza che questo personaggio ha assunto con la sua nuova reincarnazione.
Abbiate pazienza, non posso resistere ad una serie televisiva dove c’è un così evidente e spettacolare BIG LOVE!
Dopo sedici anni di silenzio televisivo, un visionario di nome Russell T. Davies ha deciso che aveva qualcosa di molto particolare da dire sulla storia del Signore del Tempo e ha deciso che per dirlo aveva bisogno non di un attore qualsiasi, ma di un volto ben definito, una voce particolare, un personaggio sopra le righe.

Entra così in scena Christopher Eccleston, uno dei volti nuovi del cinema inglese: poco conosciuto in Italia, si è distinto in diverse produzioni, alle volte a basso budget ma di notevole spessore. Lo ricordiamo in particolare in “Elisabeth”, assieme a Cate Blanchett, e in “Jude”, assieme a Kate Winslet, due pellicole che lo hanno sottoposto all’attenzione del cinema internazionale.
Eccleston è nato nel 1964 a Salford nel nord dell’Inghilterra: è alto, magro, tende alla stempiatura, ha le orecchie a sventola e a prima vista sembra abbastanza bruttino. Poi quando meno te lo aspetti sorride, e lo schermo si illumina.
Sono successe delle cose terribili dall’ultima volta che abbiamo visto il Dottore, prima fra tutte una guerra temporale, combattuta contro il nemico numero uno: i Daleks. Una guerra senza esclusione di colpi, che ha coinvolto centinaia di pianeti e che si è svolta in una dimensione parallela: tantissime sono state le perdite e la più terribile di tutte, la completa distruzione di Gallyfrey, il pianeta natale dei Timelords. Non è sopravvissuto nessuno dei Signori del Tempo, solamente lui, unico superstite della sua intera genìa, artefice della distruzione dei Daleks, ma costretto a portare nel cuore il peso della enorme perdita che questo ha comportato.
Nessuno di questi avvenimenti è stato mostrato, ma gli indizi della tragedia si dipanano a poco a poco sin dall’inizio delle nuove storie.
Sono scomparsi i vestiti colorati ed il look da frickettone, è scomparsa persino la sua compagna: all’inizio della nuova serie il Dottore viaggia da solo, in un pellegrinaggio che lo porta a cercare di riparare, per quanto possibile, i torti subiti dalle tante specie che sono rimaste coinvolte, loro malgrado, nel massacro della guerra.
The Doctor ha assunto, dopo tanto tempo, un look molto dark, calzoni, maglietta, ed una giacca di pelle: semplice, nero, severo.
Irresistibile.

Ma la natura vulcanica del Dottore non può rimanere a lungo sepolta sotto gli strati del lutto e del dolore: lo troviamo per la prima volta a Londra, mentre cerca di venire a patti con la Coscienza Nestine, un essere in grado di comandare a piacimento ogni oggetto di plastica presente sul nostro pianeta.
È qui, nei sotterranei di un grande magazzino, che incontra per la prima volta Rose, accerchiata da manichini “viventi” che cercano di ucciderla.
La prende per mano, la guarda negli occhi, le sorride e le dice una sola parola “Run”.
Rose ha 19 anni (The Doctor ne ha circa 900), è bionda, carina anche se non in maniera sconvolgente, e ha molta iniziativa: non si fa salvare, agisce. Non rimane imbambolata di fronte alla realtà di trovarsi al cospetto di un alieno, cerca di scoprire tutto quello che può su di lui e lo aiuta a venire a capo del pasticcio creato dalla plastica vivente.
Inizialmente il Dottore, dopo averla salvata dai manichini ed averla incontrata per caso una seconda volta, sembra volerla allontanare: le descrive il pericolo, la solitudine, le difficoltà del suo stile di vita, scoraggiandola. Ma alla fine si arrende e con fare quasi imbarazzato le chiede se magari le interesserebbe viaggiare con lui, a bordo del Tardis.
È l’inizio di una delle storie d’amore più belle della fantascienza televisiva, ricca di ammiccamenti, battutine salaci, sguardi e confessioni spiazzanti.
È l’inizio di una rivoluzione, perché in tanti anni di viaggi nel tempo The Doctor non si è mai lasciato coinvolgere sentimentalmente con le sue assistenti: il target della Bbc era quello di creare un prodotto fondamentalmente pensato per i bambini, con mostri alieni, navi spaziali, ma anche grandi avvenimenti del passato cui fare riferimento.
Niente complicazioni, niente approfondimenti, solo avventure.

