LA CREAZIONE DI STAR TREK
(The Making of Star Trek - USA 1968)
Ed. Ultimo Avamposto - 2004
Stephen E. Whitfield (Stephen E. Poe)
con la collaborazione di Gene Roddenberry

di
Daniele "Nemo" Volpi



Vi debbo fare una confessione anche se temo che, oramai, lo abbiate capito da soli: non è da molto che frequento il mondo Trek, sono poco più che un onesto principiante che ha deciso di condividere con altri il piacere che dà la buona fantascienza. Come molti di voi, la TOS fa parte della mia giovinezza e soltanto negli ultimi anni ho scoperto quello che ogni giorno di più si sta rivelando come un vero e proprio “universo” narrativo tutto da scoprire. E pensare che qualcuno ha deciso che la saga di Star Trek è morta…! Per essere un cadavere, la creatura di Gene Roddenberry sembra anche troppo presente, magari in un momento di transizione, ma assolutamente vitale!

Forse è per questo che mi sono accorto subito di una cosa, che certamente avrà sorpreso anche voi.
Sembra che nel nostro paese non siano poi molte le risorse dedicate alla nostra trasmissione preferita, e specialmente quelle in italiano. Un fatto decisamente seccante.
Si certo, esiste una "rivistina ufficiale", una casa editrice che si occupa di pubblicare i romanzi dedicati alla saga, una costellazione di siti all'interno della grande Rete realizzati nell'idioma "risciacquato in Arno"...
Diciamo la verità, la rivista bimestrale è dignitosa ma nulla di più (e comunque sia, ho il massimo rispetto per il lavoro della redazione), la casa editrice (Ultimo Avamposto) fa il possibile, dopo l'abbandono della Fanucci, che per anni ha pubblicato la maggior parte del materiale dedicato ai nostri beniamini (e vista la situazione economica e sociale in cui versa il nostro paese e lo spazio di manovra di materiale come quello destinato a Star Trek, non si può certo biasimarli...).
Le risorse in rete spesso non sono aggiornate, hanno problemi, qualche volta si rivelano solo scatole vuote, magari non funzionanti (nessuno ha mai pensato di unire le forze per costruire magari un numero minore di siti, ma caratterizzati da un impatto maggiore?).
Guardate, non voglio offendere nessuno, probabilmente tutti quelli che hanno realizzato qualcosa legato alla saga hanno anche dato il massimo delle loro possibilità per far conoscere e mantenere alta la tradizione legata a Star Trek; eppure, dopo 40 anni di onorato servizio della serie, mi sorprendo di non avere qualcosa di più a nostra disposizione, anche qui, nel nostro paese.
In fondo il fandom italiano non sembra avere nulla da invidiare da quello di altre nazioni, magari ben più rodate, anzi, sembra che sia caratterizzato da uno “stile” ed un “calore” che pochi dei personaggi che hanno realizzato il programma sono riusciti a trovare in altri paesi.
La serie ha veramente bisogno dei suoi sostenitori, specialmente adesso, dopo il passo falso di "Nemesis" e la chiusura di "Enterprise", che hanno messo il format a riposo per un tempo ancora da quantificare!

