Vi debbo fare una confessione
anche se temo che, oramai, lo abbiate capito da soli: non è da
molto che frequento il mondo Trek, sono poco più che un onesto
principiante che ha deciso di condividere con altri il piacere che dà
la buona fantascienza. Come molti di voi, la TOS fa parte della mia
giovinezza e soltanto negli ultimi anni ho scoperto quello che ogni
giorno di più si sta rivelando come un vero e proprio “universo”
narrativo tutto da scoprire. E pensare che qualcuno ha deciso che la
saga di Star Trek è morta…! Per essere un cadavere, la
creatura di Gene Roddenberry sembra anche troppo presente, magari in
un momento di transizione, ma assolutamente vitale!
Forse
è per questo che mi sono accorto subito di una cosa, che certamente
avrà sorpreso anche voi.
Sembra che nel nostro paese non siano poi molte le risorse
dedicate alla nostra trasmissione preferita, e specialmente quelle
in italiano. Un fatto decisamente seccante.
Si certo, esiste una "rivistina ufficiale", una
casa editrice che si occupa di pubblicare i romanzi dedicati alla
saga, una costellazione di siti all'interno della grande Rete realizzati
nell'idioma "risciacquato in Arno"...
Diciamo la verità, la rivista bimestrale è dignitosa
ma nulla di più (e comunque sia, ho il massimo rispetto per
il lavoro della redazione), la casa editrice (Ultimo Avamposto)
fa il possibile, dopo l'abbandono della Fanucci, che per anni ha pubblicato
la maggior parte del materiale dedicato ai nostri beniamini (e vista
la situazione economica e sociale in cui versa il nostro paese e lo
spazio di manovra di materiale come quello destinato a Star
Trek, non si può certo biasimarli...).
Le risorse in rete spesso non sono aggiornate, hanno problemi, qualche
volta si rivelano solo scatole vuote, magari non funzionanti (nessuno
ha mai pensato di unire le forze per costruire magari un numero minore
di siti, ma caratterizzati da un impatto maggiore?).
Guardate, non voglio offendere nessuno, probabilmente tutti
quelli che hanno realizzato qualcosa legato alla saga hanno anche
dato il massimo delle loro possibilità per far conoscere
e mantenere alta la tradizione legata a Star Trek; eppure, dopo 40
anni di onorato servizio della serie, mi sorprendo di non avere qualcosa
di più a nostra disposizione, anche qui, nel nostro paese.
In fondo il fandom italiano non sembra avere nulla da invidiare da
quello di altre nazioni, magari ben più rodate, anzi, sembra
che sia caratterizzato da uno “stile” ed un “calore”
che pochi dei personaggi che hanno realizzato il programma sono riusciti
a trovare in altri paesi.
La serie ha veramente bisogno dei suoi sostenitori, specialmente adesso,
dopo il passo falso di "Nemesis" e la chiusura di "Enterprise",
che hanno messo il format a riposo per un tempo ancora da quantificare!
1.
Andiam, andiam, andiamo a lavorar...
È facile fare il trekker quando le cose vanno bene, quando
si hanno una (o due) serie in onda e quando ogni 2/3 anni la produzione
ti serve un kolossal pieno all'inverosimile di effetti speciali su
di un piatto d'argento. Poi, dopo un periodo di vacche grasse, tutto
sorrisi e pacche sulle spalle, arriva il momento delle vacche magre,
per usare un eufemismo, e le cose si complicano. Diventa difficile
parlare del programma che ti ha tanto emozionato, ti ha fatto sognare,
senza passare per un invasato; diventa complicato continuare
a mantenere il messaggio originale che ha portato alla creazione del
programma che noi tutti amiamo e cioè che “l'uomo
è una creatura speciale dotato di grandissime capacità
tutte da scoprire”, come dice lo stesso autore alla fine
de "Lo zoo di Thalos" (la versione
originale che trovate nel settimo DVD della 3 stagione TOS).
Mi
perdonerete ma, da buon sostenitore del movimento Open Source, mi
trovo pienamente daccordo con il buon Gene e rimango sempre dell'idea
che se vuoi ottenere qualcosa, devi essere il primo a rimboccarti
le maniche e darti parecchio da fare!
