WARP MAIL
a cura di Rossella "DrBev" Marchiselli

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Ciao sono un appassionato di fantascienza ma soprattutto di ST e ti scrivo per la prima volta (in assoluto è la 1^ che scrivo a chiunque… tratti di ST), per esprimerti i miei complimenti per il numero che insieme ai tuoi "colleghi", hai preparato. Ho letto solo l'editoriale, ma già con quello mi son fatto un'idea e per questo ho subito voluto dirti come la penso.
Le parole che scrivi effettivamente devono far riflettere, noi viviamo nello "specchio" ma solo noi ce ne accorgiamo perché lo "conosciamo" ossia come trekker sappiamo, più o meno, cosa c'è dall'altra parte e quindi sappiamo capire che purtroppo chi ha scritto le vicissitudini dello specchio, pur nelle varie serie, probabilmente voleva far capire a ognuno di noi che quel che succede là, purtroppo succede qua!Lo specchio è una metafora della nostra realtà, ahimè!
Bravo Direttore … alla via così!
Ciao e buon lavoro per il futuro, dobbiamo lottare per quanto ci è concesso fare, per far si che la nostra realtà … cambi.
Purtroppo le armi che abbiamo sono poche, ma se è vero che la ragione arriva dove nessun fucile può sparare, bè allora forza …

\\// Live Long and Prosper \\//

Gianni Ferraresi

Caro Gianni, alle tue (e alle mie) considerazioni bisognerebbe replicare credo con un trattato di almeno 10 centimetri di altezza in pagine, che poi nessuno leggerebbe. Ci si ferma a pensare a determinate cose quando qualcuno, in qualche modo, riesce a sbattertele davanti al naso con una foto, con un articolo, con un fatto che scuote la routine giornaliera. E nei tranquilli giorni precedenti o susseguenti, ci si adagia troppo spesso al monotono far finta di nulla. Sarebbe bello poter pensare che, per un certo tempo della nostra vita, ognuno di noi ha fatto o riuscirà a fare qualcosa per avvicinare una realtà di pace e prosperità per tutti alla nostra attuale esistenza.

 

Ma è possibile che ancora c'è chi critica una serie e ne glorifica un'altra?
Uff...
E' capitato quando i nuovi fan di TNG prendevano in giro i "vecchi" della Classica.
Che tristezza.
A cosa ci siamo ridotti!
Al di là dei gusti personali, in ogni serie esistono episodi stupendi ed archi narrativi bellissimi ed entusiasmanti.
Come del resto esistono episodi di incommensurabile bruttezza!
Personalmente preferisco TUTTA l'ambientazione trek.
Non i personaggi principali o i cattivi affascinanti.
Quelli seppure poco interessanti sono serviti a Gene Roddenberry a farci capire la cosa più importante: vedere finalmente evoluto il genere umano.
E scusate se è poco.

Marcello Attanasio

Si, effettivamente c'è ancora qualcuno che lo fa.
E ci sarà sempre qualcuno che lo fa perché l'adagio recita "a ciascuno i suoi gusti", e serve anche a mantenere vive le discussioni su questo argomento, confrontando, estrapolando il meglio e il peggio di ciò che è stato scritto e (spero) di ciò che ancora verrà scritto su Star Trek.

 

