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PRIGIONIERI
DELLA PAURA
di Daniele "Nemo"
Volpi
Il
Clown:"Ho paura…"
Capitano Janeway [con un sussurro]: "Lo
so".
Il volto del terrore (The Thaw) – Voyager, 3za stagione
Permettetemi
di aprire questa nostra chiacchierata con una presa di posizione del tutto
“personale” (e già sento gli occhioni della
direttora puntarsi, completamente sbarrati, sul sottoscritto,
pensando a chissà quale affermazione in arrivo…). Il fatto
è che non riesco proprio a capire le “guerre di religione”
che si scatenano fra i sostenitori delle diverse serie.
Più di una volta ho notato quanta fatica viene fatta da questo
o da quel trekker, nel tentativo di convincere altri appassionati della
bontà o meno del proprio programma preferito.
Mi sembra molto più logico osservare le cose secondo una diversa
angolazione, tentando di apprezzare il lavoro fatto in tutte
le cinque serie dedicate a Star Trek, di apprezzare le storie migliori,
più originali ed interessanti, a prescindere dal programma in cui
sono state inserite. E questo mi ha sempre permesso di scoprire delle
vere e proprie “chicche” che spesso non vengono nemmeno
citate e rischiano di finire definitivamente nel dimenticatoio. Come,
ad esempio “Il Volto del Terrore”, uno degli
ultimi episodi della terza stagione di Voyager…
Ed i sostenitori della nave persa nel quadrante delta spero apprezzeranno
il parallelo che vorrò mostrarvi!
1.
“Una risata vi seppellirà”.
Thaw
[sostantivo]
1. gelo, disgelo (anche figurativo)
2. scongelamento
3. sbrinamento
(Dizionario Hazon Garzanti Inglese-Italiano, 1997)
Data Stellare 49610.3.
La Voyager si avvicina ad un pianeta che appare disabitato, e
così facendo attiva un messaggio automatico lasciato dai membri
di un insediamento Khol che, per sopravvivere ad una
catastrofe ambientale avvenuta 99 anni prima, hanno deciso di sottoporsi
ad un processo di animazione sospesa.
Il pianeta è ora di nuovo in grado di ospitare forme di vita, quindi
il capitano Janeway ordina di trasportare sulla nave le capsule per la
stasi indotta, con l’intenzione di risvegliarne gli occupanti.
Una volta a bordo, l’equipaggio della Voyager scopre all’interno
dei contenitori degli umanoidi immersi in un “sonno” profondo,
ma con la mente attiva ed all’interno del sistema, una complessa
rete di sensori controllata da un computer. Sembra che i coloni abbiano
realizzato una struttura completamente automatica capace di consentire
alle menti degli esseri addormentati di interagire fra di loro, evitando
così il rischio di impazzire per il lunghissimo isolamento.
Sebbene
la connessione fra gli esseri sia ancora operativa, due degli occupanti
delle capsule sono morti da tempo, per quello che a prima vista gli strumenti
hanno registrato come un collasso cardio circolatorio. Il medico olografico
d’emergenza nota però una cosa decisamente particolare: il
collasso sembrerebbe provocato da un fortissimo stress psicologico. In
poche parole sembra che i due coloni siano morti di paura,
un fatto stranissimo, dal momento che il pianeta, a parte gli umanoidi
addormentati, è completamente deserto.
Purtroppo il progetto di risvegliare le creature sopravvissute si scontra
con l’impossibilità di operare dall’esterno; il sistema
consentirà il termine dell’animazione sospesa soltanto dietro
un ordine diretto proveniente dagli stessi coloni addormentati e spegnere
semplicemente il computer provocherebbe la morte degli organismi rimasti
nelle capsule. Secondo quanto dichiarato nelle registrazioni rinvenute
a bordo del sistema di stasi, gli alieni avrebbero dovuto svegliarsi ben
4 anni prima. Nel tentativo di spiegare questa ennesima
stranezza B’Elanna Torres ed un impacciatissimo Harry Kim entrano
nelle due capsule libere, per mettersi in contatto con i coloni rimasti
e scoprire come risvegliarli.
Con
loro grande sorpresa si ritrovano in un ambiente creato “virtualmente”
dalle menti degli alieni rimasti, e popolato da strane ed inquietanti
creature, che appaiono come i personaggi di un circo da brivido. Il loro
tentativo di comunicare con un Clown, che sembra
essere il capo della folla di colorati saltimbanchi, si risolve in un
tentativo di linciaggio da parte di questi ultimi ai danni del povero
Kim, che finisce con il collo infilato in una… ghigliottina
rosa! A nulla servono i tentativi di resistere alla folla di scalmanati
e soltanto l’arrivo dei tre alieni riesce ad evitare il peggio.