Per questo motivo ho penasato bene di aiutare chi ancora non conosce
a fondo la nostra trasmissione preferita (ed allo stesso tempo spingere
chi ancora può fare qualcosa, finito per caso a leggere le
pagine dello STIM) a darsi la classica scrollata per cambiare
lo stato delle cose.
Mi sono chiesto "perché non raccogliere un nutrito gruppo
di 'strumenti' che aiuti il nuovo trekker (e magari anche
alcuni di quelli che si considerano oramai navigati) a comprendere
meglio i vari aspetti della saga che tanto amiamo?”. Ed utilizzare
questi strumenti per appassionare altre persone, in particolare quelli
che ancora pensano che Star Trek sia soltanto quel telefilm un poco
datato dove tutti vanno in giro con il pigiama e c'è un tizio
con le orecchie a punta che non sorride mai?
Considerato tutto, il materiale che troverete in questi articoli potrebbe
finire benissimo in parecchie altre rubriche ed allo stesso tempo
non portare direttamente il nome ‘Star Trek’; io preferisco
pensare che il posto giusto dove conservare tutte queste cose sia
un'ipotetica cassetta degli attrezzi (ToolsBox) che
ogni Trekker che si rispetti deve preparare con cura e nascondere
sotto il letto, oppure in fondo all'armadio, pronta per qualsiasi
evenienza. In questo modo il perfetto appassionato non dovrà
fare altro che recuperare alla bisogna questa scorta di risorse, non
appena la situazione e la necessità lo richiedano.
Purtroppo non è semplice reperire gli strumenti più
indicati per la nostra scatola, dal momento che molti degli oggetti
che vorrei farvi conservare non sono di facile reperibilità
(chi ha orecchie per intendere... Allora ci diamo una mossa?); comunque
spero di riuscire a scovare gli "utensili" più indicati
per questo scopo, farveli conoscere se ancora non li possedete e dimostrare
a chi di dovere che esistono parecchi trekker con le loro toolsbox
vuote che non aspettano altro che procurarseli. Mi auguro che non
vi arrabbierete con questo povero ragazzo di campagna se la realizzazione
della perfetta cassetta richiederà un poco di tempo in più!
Vi prometto che farò il possibile per accellerare i tempi.
Comunque cominciamo subito!
2. Là, dove tutto è
cominciato!
Bene:
a rigore di logica si deve cominciare sempre dall’inizio. E,
nel nostro caso l’inizio significa un agile volumetto in brossura,
uscito parecchi anni fa negli Stati Uniti, che ci racconta la genesi
della TOS, praticamente in presa diretta. E’ possibile fare
la biografia di una serie televisiva? Leggendo La Creazione
di Star Trek, pubblicato da Ultimo Avamposto nel 2004, si direbbe
certamente di si. Nemmeno io, all'inizio sapevo molto della storia.
Erano brandelli, singoli tasselli della storia, trovati un po' qua
ed un po' la. Probabilmente tutte queste notizie esistono ancora disseminate
nel cyberspazio, e qualche ora passata a navigare assistiti da Google
potrebbe regalarci ulteriori approfondimenti. Ma non tutti hanno la
possibilità di farlo e conoscono sufficientemente bene l’inglese
per gettarsi in una ricerca di questo tipo. Io mi sono ritrovato fra
le mani questo brossurato diversi mesi fa, in edicola, e con un colpo
di testa, fatto così senza pensarci, me lo sono comprato. Ci
credereste che le cose sono cominciate così? Qualche giorno
dopo iniziavo a procurarmi le prime stagioni della serie, e la cosa
che continua, lentamente, tuttora...
Domanda: ma quanti di voi sanno veramente
come sono andate le cose? Insomma, quanti di voi sanno esattamente
quale sia stata la nascita di Star Trek, come sia stato realizzato
fin dall'inizio, chi ne è stato l'artefice? Chi conosce i nomi
degli sceneggiatori (oltre a Gene Roddenberry) degli tecnici che hanno
realizzato le scenografie, i costumi, gli effetti speciali, che hanno
deliziato tanti di noi, mentre da ragazzini vedevamo la prima Enterprise
solcare lo spazio?