Ciao a tutti, è la prima volta che scrivo qui, e, a dire la verità, non sono state molte le volte che ho scritto a qualche forum...Il fatto è che, questa volta, leggendo l'articolo di Rossella (Buon compleanno Star Trek), non ho potuto fare a meno di farlo. Complimenti al Direttore!... eh si, hai proprio colpito nel segno...(io ti do del tu eh,non prendertela, ma del Lei mi sembra un po' troppo formale...), hai scritto un paio di frasi veramente fondamentali, che magari, a prima vista potrebbero sembrare scontate o retoriche, ma in verità, io penso, sono il fondamento dei problemi dell'umanità... più che frasi sono concetti, prima tra tutti: "Economia", e te lo dice uno che si è pure laureato in economia!... Sono completamente d'accordo praticamente su tutto quello che hai scritto, io l'ho sempre pensato, e son contento di non essere stato l'unico! L'umanità, con la rivoluzione industriale, ha imboccato una via pericolosa se consideriamo la natura umana. L'uomo, per natura o per istinto ancestrale, tende all'accumulo di ricchezza materiale (e di potere, che tralascerei, per ora, onde evitare di scrivere altre 10 pagine...) che se ai tempi della pietra era il cibo e quindi la salvezza, ora sono i soldi... infernale invenzione. Lo sviluppo industriale ha messo in moto il volano dell'economia, dormiente fino ad ora... infatti "il denaro" e la natura umana sono presenti sulla terra da molto tempo, ma fino a che non si crea una giusta "pressione" che fa partire il meccanismo, l'Idrogeno e il Deuterio non brucia e la stella non nasce.
Ecco, la rivoluzione industriale ha creato questa pressione, e il meccanismo è partito. Se guardiamo rapidamente indietro nella storia dell'uomo, lo sviluppo socioculturale e tecnologico ha avuto alti e bassi - a volte molto alti e a volte molto bassi - ma a confronto di quello che è diventato l'uomo al giorno d'oggi non c'è storia che tenga. Graficamente è rappresentabile come una lunghissima linea continua e più o meno costante che finisce per impennarsi quasi in verticale. Un'altra vera e propria "croce" (senza offendere assolutamente nessuno) dell'umanità è, secondo me, la "religione" che, come per molte cose, sembra la via di fuga, la salvezza, ed invece è in realtà un mezzo che porta all'effetto contrario. La religione, almeno come la vedo io, e parlo del concetto di religione, in generale, non è altro che uno strumento creato dall'uomo per dare un senso alle cose che non capisce, o meglio, che non riesce ancora a capire; è una "cosa fatta dall'uomo per l'uomo", che lo aiuta a trovare la forza di vivere in un mondo nel quale non è mai stato facile farlo. Non fraintendete comunque... giusto che ognuno segua la propria "vocazione" e faccia quello che reputi giusto fare o credere. Dico solo che così facendo, secondo me, l'uomo non crescerà mai, non si prenderà mai le proprie responsabilità per le sue azioni e si riparerà sempre dietro l'idea di un Dio del quale tanto non si potranno mai sapere i progetti... quindi tanto vale neanche pensarci... Io non dico che un Dio o anche più di uno, non esita/esistano, ma certo non penso assomigli a quello/quelli che l'intera razza umana ha plasmato nel corso dei secoli e in base all'occorrenza...
Ora non vorrei aver dato un'idea catastrofica di quella che è la mia visione delle cose, io lo chiamo realismo. È giusto avere ben presente la situazione globale se si vuol risolverla, è inutile nascondersi dietro il buonismo o l'ottimismo senza senso di chi non si rende conto dove stiamo andando. Vabbè, comunque, per concludere, molto sinteticamente... io la vedo molto semplicemente così: o tra breve ci autodistruggiamo, o tiriamo avanti finché non esauriamo il pianeta, o succede qualcosa e acquistiamo autoconsapevolezza e magari il futuro potrà essere simile a quello prospettato da Gene Roddenberry per Star Trek. Non voglio dire quella che è la mia previsione ma, anche se tanto non penso potrò verificarlo, spero che se ipoteticamente potessi vedere il futuro, la mia esclamazione non sarebbe altro che: "c..... cosa mi sono perso... se solo fossi nato più tardi!).... cmq è una speranza, nient'altro... per ora, ma spero che non rimanga tale... ed anche questa... è solo una speranza....  

