IL PIANETA DEL GIUDIZIO
di Joe Haldeman
di
Riccardo "Summer" Palazzani


Le vacanze portano fortuna.
Quest’estate, durante un soggiorno sulla costa veneta, passeggiando la sera lungo il viale di una nota località turistica mi sono imbattuto nel classico mercatino dell’usato al cui interno si celava la altrettanto classica bancarella di libri usati. Avevo solo una vago ricordo dei romanzi Urania dedicati a Star Trek. Li avevo sicuramente visti scorrendo le pagine web del sito dello Stic. Niente più che un’associazione di colori e parole.
Ecco li quella sfilza di libretti dalla copertina bianca con un’immagine al centro cerchiata di rosso. Sento che li c’è Star Trek. Li scorro rapidamente e infatti una copertina mi conferma che ci ho visto giusto. L’Enterprise campeggia nello spazio profondo.
Si intitola Il Pianeta del Giudizio di tale Joe Haldeman. (DI TALE JOE HALDEMAN, Riccardo, ti spezzo le rotule, uno dei migliori autori di fantascienza e lui lo chiama "UN TALE"; a parte avere scritto anche "Mondo senza fine, sempre della saga trek, ha anche vinto diversi premi Hugo e Nebula. - Nota del Direttore)
Lo acchiappo e lo metto da parte, si sa mai che passi in zona un altro trekker.
Ma so per certo che di romanzi Urania c’è n’è più d’uno dedicato a Star Trek… ma quali? Le immagini di copertina non mi danno più alcun aiuto. Nemmeno i titoli. Eppure io so… è uno di quei momenti in cui ti rendi conto di come sarebbe utile poter entrare nella Rete da un dispositivo portatile. So dove reperire l’informazione ma non ho accesso al Grande Contenitore. Domani quella bancarella sarà lontana. Comprarli tutti? No non è fattibile, desisto anche su insistenza della moglie che pretende giustamente di dare un’occhiata anche al resto delle mercanzie. Me ne pentirò perché in effetti di titolo ve n’era ancora uno, La Sfera di Dyson, chissà se mai avrò l’occasione di leggerlo.

Ma guardiamo al bicchiere mezzo pieno. Ho fra le mani una rarità, un libretto del lontano 1978, antecedente l’uscita del primo film dedicato alla saga. Praticamente la Serie Classica senza alcuna contaminazione modernista, senza la fantascienza  politically corrected di The Next Generation.

La trama ricalca il classico schema che vede l’Enterprise caricare a bordo lo scienziato di grande fama di turno: in questo caso il dottor Atheling, astrofisica d’importanza galattica per una semplice missione di accompagnamento. La Flotta Astrale ha deciso di onorare l’arrivo su Accademia (pianeta di destinazione che credo fermamente sia l’Accademia della Flotta Stellare ma che l’interpretazione del testo originale sia sfuggita di mano al traduttore) dell’astrofisico con l’ammiraglia scontentando il suo capitano che ritiene che l’Enterprise dovrebbe servire cause più nobili. A bordo regna quindi una certa tensione fra gli ufficiali superiori per questo compito considerato di scarso impegno che sottrarrà tempo prezioso alle loro licenze.
Come sempre accade sulla rotta dell’Enterprise si frapporrà il classico ostacolo che attirerà l’attenzione dell’equipaggio inducendolo ad effettuare una correzione di rotta per dare un’occhiata. E come sempre tutto questo causerà un ritardo di cui qualche borioso commodoro si lamenterà con Kirk.

L’anomalia questa volta consiste in un pianeta delle dimensioni della Terra di classe M con atmosfera e oceani che naviga solo soletto nello spazio senza una sistema solare di riferimento e che tra la sua energia da un insolito processo fisico generato da un minuscolo buco nero che attira al suo interno gas quali idrogeno ed elio, i quali, precipitando al suo interno a velocità vicine a quelle della luce emettono una radiazione sufficiente a sostenere la vita sulla superficie. Una stranezza tale che gli fa guadagnare il nome di battesimo di Anomalia.
Una volta in orbita una squadra esplorativa comandata dallo stesso capitano Kirk atterra sul pianeta con una navetta in quanto il teletrasporto non pare funzionare a dovere. Una volta giunti sulla superficie tutti gli apparecchi ad energia cessano di funzionare senza alcun apparente motivo: pahser, tricorder, la radio e la navetta stessa è priva d’energia.
Impossibilitati dal comunicare con l’Enterprise inizia l’esplorazione della zona circostante che si rivelerà piena di sorprese che i sensori orbitali non erano stati in grado di rilevare. Forme di vita dall’aspetto impensabile ma molto aggressive attaccano la squadra fin dalle prime ore costringendoli a barricarsi nella navetta. Spock e McCoy, perso il contatto con Kirk decidono di partire a loro volta con una squadra di salvataggio finendo con il rimanere vittima del medesimo inconveniente, bloccati sulla superficie senza contatto alcuno con la nave madre e sprovvisti di armi ad energia.

Kirk allora fa costruire una palizzata ed un fossato attorno alle due navette e si barrica in attesa dei soccorsi. Durante l’esplorazione della foresta circostante s’imbattono in una forma umanoide apparentemente primitiva armata di sole lance, gli Arivne che li attacca. Uno di loro, Hixon, la classica maglia rossa viene catturato e scompare nella foresta. Ritrovato ferito gravemente durante la notte inizia a subire una inspiegabile mutazione genetica che in breve tempo lo trasforma in un Arivne sia nelle sembianze che a livello psichico. La coscienza di Hixon è ancora presente ma ora pare avere raggiunto più elevati livelli di consapevolezza oltre ad essere dotato di poteri mentali straordinari oltre a non desiderare minimamente di tornare come prima. Gli Arivne non sono come potrebbero apparire una razza primitiva ma al contrario si pongono, nella scala culturale ed evolutiva, molto al di sopra degli umani. Loro stessi hanno creato il buco nero che alimenta la fornace di gas che dona loro la necessaria energia. E sempre loro hanno indotto l’incontro con l’Enterprise al fine di avvisare gli umani dal pericolo che stanno correndo: una razza ostile, gli Irapina, simile a loro per gli incredibili poteri mentali, capace di manipolare la materia con il solo pensiero, sta valutando se mandare un’avanguardia nello spazio della Federazione. Se troveranno terreno fertile per la conquista si muoveranno in massa e nulla potrà arrestarli.
Hixon utilizzerà i suoi nuovi poteri per mettere in contatto Kirk con gli Irapina e permetterà che essi si sfidino a livello puramente mentale. Una lotta immaginaria costituita da pura immaginazione e forza di volontà in cui, ovviamente alla fine prevarrà il due Kirk-Spock e vedrà gli alieni sconfitti tornare a riferire al loro popolo che è meglio cercare qualcun altro a cui andare a rompere le scatole.

Il breve romanzo di Haldeman può apparire quasi strampalato tanto sono inverosimili le situazioni che propone, tanto priva di qualsiasi spiegazione logica e scientifica, proprio come ci ha sempre abituati la Serie Classica. È impossibile ma è. L’aforisma di Sir Arthur Eddington che apre il romanzo: “l’universo non è soltanto più strano di quanto immaginiamo. L’Universo è più strano di quanto possiamo immaginare” si adatta meravigliosamente. Gli Arivne e gli Irapina sono forme aliene nel vero senso della parole, dalla forma alla sostanza. Forme che non potremmo mai comprendere veramente in quanto diverse da noi in maniera radicale, con meccanismi fisici e psichici totalmente differenti dotati, come unico punto comune, d’intelligenza e di autocoscienza.

Al mese prossimo.


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