I libro di Stephen E. Whitfield (pseudonimo di Stephen
E. Poe) è nato parallelamente alla realizzazione delle prime
due stagioni della serie classica e si basa sulle testimonianze acquisite
sul campo dallo stesso autore che ha potuto frequentare direttamente
i teatri di posa e lo staff tecnico incaricato alla fine degli anni
60 di realizzare lo spettacolo.
Quale migliore testimonianza della genesi di Star Trek se non quella
che arriva direttamente dalla voce di chi lo ha immaginato, scritto
e “costruito”? Testimonianza resa ancora più preziosa
dal fatto che, a distanza di così tanti anni, molti dei personaggi
descritti dall’autore nel volume non sono più fra di
noi. Quindi “La creazione di Star Trek” acquista,
certamente senza volerlo, il valore di prima registrazione storica
della nascita del mito. Un must per ogni appassionato che si rispetti,
tradotto per nostra fortuna in italiano.
3. “Non è Star
Trek finché io non dico che è Star Trek”
Non
a caso come titolo di questo paragrafo ho voluto utilizzare una delle
frasi più note attribuite al creatore della serie. Effettivamente
Star Trek è da sempre qualcosa di più che una
semplice idea, nata della fantasia di Gene Roddenberry. “La
creazione di Star Trek” ci trasporta, pagina dopo pagina,
in un viaggio alla scoperta del background, delle motivazioni che
hanno spinto lo sceneggiatore a realizzare il programa così
come lo conosciamo. Scopriremo le immense difficoltà che Roddenberry
ha dovuto superare per realizzare i primi episodi pilota della serie,
come ha “trasformato” in realtà le sue idee, di
come ha risolto brillantemente il problema del budget, mese dopo mese,
per mantenere in vita la sua creatura. E conosceremo molti degli artigiani,
sconosciuti e silenziosi che hanno reso disponibili le loro capacità
e la loro fantasia per trasformare un semplice programma televisivo
in un evento mediatico che da 40 anni attraversa la vita di milioni
di persone i tutto il mondo.
La prima bozza di Star Trek, un embrione di quanto tutti noi conosciamo
piuttosto bene, nasce a metà degli anni 60; attraverso la narrazione
del libro scopriremo le decisive trasformazioni che hanno portato
Roddenberry a creare una serie di fantascienza basata su concetti
scientifici e tecnologici assolutamente immaginari e fantastici, ma
allo stesso tempo realistici; uno dei punti di forza del programma
sarebbe stata proprio la decisione di presentare “invenzioni”
che, pur non essendo realizzabili tecnicamente in quel momento, fossero
per lo meno ipotizzabili nel prossimo futuro. Nascono così
intuizioni geniali come i Comunicatori, i Tricorder, i Sensori a largo
raggio, i Computer con sintesi vocale i sistemi automatici disseminati
in tutta la nave. Chi avrebbe mai immaginato che trent’anni
più tardi, in una forma differente, tutti noi saremmo andati
in giro con il nostro comunicatore personale (il cellulare)? E che
il Teletrasporto (nato esclusivamente come escamotage per il problema
di contenere un budget di produzione ridotto all’osso) sarebbe
diventato, con la propulsione a curvatura, uno dei “sacro
graal” della fisica?
Ripercorriamo
allora la nascita del programma, la progettazione della nave più
amata della fantascienza moderna, la ricerca dei vari attori che per
un trentennio hanno tenuto vivo il mito di Star Trek, la costruzione
e la crescita di tutti i personaggi. Seguiamo le varie fasi della
realizzazione della serie, le sconfitte e le vittorie che hanno costellato
la sua produzione (il libro è stato scritto proprio mentre
la terza stagione veniva girata, a pochi mesi dalla decisione di chiudere
il programma). Non capita spesso di poter ascoltare, dalla voce di
chi ha potuto partecipare all’impresa, il perché di una
successo tutt’altro che scontato… Così, la prossima
volta che vi ritroverete a giustificare la vostra passione per Star
Trek, la serie con tutti quasi personaggi in pigiama, le astronavi
piene di luci colorate, gli alieni realizzati con il lattice e le
scenografie di cartapesta, poterete rispondere a tono: “Cosa
vedi quando guardi le stelle? Beh, io vedo qualcosa di più…”
Ci sentiamo presto per mettere ancora qualcosa nella nostra scatola.