Giampi

Caro Giampi,
quante belle cose potrebbero succedere solo con piccoli passi; alcuni strafalcioni di pensiero: sarebbe così grave che non si mangiasse più carne di balena? A parte gli Inuit, non credo che ci siano altre popolazioni al mondo la cui sopravvivenza potrebbe dipendere da questo tipo di alimentazione; sarebbe così difficile non rottamare dei macchinari perché ormai non più rispondenti alle norme continuamente in evoluzione sulla sicurezza in paesi tecnologicamente avanzati, inviandoli invece alle popolazioni in via di sviluppo? Lo sapevate che in Italia si producono grossi quantitativi di Biocarburanti ma che non vengono usati nel nostro paese, ma esportati? Insomma, potrei stare qui a elencare millemila progetti e piccoli passi, e a dire delle banalità del tipo "per migliorare il mondo bisogna prima migliorare se stessi", poi apro il giornale e mi cadono le braccia, e mi chiedo, ma se lo posso fare io, perché gli altri non lo fanno? Mi resteranno solo le frasi da film come "...perché se io posso cambiare... e se voi potete cambiare... tutto il mondo può cambiareeee... Adriana ce l'ho fattaaaaaaa..." ?

 

Cari amici dello STIM, torno a scrivervi per esprimere le mie considerazioni sulla “vituperata” serie Star Trek Enterprise.
Premetto che ho 31 anni e che ho iniziato a guardare la Serie Classica quando ne avevo 6 (molti non mi credono quando lo racconto, ma la serie originale, meno complicata dei vari sequel, era perfettamente comprensibile da un bambino), dunque non sono un fan dell’ultima ora: ho visto, nell’ordine, la Classica, la Next Generation, le prime tre stagioni di DS9 (attendo che La7 rimedi alle manchevolezze della RAI), le prime quattro di Voyager (sempre per colpa del disimpegno RAI), Enterprise ed infine le ultime tre stagioni di Voyager su La7. Come fedele appassionato condivido alcune delle vostre critiche sulle incongruenze dell’ultima serie, ma trovo francamente esagerato definirla, come invece ho letto sul sito, un “insulto alla fantascienza” o, peggio ancora, “una schifezza” (spero che si trattasse di un’ironica vis polemica): indubbiamente ci sono dei difetti e delle illogicità, ma personalmente ne ho sempre trovati in tutte le serie Trek. È stato contestato, ad esempio, che prima d’ora non si era mai sentito parlare di Archer e soci e che tra i modellini delle Enterprise di Picard non compare la NX 01: ma questo è dovuto al fatto che le altre serie sono state scritte e concepite prima di questo prequel (per fare un paragone famoso: nella puntata di TNG “Il naufrago del tempo” Scotty dichiara “senz’altro è stato Kirk a cercarmi”, mentre lui lo aveva visto sparire nel Nexus 80 anni prima, ma l’errore si spiega considerando che “Generazioni” è stato filmato dopo il telefilm).
Se andiamo ad analizzare i vari episodi contestati, ci si accorge che le stesse critiche potevano essere mosse (ma non lo sono state!) anche alle serie precedenti: per esempio, non trovate che “Rigenerazione” ricalchi lo stesso schema di “L’Enterprise dal passato”? In entrambi i casi vediamo un paradosso temporale che esplica i suoi effetti a ritroso, cambiando il passato mostrato nelle storie precedenti; inoltre va sottolineato che i Borg non dichiarano mai il loro nome, come del resto neppure i Ferengi dell’episodio “Acquisizione” (nell’unica occasione in cui uno di loro nomina il proprio popolo, Archer sta parlando di nascosto con Trip e quindi non lo sente), dunque questo spiega perché non sono rimasti catalogati nel database della Federazione.