 1. Andiam, andiam, andiamo a lavorar...

È facile fare il trekker quando le cose vanno bene, quando si hanno una (o due) serie in onda e quando ogni 2/3 anni la produzione ti serve un kolossal pieno all'inverosimile di effetti speciali su di un piatto d'argento. Poi, dopo un periodo di vacche grasse, tutto sorrisi e pacche sulle spalle, arriva il momento delle vacche magre, per usare un eufemismo, e le cose si complicano. Diventa difficile parlare del programma che ti ha tanto emozionato, ti ha fatto sognare, senza passare per un invasato; diventa  complicato continuare a mantenere il messaggio originale che ha portato alla creazione del programma che noi tutti amiamo e cioè che “l'uomo è una creatura speciale dotato di grandissime capacità tutte da scoprire”, come dice lo stesso autore alla fine de "Lo zoo di Thalos" (la versione originale che trovate nel settimo DVD della 3 stagione TOS).
Mi perdonerete ma, da buon sostenitore del movimento Open Source, mi trovo pienamente daccordo con il buon Gene e rimango sempre dell'idea che se vuoi ottenere qualcosa, devi essere il primo a rimboccarti le maniche e darti parecchio da fare!
Per questo motivo ho penasato bene di aiutare chi ancora non conosce a fondo la nostra trasmissione preferita (ed allo stesso tempo spingere chi ancora può fare qualcosa, finito per caso a leggere le pagine dello STIM) a darsi la classica scrollata per cambiare lo stato delle cose.
Mi sono chiesto "perché non raccogliere un nutrito gruppo di 'strumenti' che aiuti il nuovo trekker (e magari anche alcuni di quelli che si considerano oramai navigati) a comprendere meglio i vari aspetti della saga che tanto amiamo?”. Ed utilizzare questi strumenti per appassionare altre persone, in particolare quelli che ancora pensano che Star Trek sia soltanto quel telefilm un poco datato dove tutti vanno in giro con il pigiama e c'è un tizio con le orecchie a punta che non sorride mai?
Considerato tutto, il materiale che troverete in questi articoli potrebbe finire benissimo in parecchie altre rubriche ed allo stesso tempo non portare direttamente il nome ‘Star Trek’; io preferisco pensare che il posto giusto dove conservare tutte queste cose sia un'ipotetica cassetta degli attrezzi (ToolsBox) che ogni Trekker che si rispetti deve preparare con cura e nascondere sotto il letto, oppure in fondo all'armadio, pronta per qualsiasi evenienza. In questo modo il perfetto appassionato non dovrà fare altro che recuperare alla bisogna questa scorta di risorse, non appena la situazione e la necessità lo richiedano.
Purtroppo non è semplice reperire gli strumenti più indicati per la nostra scatola, dal momento che molti degli oggetti che vorrei farvi conservare non sono di facile reperibilità (chi ha orecchie per intendere... Allora ci diamo una mossa?); comunque spero di riuscire a scovare gli "utensili" più indicati per questo scopo, farveli conoscere se ancora non li possedete e dimostrare a chi di dovere che esistono parecchi trekker con le loro toolsbox vuote che non aspettano altro che procurarseli. Mi auguro che non vi arrabbierete con questo povero ragazzo di campagna se la realizzazione della perfetta cassetta richiederà un poco di tempo in più! Vi prometto che farò il possibile per accellerare i tempi.
Comunque cominciamo subito!

2. Là, dove tutto è cominciato!

Bene: a rigore di logica si deve cominciare sempre dall’inizio. E, nel nostro caso l’inizio significa un agile volumetto in brossura, uscito parecchi anni fa negli Stati Uniti, che ci racconta la genesi della TOS, praticamente in presa diretta. E’ possibile fare la biografia di una serie televisiva? Leggendo La Creazione di Star Trek, pubblicato da Ultimo Avamposto nel 2004, si direbbe certamente di si. Nemmeno io, all'inizio sapevo molto della storia. Erano brandelli, singoli tasselli della storia, trovati un po' qua ed un po' la. Probabilmente tutte queste notizie esistono ancora disseminate nel cyberspazio, e qualche ora passata a navigare assistiti da Google potrebbe regalarci ulteriori approfondimenti. Ma non tutti hanno la possibilità di farlo e conoscono sufficientemente bene l’inglese per gettarsi in una ricerca di questo tipo. Io mi sono ritrovato fra le mani questo brossurato diversi mesi fa, in edicola, e con un colpo di testa, fatto così senza pensarci, me lo sono comprato. Ci credereste che le cose sono cominciate così? Qualche giorno dopo iniziavo a procurarmi le prime stagioni della serie, e la cosa che continua, lentamente, tuttora...

