L’etica di Star Trek.
(The Ethics of Star Trek - USA 2000)
Longanesi – 2003 (Collana Il Cammeo n.397)
Judith Barad, Ed. Robertson
Traduzione di Libero Sosio
Introduzione di Judith Barad, Ed. Robertson

di
Daniele "Nemo" Volpi


Alexander: Parlaci della scrittura.
Roddenberry: Non ho mai condotto la mia vita con l’idea che sono colpevole di ciò che dico. Credo di essere modesto. Chi sono per raccontare il mondo? Ho cominciato a scrivere con l’idea che fosse un modo per dire cose, scrivere è una pappa ed inutile parlare se non c’è un’idea nel tuo script. Solo quando ho iniziato a scrivere, e a scrivere Star Trek in particolare, ho realizzato quanto le mie esperienze di vita mi avessero influenzato. Ero attento a dire ciò che mi avesse influenzato, perché la domanda principale era “cosa mi ha influenzato per questo lavoro?” L’ho fortemente tenuto chiuso fino ad ora, che ho qualcosa da scrivere in merito, non ho mai pensato a me stesso come uno che ha avuto una grande esperienza, ma tu hai ragione, sono passato attraverso la Grande Depressione, brutto periodo per gli Usa, la II guerra mondiale, il lavoro alla polizia e alle linee aeree, e tutto questo tempo con una fame per la lettura e per imparare, è difficile per me sedermi qui e non considerare che ho deliberatamente influenzato me stesso ad essere uno scrittore.
Alexander: E un filosofo.
Roddenberry: Si un filosofo. Ho una terribile fame di idee, ce l’ho sin da piccolo, nella mia giovinezza ho realizzato di avere un gran bisogno di conoscenza, quasi malato per la conoscenza, non potevo stare fermo senza che la mi mente ne avesse bisogno, dovevo leggere, imparare, era un vizio.
Intervista di D. Alexander a Gene Roddenberry, “The Humanist” (1991).

Star Trek ha dimostrato di essere un arzillo “vecchietto”, capace addirittura di superare i quattro decenni di vita, non tanto perché possiede uno status particolare come ‘programma di fantascienza’, ma, piuttosto, perché si tratta di un programma di fantascienza estremamente “particolare”...
Ora, se non mi sono “attorcigliato” la lingua con questo assurdo vaniloquio, possiamo mettere mano alla cassetta del perfetto Trekker che, qualche settimana fa, avete nascosto sotto al letto, per ampliare la vostra dotazione di strumenti con un nuovo volume.
Non ve la siete ancora procurata? Male, malissimo! Filate subito ad acquistarne una e non interrompetemi ancora…! Dove ero rimasto? Ah, sì…

Sin dalla creazione della Serie Originale, Gene Roddenberry aveva stabilito con estrema precisione il suo modo d’intendere l’universo di Star Trek: la fantascienza che troviamo nelle sue sceneggiature rappresenta un tipo di logica, un modo di pensare, ben lontani dal semplice programma d’intrattenimento, dallo spettacolo realizzato per il semplice svago...
In questo modo, per lo spettatore, si modifica completamente il modo di vedere le cose e di intendere il mondo che lo circonda, vengono ispirate nuove idee e gli si permette di affrontare argomenti anche importanti, abilmente dissimulati nella struttura del racconto (non smetterò mai di mettere l’accento sul periodo storico e sociale in cui Star Trek vide la luce, un momento nel quale poteva rivelarsi molto “complicato” parlare di determinati “problemi” sulla televisione americana e non soltanto in questa).
Per lo spettatore superficiale il programma racconta le storie di un futuro prossimo sicuramente possibile (e forse anche probabile), storie capaci di riempire i nostri occhi di meraviglie, di raccontare come sarà, nel bene e nel male, il nostro futuro fra trecento o quattrocento anni.
Poi, scavando sotto la superficie, l’appassionato più esigente scopre che il programma racconta soprattutto storie di “persone”, di esseri viventi, anche se non necessariamente di esseri umani...
E cosa c’è di meglio, di più interessante, di una storia basata sulle avventure e sulle esistenze di alcune persone? Non è questo che ha decretato il successo di molti dei programmi oggi famosi? Costruire storie di persone in cui il pubblico può identificarsi, in cui gli spettatori possono “trasferirsi”, anche se soltanto per la durata di un episodio…
In realtà Roddenberry ha deciso di collocare l’uomo e la sua società in una situazione ideale posizionata cronologicamente fra diversi secoli, per un motivo ben preciso.
La Federazione ha risolto, oppure è sul punto di risolvere, tutti i problemi fondamentali che hanno caratterizzato lo sviluppo della razza umana.
Ed i problemi che l’umanità del ventiquattresimo secolo ha lasciato alle proprie spalle sono i problemi culturali, sociali, economici e politici che ancora travagliano il nostro tempo.
Star Trek diventa a questo punto un enorme laboratorio per l’osservazione etica dell’umanità.