Ma la mia critica raggiunge l’apice quando leggo contestazioni allo straordinario (sì, avete proprio letto bene) episodio “La sindrome”: si contesta che la fusione mentale non è mai stata considerata un crimine su Vulcano, ma Enterprise è ambientata nel 22° secolo! Pensate a come cambiano rapidamente i giudizi morali nel mondo reale: fino ad una decina di anni fa chi faceva il Servizio Civile veniva considerato alla stregua di un pazzo, negli ultimi anni la cosa è diventata assolutamente normale ed anzi ai più sembra strano che un ragazzo decida di fare il militare; se noi poveri umani illogici e irrazionali abbiamo imparato così in fretta, pensate a quanto può cambiare la mentalità vulcaniana dall’epoca di Archer a quella di Kirk! Quando ho visto l’episodio ho pensato: sicuramente ci sarà una storia in cui ci spiegheranno in che modo la fusione mentale è divenuta una pratica comune, ed infatti la trilogia di T’Pau mi ha dato ragione.
Per quanto riguarda il comportamento “poco Starfleet” di Archer, rispondo che la serie è ambientata in un’epoca in cui l’umanità è più simile a noi che a Picard, ed inoltre drammaticità della situazione, che crea un pathos e una tensione che personalmente avevo sempre sognato e desiderato in Star Trek, non consentiva alternativa; e, comunque, avete visto che cosa ha combinato Janeway in “Equinox”? Non avete nulla da obbiettare? E non mi dite che in DS9 rispettavano tutti il regolamento! Che dire di Dax che saluta tutti per partecipare a un’ordalia Klingon?
Relativamente alla guerra temporale, faccio presente che una situazione classica di Star Trek è quella in cui vi è un’anomalia di qualche tipo che sconvolge la Storia, poi il problema viene risolto e tutto torna come prima senza che nessuno ricordi più nulla: qui perlomeno tutti si ricordano del conflitto! La terza stagione con gli Xindi (i primi alieni in grado di non far rimpiangere i Borg) è stata, a mio giudizio una delle migliori di tutta la storia di Star Trek (mi riservo di tornare sull’argomento in una prossima e-mail) e se non si sono più sentiti nominare nei secoli successivi è perché hanno smesso di essere una minaccia: anche la Prussia nell’Ottocento era una potenza mondiale ed oggi nessuno la ricorda più. Sulla quarta stagione, per fortuna, siamo tutti d’accordo (fantastica la trilogia di Spiner ed incredibile “In a mirror, darkly”: la presenza della Defiant è stata un’idea assolutamente geniale! Personalmente, però, il Gorn posticcio di Kirk mi risulterà sempre più “mitico” della versione computerizzata). L’episodio finale è effettivamente inferiore alle attese, ma l’idea di concludere la saga riallacciandosi a TNG (essendo impossibile, per problemi anagrafici, farlo con la Classica) era senz’altro apprezzabile e giustificabile, e poi, anche qui, il termine “schifezza” è assolutamente fuori luogo. La varie questioni sospese (Guerre Romulane, ecc.) sono rimaste tali per la prematura conclusione della serie (mentre invece vorrei sapere perché la stessa cosa è accaduta in Voyager….), ed in ogni caso sarò sempre grato ad Enterprise per avermi mostrato nuovamente un Tholiano e risolto il mistero delle creste Klingon (a proposito, ma sono l’unico ad aver notato che nella serie originale i Romulani non avevano quelle strane tre vene sulla fronte?). Insomma, molti episodi di Enterprise erano vere e proprie chicche per gli appassionati e, sfidando i vostri insulti, dichiaro a gran voce che, sotto molti aspetti, Enterprise è stata probabilmente la miglior serie Trek.
Alla prossima,
Stefano Bellotti.

Caro Stefano,
per quanto mi riguarda ho visto tutta Enterprise e mi è piaciuta a sprazzi, escludiamo la quarta stagione che ritengo splendida.
Per quanto riguarda i fatti a cui tu accenni, ti rimando alle pagine http://stim2.altervista.org/Stim_66/66/html/crazytrek.htm e http://stim2.altervista.org/Stim_67/67/html/crazytrek.htm per una divertente (spero) serie di situazioni che forse ti sono sfuggite, e che fanno ridere dove invece non si dovrebbe...