Russell T. Davies e con lui Christopher Eccleston hanno cambiato le regole: il loro mandato era quello di riportare in auge il personaggio da tanto tempo lasciato a languire nel limbo delle sole produzioni cartacee e non si sono fatti pregare.
Solo che hanno scelto una piega completamente inaspettata, che probabilmente non è piaciuta molto ai produttori. Ne è una prova il fatto che con l’avvento di David Tennant, decimo dottore, le cose sono tornate nei binari prestabiliti. Nonostante la storia d’amore sia leggermente evoluta, senza però mantenere il pathos e la passione che si vedevano chiaramente nella stagione precedente, le storie sono tornate ad un livello più infantile: lo stesso Dottore è tornato ad essere più clownesco, anche nel modo di vestire. Sicuramente il volto severo di Eccleston non poteva essere ripreso da quello solare di Tennant.

I tredici episodi del nono dottore sono un crescendo di situazioni emotivamente sempre più coinvolgenti, condite con il più pazzesco humor inglese, il tutto nella cornice di una Londra splendidamente iconografica.
L’astronave che cadendo nel Tamigi trancia il quadrante del Big Ben nell’episodio “Aliens of London”rappresenta in maniera strepitosa un momento di ordinaria follia, portata fino alle estreme conseguenze dalla caratterizzazione degli Sleethin, una famiglia mafiosa aliena, che vuole distruggere la terra per poterla rivendere a pezzi.
Travestiti da esseri umani, gli Sleethin conquistano il n. 10 di Downing Street, in un concatenarsi di eventi degno del miglior cinema comico muto.

Il Dottore non è sempre il Deus ex Machina che riesce a risolvere ogni più ingarbugliata situazione: alle volte agisce senza pensare alle conseguenze delle proprie azioni, finendo per cacciarsi in guai ancora peggiori, o in situazioni senza apparente via d’uscita. Ed è in questi casi che interviene Rose, con lo spirito intraprendente e la presunzione di onnipotenza della giovinezza, risolvendo spesso situazioni impossibili semplicemente con la forza della cocciutaggine.
A partire dal nono episodio, si aggiunge poi un nuovo personaggio. Laddove il Dottore è tenebroso e affascinante in un modo molto lontano dai consueti canoni della bellezza, Jack Harkness, il Capitano Jack Harkness, è la quintessenza dell’essere sexy. Ovviamente è un filibustiere, una “simpatica canaglia” di harrisonfordiana memoria, ed è un ex agente temporale del 51esimo secolo, che si imbatte in Rose e nel Dottore durante una avventura svoltasi a Londra ai tempi della seconda guerra mondiale.

Si tratta dello splendido episodio in due parti “The Empty Child” e “The Doctor Dances” e inizialmente tra i due uomini è un combattimento all’ultima molecola di testosterone. Per la prima volta si fa riferimento al fatto che il Dottore sia fondamentalmente “umano”, almeno sotto il punto di vista delle interazioni sessuali. Il riferimento al fatto che sia in grado di “danzare” infatti non è altro che una allusione al fatto che “in 900 anni, si suppone che in qualche momento della mia vita, io possa anche aver ‘ballato’!”
Se nelle puntate precedenti si erano già verificate diverse volte situazioni in cui il Dottore aveva apertamente ammesso di non voler sacrificare la vita di Rose per nessun motivo, arrivando a confessare di non voler perdere la donna che ama, in questo doppio episodio, messo di fronte alla possibilità di concorrenza da parte di un altro, sfodera tutto il suo carisma. Ballando con Rose, in finale di puntata, stabilisce un linea molto netta, oltre la quale il Capitano Jack non potrà andare.
Ben presto comunque Jack si rende conto di trovarsi di fronte ad una coppia eccezionale e non può fare altro che dimostrarsi alla loro altezza, non rinunciando alle provocazioni e alle battutine visto che non disdegna affatto un bel culo, sia che appartenga a Rose, sia che appartenga al Dottore.
Negli ultimi cinque episodi la nuova stagione di Doctor Who perde definitivamente tutti i connotati di serie per bambini ed entra di diritto nel gotha delle serie per adulti.
Il Capitano Jack sembra essere innamorato dell’amore, e non perde occasione per cercare di concubire chiunque, maschio o femmina, gli capiti a tiro. E lo fa con una naturalezza ed una freschezza totalmente disarmante.
Le ultime due puntate della stagione sono un capolavoro di avventura, guerre stellari, combattimenti all’ultimo sangue contro i nemici di sempre per la salvezza dell’umanità, colpi di scena, sacrificio per amore e riscatto finale.
Jack si prepara ad una nuova serie di avventure, nello spin off Torchwood,la cui messa in onda è iniziata nel mese di ottobre 2006.

Rose ed il Dottore si salvano a vicenda in una delle scene più commoventi ed epiche che abbia mai visto in una produzione televisiva, e Christopher Eccleston passa il testimone al suo successore, con grande rammarico di moltissimi fan, che hanno adorato questi magici 13 episodi.

“Rose… before I go, I just want to tell you. You were fantastic. Absolutely fantastic. And d’you know what?
(big smile)
So was I!”

http://www.youtube.com/watch?v=hOu7sKcIJCQ
http://www.christophereccleston.net/

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