Domanda: ma quanti di voi sanno veramente come sono andate le cose? Insomma, quanti di voi sanno esattamente quale sia stata la nascita di Star Trek, come sia stato realizzato fin dall'inizio, chi ne è stato l'artefice? Chi conosce i nomi degli sceneggiatori (oltre a Gene Roddenberry) degli tecnici che hanno realizzato le scenografie, i costumi, gli effetti speciali, che hanno deliziato tanti di noi, mentre da ragazzini vedevamo la prima Enterprise solcare lo spazio?
I libro di Stephen E. Whitfield (pseudonimo di Stephen E. Poe) è nato parallelamente alla realizzazione delle prime due stagioni della serie classica e si basa sulle testimonianze acquisite sul campo dallo stesso autore che ha potuto frequentare direttamente i teatri di posa e lo staff tecnico incaricato alla fine degli anni 60 di realizzare lo spettacolo.
Quale migliore testimonianza della genesi di Star Trek se non quella che arriva direttamente dalla voce di chi lo ha immaginato, scritto e “costruito”? Testimonianza resa ancora più preziosa dal fatto che, a distanza di così tanti anni, molti dei personaggi descritti dall’autore nel volume non sono più fra di noi. Quindi “La creazione di Star Trek” acquista, certamente senza volerlo, il valore di prima registrazione storica della nascita del mito. Un must per ogni appassionato che si rispetti, tradotto per nostra fortuna in italiano.

3. “Non è Star Trek finché io non dico che è Star Trek”

Non a caso come titolo di questo paragrafo ho voluto utilizzare una delle frasi più note attribuite al creatore della serie. Effettivamente Star Trek è da sempre qualcosa di più che una semplice idea, nata della fantasia di Gene Roddenberry. “La creazione di Star Trek” ci trasporta, pagina dopo pagina, in un viaggio alla scoperta del background, delle motivazioni che hanno spinto lo sceneggiatore a realizzare il programa così come lo conosciamo. Scopriremo le immense difficoltà che Roddenberry ha dovuto superare per realizzare i primi episodi pilota della serie, come ha “trasformato” in realtà le sue idee, di come ha risolto brillantemente il problema del budget, mese dopo mese, per mantenere in vita la sua creatura. E conosceremo molti degli artigiani, sconosciuti e silenziosi che hanno reso disponibili le loro capacità e la loro fantasia per trasformare un semplice programma televisivo in un evento mediatico che da 40 anni attraversa la vita di milioni di persone i tutto il mondo.
La prima bozza di Star Trek, un embrione di quanto tutti noi conosciamo piuttosto bene, nasce a metà degli anni 60; attraverso la narrazione del libro scopriremo le decisive trasformazioni che hanno portato Roddenberry a creare una serie di fantascienza basata su concetti scientifici e tecnologici assolutamente immaginari e fantastici, ma allo stesso tempo realistici; uno dei punti di forza del programma sarebbe stata proprio la decisione di presentare “invenzioni” che, pur non essendo realizzabili tecnicamente in quel momento, fossero per lo meno ipotizzabili nel prossimo futuro. Nascono così intuizioni geniali come i Comunicatori, i Tricorder, i Sensori a largo raggio, i Computer con sintesi vocale i sistemi automatici disseminati in tutta la nave. Chi avrebbe mai immaginato che trent’anni più tardi, in una forma differente, tutti noi saremmo andati in giro con il nostro comunicatore personale (il cellulare)? E che il Teletrasporto (nato esclusivamente come escamotage per il problema di contenere un budget di produzione ridotto all’osso) sarebbe diventato, con la propulsione a curvatura, uno dei “sacro graal” della fisica?

Ripercorriamo allora la nascita del programma, la progettazione della nave più amata della fantascienza moderna, la ricerca dei vari attori che per un trentennio hanno tenuto vivo il mito di Star Trek, la costruzione e la crescita di tutti i personaggi. Seguiamo le varie fasi della realizzazione della serie, le sconfitte e le vittorie che hanno costellato la sua produzione (il libro è stato scritto proprio mentre la terza stagione veniva girata, a pochi mesi dalla decisione di chiudere il programma). Non capita spesso di poter ascoltare, dalla voce di chi ha potuto partecipare all’impresa, il perché di una successo tutt’altro che scontato… Così, la prossima volta che vi ritroverete a giustificare la vostra passione per Star Trek, la serie con tutti quasi personaggi in pigiama, le astronavi piene di luci colorate, gli alieni realizzati con il lattice e le scenografie di cartapesta, poterete rispondere a tono: “Cosa vedi quando guardi le stelle? Beh, io vedo qualcosa di più…”



Ci sentiamo presto per mettere ancora qualcosa nella nostra scatola.



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