 

Mi è capitato, girando tra i siti di Star Trek e in televisione, di leggere e vedere un intervista a Patrick Stewart dove, alla domanda del giornalista :" La rivedremo nei panni del capitano Picard ?", lo stizzito attore ha risposto che non crede affatto, quasi  come se volesse dire : " Basta, non ne posso più di quella roba!"
Ora, pensavo che si trattasse solo di un momento, magari perché l'intervista verteva su X-man e gli era sembrata fuori luogo,invece, poi, di recente ho letto che il signorino ha detto ai giornalisti che sarebbe tornato sulla plancia dell'Enterprise solo se gli avessero dato un compenso pari o superiore a quello per X-Man.
Ora mi domando: perché mai un attore che nessuno conosceva, che deve la sua fama a Star Trek, ora deve ripudiare la serie in tale modo? Mentre per gratitudine, anche verso il defunto Gene Roddenberry, si dovrebbe accontentare anche di cifre non astronomiche!
È l'unico, diamine! Tutti gli altri riconosco i meriti della saga e se ne dicono debitori e invece lui, da bravo altezzoso inglese, la snobba.
Devo dire che dopo l'ennesima sua dichiarazione mi è calato molto e, anche se capisco che per un attore può essere frustrante essere ricordato solo per una serie tv, non giustifico il suo comportamento anche perché qui non si parla di un telefilm come  The O.C. ma di una saga che dura da 40anni e ha cambiato letteralmente il mondo e la scienza.
Se Stewart pensa che la gente lo ricordi magari per "Il leone d'inverno" o "X-Man" si sbaglia di grosso perché pochi hanno presente il dott. Xavier, ma tutti, fan e non, conoscono Il capitano "Calvo" dell'Enterprise, che gli piaccia o no.
Per concludere non mi resta che sperare che questo suo: "delirio di onnipotenza" finisca presto e che torni ad essere l'attore che tutti noi appreziamo.

Ivan


Caro Ivan,
prendiamo per scontato il fatto che un attore reciti per soldi (è un lavoro, per lui) e che più soldi gli danno, migliore sia il giudizio che pronuncia (durante le varie interviste) del personaggio che ha interpretato. Prendiamo anche per scontato che ci sono attori che devono la loro fama ad un UNICO personaggio da loro interpretato e che la loro carriera sia poi decollata dopo quella interpretazione. Non so se tu abbia visto altri lavori di Stewart ma ti assicuro che Picard è molto, molto inferiore ad una qualsiasi delle sue interpretazioni shakespeariane teatrali; personalmente ritengo che sia grato a questa serie che gli ha dato la possibilità di essere PIU' conosciuto nel mondo dello spettacolo, ma che la senta fortemente come un peso limitativo se paragonato ad altri suoi lavori di maggiore impegno recitativo.
Per inciso, preferisco un Patrick Stewart che dice a se stesso ed agli altri "non fossilizzatevi, passate oltre" che uno Shatner che dopo 40 anni persiste nel dichiararsi il solo ed unoco Capitano Kirk e che insiste nel precisare che è uno dei pilastri della storia del costume mondiale.
Ti ricordo la sua filmografia su http://italian.imdb.com/name/nm0001772/ ; per quanto riguarda la sua interpretazione in "Il leone d'inverno" ti assicuro che non ha nulla da invidiare a quella di Peter O'Toole!

Salve, per Natale sarò a Los Angeles ed ho intenzione di visitare gli studios della Paramount.
Sapreste dirmi se ci sono visite guidate sui set di Star Trek e gli eventuali orari? Da quello che ho capito da alcuni siti americani non si possono visitare sempre...
Ernesto


Caro Ernesto, invidia, invidia su di te:)
Purtroppo temo che non sian possibili tour negli studi Paramount sui set di Star Trek, in quanto sono stati completamente smantellati (e venduti all'asta da Christie's), ma la visita di due ore agli studi Paramount vale comunque la pena. Ti rimando alla pagina http://www.paramount.com/paramount.php per la prenotazione, anche se penso che in un qualsiasi hotel o ufficio di informazioni turisiche in loco tu possa trovare maggiori dettagli. Indicativamente il prezzo per un tour guidato di quasi due ore (a piedi) va dai 30 ai 40 dollari, fai però attenzione perché all'interno non ci sono chioschi o ristoranti, e non sono ammessi minori di 12 anni.