L’universo creato da Gene Roddenberry diventa una sorta di enciclopedia a puntate dove i vari personaggi, umani e no, biologici o meno, si ritrovano faccia a faccia con profondi problemi di etica, si scontrano con la necessità di gestire questioni di coscienza talvolta molto difficili; attraverso la narrazione gli spettatori vengono dapprima coinvolti e, successivamente portati a riflettere, sui grandi temi legati all’esistenza umana...
In questo senso Star Trek ha osservato ed incorporato, nella narrazione del suo viaggio oramai quarantennale, i movimenti più importanti ed i pensatori più illustri, rintracciabili nella storia della filosofia morale: dalle teorie Platoniche ed Aristoteliche sulla virtù, al Relativismo, dallo Stoicismo all’Edonismo, da Sant’Agostino e San Tommaso al Contratto Sociale di Hobbes, dall’Utilitarismo di Bentham e dall’Imperativo Morale di Kant all’Esistenzialismo di Kierkegaard e Sartre, sino ad arrivare ai filosofi più recenti.
Per comprendere al meglio le influenze ed i contributi filosofici ed etici che gli sceneggiatori hanno portato nella serie che tanto apprezziamo esiste un libro molto interessante, capace di analizzare passo dopo passo numerosi episodi delle delle prime quattro serie, analizzandoli in chiave etico-filosofica. Ecco per voi un nuovo strumento da conservare nella vostra cassetta degli attrezzi...
L’etica di Star Trek” di Judith Barad ed Edward Robertson.

1. C’era una volta...
"Questa è l'esplorazione che vi attende! Non determinare la posizione delle stelle o studiare le nebulose, ma scandagliare le ignote possibilità dell'esistenza".
Q a Picard, “Ieri, oggi e domani. NTG, 7ma Stagione (1994)”.


Alexander: E’ stato un programma molto avanti nel tempo per quei giorni.
Roddenberry: Si lo penso anche io, e mi fa piacere pensarci.
Alexander: Potremmo definirlo rivoluzionario?
Roddenberry: Penso che lo fosse, anche se all’inizio non era mia intenzione fare uno show rivoluzionario, pensavo fossero cose ovvie dal momento in cui scrivi di una nave stellare che visita mondi alieni e civiltà.
Alexander: La serie classica era un telefilm per adulti e a quel tempo non ce ne erano altri in tv; con la syndication Star Trek è diventato un fenomeno, certo non avevi intenzione di scrivere un fenomeno ma così è stato.
Roddenberry: Si ma non mi rendevo conto di quanto fosse rivoluzionario ciò che stavo facendo, pensavo solo all’eccitazione di scrivere un buon drama, non ero conscio che ciò che stavo scrivendo fosse così particolare per le persone medie.
Intervista di D. Alexander a Gene Roddenberry, “The Humanist” (1991).