A questo punto appare chiaro che qualcosa, nel sistema di supporto vitale
del computer che controlla le camere di stasi, non ha funzionato. Il sistema
ha creato l’ambiente virtuale utilizzando le informazioni provenienti
dalle menti dei coloni in animazione sospesa, ma i progettisti del programma
non potevano certo immaginare che il computer avrebbe generato una creatura
come il Clown, che rappresenta la manifestazione delle paure degli
alieni, coagulate assieme ed amplificate…
Fortunatamente il Clown ha capito che uccidendo uno dei nuovi ospiti avrebbe
provocato l’immediato spegnimento del sistema da parte dell’equipaggio
della Voyager e la conseguente cancellazione (definitiva) del mondo virtuale
a cui quella realtà è collegata.
Dal
momento che gli organismi inseriti nel sistema sono connessi profondamente
anche al computer, il terrore derivante dalla paura di essere decapitati
dalla corte dei miracoli alle dipendenze del Clown, porta irreparabilmente
ad un collasso ed alla morte reale dell’organismo; come se non bastasse,
il collegamento neurale permette ai vari personaggi della simulazione,
ed al Clown in particolare, di conoscere i pensieri dei vari organismi
interconnessi (anche se con un piccolo ritardo dovuto alla necessità
di elaborazione del sistema).
A questo punto, B’Elanna viene costretta a tornare nel mondo reale
con un messaggio per il capitano Janeway; infatti gli organismi virtuali
non vogliono essere cancellati ed il Clown è certo che il comandante
della Voyager non rischierà di uccidere il suo guardiamarina, comportandosi
nella maniera sbagliata… Magari cercando di “chiudere”
il programma per salvare i coloni!
Entra
in scena il MOE (forse, con la stessa Janeway ed il Clown, le tre figure
più riuscite della puntata) che tenta di fare il mediatore, si
offre di sostituire Kim come ostaggio e propone di trasferire i personaggi
virtuali in un “cervello simulato” dove potrebbero sopravvivere
al risveglio delle creature addormentate. Ma il Clown rifiuta, affermando
che i tre alieni ed il guardiamarina sono quello di cui hanno bisogno
per sopravvivere e che un cervello simulato non sarebbe la stessa cosa.
Comunque
uno degli alieni, che aveva realizzato il sistema di controllo, riesce
a comunicare un’informazione, attraverso cui B’Elanna potrebbe
tentare di neutralizzare il programma. Una volta organizzato il salvataggio,
il dottore olografico rientra nella simulazione per attirare su di se
l’attenzione del Clown, che sembra essere il fulcro di tutto questo
mondo digitale;
l’arrivo del MOE è quanto mai tempestivo, tanto che riesce
a salvare il povero Kim vessato dai lazzi del mostruoso personaggio e
dalla sua corte.
Purtroppo il piano fallisce e prima che si riesca a chiudere il programma
questi si avvede del pericolo e “giustizia” l’alieno
responsabile di avere parlato.
A questo punto il comandante Janeway interrompe l’operazione di
soccorso, prima che un altro colono sia sacrificato, scatenando l’entusiasmo
del Clown e della sua truppa. E questo permette alla diabolica Kathryn
di preparare una trappola molto ingegnosa.
Il
MOE viene rispedito nel mondo virtuale con la proposta di scambiare la
vita di tutti gli ostaggi con quella della sola Janeway. La proposta stuzzica
il Clown, che si prepara a ricevere una “vittima” di tanta
intelligenza. Purtroppo per lui, si accorge troppo tardi che il comandante
che gli appare accanto non è altro che una proiezione olografica
e che la vera Janeway è si entrata nel mondo virtuale, ma da “sveglia”!
A causa del ritardo nell’elaborazione dei dati il Clown si non rende
conto immediatamente di essere stato ingannato e che nel mondo reale sono
pronti a chiudere il programma e spegnere il suo sistema. Per sempre.
Mentre il capitano gli spiega che la paura esiste nel mondo per essere
sconfitta, il mondo allucinato del Clown si oscura lentamente. Le ultime
parole della creatura virtuale sono “Ho paura”. E Janeway,
con un sussurro ed un sorriso sornione, prima della dissolvenza finale,
gli ribatte “Lo so”.
Buio.