Egregia dr. Bev e Redazione,
mi chiamo Monja Ciceri e sono una fan di Star Trek come molti altri in Italia.
Vi scrivo, oltre che per farvi i complimenti per la rivista che leggo sempre con piacere (molto interessante poi il numero sull'universo dello Specchio, un modo originale di augurare il buon compleanno a  Star Trek), anche per informarvi di una iniziativa che alcuni amici ed  io abbiamo deciso di approntare: abbiamo creato il primo portale  multi-gdn d'Italia, www.creatoridimondi.it .
Il gioco di narrazione (gdn) è una realtà consolidata nel panorama italiano, ma è spesso limitato al gioco via e-mail, noi invece abbiamo deciso di renderlo visibile e giocabile attraverso un forum.
In un gioco di narrazione, al contrario di un gioco di ruolo, non ci sono punteggi di cui tenere il conto, non ci sono dadi o sistemi simili per decidere il risultato di un'azione e il ruolo dei Master del gioco (chiamati moderatori) è molto meno invasivo.
L'aspetto più importante, quello sul quale viene messo l'accento, è appunto la narrazione.
E' il modo in cui i singoli eventi sono narrati dai giocatori a costituire il cardine intorno al quale ruota il tutto.
L'espressività, la creatività, la voglia di divertimento e la fantasia dei giocatori hanno qui maggior importanza che altrove.
Il ruolo dei moderatori in un gioco di narrazione è più sfumato rispetto a quello svolto da un master di gdr.
Ovviamente predispongono una trama generale ed un contesto nel quale far muovere i personaggi, ricevono ed approvano le schede personaggio (che non contengono, come si è detto, punteggi ma hanno semplicemente 
il fine di fornire informazioni a tutti i giocatori sui personaggi con i quali potranno interagire nel gioco), sono a disposizione per consigli ed aiuto là dove richiesto, dirimono eventuali dispute tra giocatori e verificano la verosimiglianza dei fatti narrati.
Se vogliamo intendere il GDN come un enorme libro scritto a più mani, la funzione del moderatore può paragonarsi a quella del redattore: un occhio benevolo che controlla un po' tutto lasciando sempre ai giocatori piena espressività e massima libertà di gioco.
Ma, più che le parole, è l'esperienza pratica che meglio potrà spiegare i fatti.
Non siamo nuovi a questo tipo di avventura, ma solo ora abbiamo deciso di fare il salto e aprirci a diversi giochi contemporaneamente, ed infatti siamo partiti con un gioco su Harry Potter e uno su Star Trek, ma a breve aggiungeremo alla lista anche il Signore degli Anelli e Invasione, tratto dal ciclo di Harry Turtledove (Invasione per l'appunto).
Il gioco di Star Trek, che poi è quello che ci interessa più da vicino, è ambientato nel quadrante alfa nell'anno 2380 e si parte con quattro strutture: una nave (il Dauntless), una base stellare (la SB24), un falco da guerra romulano (Sulak) e una nave da guerra Klingon (Kahless). Ovviamente, come nel nostro telefilm preferito, gli equipaggi si incroceranno e si scontreranno, ma ci sarà comunque sempre la ricerca e il piacere del gioco.
Spero vivamente che ci farete un po' di pubblicità, magari pubblicando la nostra e-mail.
Un sentito grazie,
Monja Ciceri (conosciuta come Data sul nostro sito) e dallo staff di www.creatoridimondi.it

Ps. Anche noi appoggiamo la campagna Scendetelo Here :-)

E un grazie a tutti voi per l'impegno nel mettere on line un gioco dedicato a tutti gli appassionati di Star Trek, spero di avere il tempo di venire a giocare anche io:)

Live long and prosper, se potete...

Rossella"DrBev" Marchiselli

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