Una delle ragioni fondamentali per cui Star Trek ha mantenuto intatta sino ad ora la sua carica di originalità e di energia, è che la maggioranza delle sue storie altro non sono se non una raccolta di favole morali, che nella loro interezza vanno a formare una filosofia completa e compiuta, piena di speranza per il futuro dell’uomo e dell’umanità.
Il programma utilizza un’ambientazione caratterizzata da uno sfrenato ottimismo e da una tecnologia estremamente avanzata, ma le situazioni, gli atteggiamenti, la politica e la cultura descritti in ciascuna serie riflettono sempre, in maniera più o meno marcata, i costumi e la società del nostro tempo. Judith Barad, assieme ad Ed Robertson, ci conducono passo a passo, per comprendere i fondamenti etici e filosofici a cui Roddenberry prima, ed i suoi continuatori poi, si sono ispirati per ‘costruire’ un mondo in lotta con se stesso, nel tentativo di liberarsi dei quegli atteggiamenti maschilisti, razzisti e xenofobi, ancora oggi tanto comuni. Attraverso l’analisi di numerose puntate che hanno caratterizzato, per i loro particolari contenuti, le diverse serie realizzate, gli autori del volume ci chiedono di riflettere sui nostri valori, inseriti in maniera silenziosa nelle trame del telefilm, perché il lettore possa riflettere e mettersi in gioco, chiedendosi se proprio tali valori siano giusti, ragionevoli e se valga la pena di difenderli...
Ad esempio, avete mai pensato che, mentre ridiamo dei Ferengi, in realtà non stiamo facendo altro che ridere di noi stessi, delle aberrazioni di una società come la nostra, dominata dall’interesse e dalla corsa al guadagno? E questo vale per quasi tutto quello che abbiamo tanto apprezzato nella storia del programma. Nulla sembra essere stato fatto a caso, o quasi.
L’Etica di Star Trek” cerca di rispondere ad una serie di semplici (mica tanto!) domande:
Qual’è esattamente l’etica del programma?
I suoi principi rimangono gli stessi spostandoci da una serie all’altra?
Ed allo stesso modo esiste una coerenza etica fra le varie puntate della stessa serie?
Gli autori sembrano rispondere di sì, partendo dall’esigenza di dare una definizione ben precisa di etica e di comprendere cosa sia veramente etico, fuori e dentro Star Trek, e cosa non lo sia.

Alexander: Qualcuno ti ha descritto come il moderno Jonathan Swift. Come te lo spieghi?
Roddenberry: Ho sempre ammirato J. Swift, le terre in cui è andato e i personaggi che ha inventato.
Anche a me è sembrato di scrivere cose dello stesso genere che scriveva Swift. Swift i suoi personaggi per mostrare la stupidità del nostro modo di pensare. Quando vedi i Lillipuziani combattere l’uno contro l’altro, tu vedi l’umanità vista dagli occhi di Swift. Fin dall’inizio sono stato sicuro che con il mio lavoro in Star Trek volevo utilizzare  il dramma e l’avventura per l’umanità attraverso tutte le sue caratteristiche. Il risultato fu che Star Trek, nella serie originale ma in modo più forte nella seconda, è stato il mio modo per mostrare i problemi dell’umanità.
Intervista di D. Alexander a Gene Roddenberry, “The Humanist” (1991).


Il volume non è semplicissimo e richiede un piccolo sforzo per essere pienamente apprezzato.
Inoltre sarebbe utile, ma non assolutamente necessario, avere visto i diversi episodi che gli autori citano come esempio per ogni capitolo.
E si, perché il lavoro di Judith Barad e di Ed Robertson ha proprio questo pregio: riesce ad introdurci alle più importanti teorie etiche e filosofiche, mettendole in relazione ad alcuni dei più noti ed apprezzati episodi delle serie dedicate alla saga di Star Trek.
E tutto questo senza annoiarci.
Ogni capitolo, partendo dalle teorie dell’antica Grecia per arrivare all’Esistenzialismo del 20mo secolo, presenterà i dilemmi etici di uno o due episodi, ipotizzando in che modo personaggi come Aristotele o Platone avrebbero affrontato i problemi presentati dalle sceneggiature, confrontando il comportamento scelto dai nostri beniamini rispetto alle soluzioni proposte dai vari filosofi morali della storia.
Nell’arco di poco meno di 400 pagine, gli autori si occuperanno di discutere argomenti quali il dovere morale, il significato dei concetti di virtù, individualimo e responsabilità, cercheranno di comprendere se l’eutanasia abbia un qualche fondamento morale.
Quanto possimo trovare di etico nell’uso degli animali nella scienza e quanto nel commercio?
Cosa è più importante: le intenzioni delle nostre azioni oppure i risultati che hanno provocato? Come possiamo recuperare la nostra integrità quando ci sentiamo divisi in due (e non abbiamo utilizzato il teletrasporto!)?
Sono queste alcune delle domande che vengono affrontate all’interno del volume e che portano ad una sconcertante rivelazione… Molto spesso i personaggi della saga non soltanto affrontano gli stessi problemi che sono stati sollevati in tempi diversi dagli studiosi di etica più conosciuti, ma utilizzano lo stesso linguaggio ed raggiungono le stesse conclusioni.

La prima parte del volume si occupa di stabilire se la religione e la cultura hanno un ruolo nella determinazione dei valori, definendo l’importanza dei principi logici per il ragionamento etico. Nella seconda parte, invece, gli autori cercano di spiegare in che modo Edonismo e Stoicismo si manifestino nell’universo di Star Trek. La terza parte viene dedicata alle sfide spirituali sollevate dall’etica cristiana ed i valori smaccatamente capitalistici propri della teoria del contratto sociale di Hobbes. Nella quarta parte si introducono tre variazioni dell’etica fondata sul dovere, un pensiero etico e fiolosofico che ha permeato fin dall’inizio tute le serie televisive ed i lungometraggi dedicati alla saga. Infine, nella quinta parte, gli autori ci spiegano come operano in Star Trek il pensiero Utilitaristico ed i principi Esistenzialistici.
A questo punto, dopo aver esaminato le tendenze etiche di ciascuna serie, il libro cercherà di di definire un’etica generale per il programma, che si riveli capace di resistere ad un esame approfondito, basato sull’utilizzo della ragione.
Se non vi spaventa provare ad analizzare episodi epocali come “Sfida all’Ultimo Sangue” (The Savage Courtain, TOS) oppure “Metodi Scientifici” (Scientific Methods, VOY), “Una Guerra Incredibile” (A Taste of Armageddon, TOS) in un modo decisamente inusuale, allora questo volume fa per voi, e potrebbe anche riuscire a farvi comprendere meglio come mai Star Trek è diventato proprio Star Trek

2. Tutto quello che resta, alla fine...
"Teresina semplice, niente Jolly ed il cielo come limite…".
Picard, “Ieri, oggi e domani. NTG, 7ma Stagione (1994)”.


Ne “L’Etica di Star Trek” gli autori riescono a farci capire l’importanza dei contenuti nelle vicende dei nostri beniamini, delle storie che ci raccontano puntata dopo puntata; ogni serie si permette di sviluppare, all’interno dell’universo Trek, un discorso ben preciso, decidendo di non sacrificare mai una importante qualità di fondo e cioè la capacità di trattare argomenti scomodi e complessi. Certamente gli appassionati, alla prima visione di una puntata, vengono colpiti innanzitutto dalle scenografie, dagli effetti speciali oppure dalla bravura degli attori. Ma quello che rimarrà impresso loro, nel tempo, saranno proprio le storie. Come possiamo dimenticare le parole di Guinan sulla schiavitù in “La Misura di un Uomo” (The Measure of a Man, TNG), una feroce analisi della guerra e degli orrori che provoca in “Né la Battaglia è Vinta dal più Forte” (Nor the Battle to the Strong, DS9) e ne “L'Assedio della AR-558” (The Siege of AR-558, DS9)? Oppure la sorprendente decisone di Kirk in “Arena” (Arena, TOS), lo straordinario MOE di “Testimone Oculare” (Living Witness, VOY) ed “Immagine Latente” (Latent Image, VOY)?
Ed ancora, come considerare i temi profondamente attuali del rispetto per la vita e per la libertà umana di un doppio episodio quale “Tempi Pasati I&II” (“Past Tense I&II”, DS9)?
Vi lascio decidere da soli se vi ritrovate d’accordo con le conclusioni raggiunte dagli autori alla fine del volume; certamente sarete d’accordo con Judith Barad e Edward Robertson quando affermano che Star Trek è ben lontano dall’essere un semplice miscuglio di norme morali, raccolte insieme in maniera arbitraria. L’etica e la filosofia di questo complesso universo assomigliano di più ad una teoria unificata e coerente, in grado di spiegare il comportamento e le scelte compiute da ciascun personaggio, in ogni episodio televisio o cinematografico.
Star Trek nella sua esistenza quarantennale è riuscito a costruire un proprio codice morale ben preciso e distinto, sintetizzando i principi delle teorie della virtù, del dovere e gli insegnamenti dell’esistenzialismo. La saga di Gene Roddenberry è riuscita a distillare in maniera coerente i principi che provenivano da diverse teorie etiche per formularne una nuova, in grado di camminare coin le proprie gambe…
Comprendere come tutto questo sia stato possibile può essere d’aiuto anche a noi e rappresenta uno degli obiettivi dell’opera stimolare il lettore ad acquisire una maggiore consapevolezza dei problemi etici che si incontrano nella vita quotidiana. Non è forse vero che, attraverso una maggiore comprensione dell’etica e una maggior compassione verso i nostri simili sarà possibile avvicinare il futuro della razza umana a quello immaginato da Gene Roddenberry più di 40 anni fa?

Alexander: Come vorresti essere ricordato?
Roddenberry:  Come uno con grande pazienza e che ha avuto un grande amore per la razza umana. Non credo che i problemi debbano essere risolti immediatamente e, stranamente, non ho una filosofia che conosce il termine “immediatamente”. Forse “domani” è fra 500 anni. Ciò che sono gli umani è eccezionale. Come puoi dubitare che sopravviveremo e che matureremo? Ci potrebbe essere una grande saggezza nella vecchia affermazione sul guardare il mondo in modo amorevole. Se potremo, probabilmente il mondo avrà il tempo di trovare la soluzione.
Intervista di D. Alexander a Gene Roddenberry, “The Humanist” (1991).


3. Gli autori.

Judith Barad, Ph.D, professoressa di filosofia alla Indiana State University, dove tiene cosi di etica e seminari (acourse) sulla filosofia di Star Trek. E’ autrice di numerosi articoli e di due libri.
Nativa di Chicago, vive a Terre Haute (Indiana) con il marito, la figlia ed i nipoti.

Ed Robertson ha scritto molto sulla cultura popolare. Autore di tre libri sui classici della televisione, è apparso in numerosi spettacoli radiofonici e televisivi come esperto in quest’ambito.
L’autore vive attualmente a San Francisco.



Fonti Bibliografiche:

Intervista a Gene Roddenberry, condotta da David Alexander e pubblicata da “The Humanist” nel 1991 – “http://www.philosophysphere.com/
[Versione italiana su www.startrekitalia.com tradotta da Draks78 ]
Judith Barad, Ed. Robertson “L’etica di Star Trek”  - Longanesi (2003)
Chiara Salvioni, “Animale a Chi?” - STIM 37 Maggio 2002
Chiara Codeca', “E questo è l’inizio” - STIM 54, Marzo 2003
Riccardo "Summer" Palazzani , “I Platoniani” (Razze) - STIM 64 Novembre 2004

Pace profonda nell’onda che corre.


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