2.) Il sonno della ragione genera mostri...
L'Es (o Id) è, secondo la
teoria freudiana, il substrato mentale più profondo
e per questa ragione è definito anche inconscio
(a differenza dell’Io che è cosciente).
È bene precisare che l'Es non è inferiore all'Io e possiede
una memoria estremamente sviluppata, anzi, per maggiore precisione, esso
è in grado di immagazzinare un enorme quantità di ricordi
rimossi (soprattutto infantili). Proprio per questo motivo la sua attività
può essere causa di nevrosi ovvero di disturbi che scaturiscono
dal conflitto tra elementi coscienti (Io) e ricordi che il Super Io non
vorrebbe rievocare.
Dalla voce (parziale) dedicata all’Id sulla Wikipedia
Sono il primo ad affermare che Voyager è una serie piuttosto particolare
e che diverse puntate del programma preferirei dimenticarmele (una per
tutti, la terribile “Indimenticabile” [Unforgettable]
della quarta stagione…). Ma una storia come “Il Volto
del Terrore” mi rimette in pace con il programma. La trama
è splendida, il MOE (Robert Picardo) fa il gigione quanto basta
con un avversario capace come il Clown virtuale che, da bravo prepotente,
spadroneggia ed opprime senza pietà i poveri componenti della Voyager
in animazione sospesa. Ed il capitano più affascinante di tutta
la flotta ha un non so che di luciferino, alla
fine della vicenda.
Fin dalla prima visione della puntata ho sentito qualcosa di stranamente
familiare e sono rimasto a riflettere per diverso tempo, con questa idea
che mi girava in testa. Poi ho capito!
Altair IV, La nave dei pianeti uniti C-57D, il Bellerofonte, Robby il
robot, i mostri dell’ID scatenati dalla scienza dei Krell, Leslie
Nielsen prima delle varie “Pallottole spuntate” e Anne Francis
in abiti da urlo…!
No, non mi è dato di volta il cervello.
Se questi nomi non vi ricordano nulla allora avete perso uno dei più
bei film di SF della storia: Il Pianeta Proibito
[The Forbidden Planet, 1956]
Per coloro che non conoscono questa splendida pellicola ecco la storia
in due o tre parole:
All’inizio del 2200, la nave C-57D della
Federazione dei Pianeti Uniti (mi sembra di avere già sentito
questa frase) viene inviata, per una spedizione di soccorso, sul
pianeta Altair IV nel sistema stellare dell’Aquila, a 16 anni luce
dal nostro mondo.
La
C-57D è alla ricerca di un secondo vascello, il Bellerofonte, che
trasportava una spedizione scientifica, di cui si sono perse le tracce
da più di venti anni. Altair IV è un pianeta misterioso,
costellato dalle rovine di una razza altrettanto misteriosa. Ma non c’è
tempo per l’archeologia, infatti non appena sbarcato l’equipaggio
della C-57D viene avvertito dall’unico scampato della spedizione
scientifica, il dottor Edward Morbius, che un terribile e misterioso pericolo
li minaccia. Accompagnati da Robby il robot alla dimora dello scienziato,
comandante e vicecomandante della spedizione di soccorso apprenderanno
con sgomento della fine di tutti i componenti della missione scientifica.
Alcuni
sono stati letteralmente fatti a pezzi da un mostro invisibile e terribile
ed i pochi rimasti sono periti mentre tentavano di ritornare sul nostro
mondo con il Bellerofonte. Al terribile schianto sopravvissero solo la
moglie e la figlia dello scienziato: la prima morì poi di morte
naturale mentre la seconda, appare improvvisamente a turbare, con le sue
grazie, le menti dei nuovi arrivati.
Morbius si considera perfettamente protetto dai dispositivi di sicurezza
della sua casa, costruita utilizzando anche le conoscenze scientifiche
della razza originaria di Altair IV, i Krell,
ma teme che la forza mostruosa che ha sterminato i suoi compagni del Bellerofonte
possa tornare per attaccare l’equipaggio della C-57D. La testardaggine
del comandante Adams e del suo secondo, decisi a scoprire cosa sia realmente
accaduto agli sfortunati ricercatori della nave distrutta, scatenano
ancora una volta l’attacco della forza primordiale, invisibile e
mostruosa che aveva già visitato il pianeta.
A nulla valgono le armi della nave e le precauzioni dell’equipaggio.
La potenza di fuoco di un vascello che potrebbe facilmente disintegrare
un mondo sembra inutile davanti a qualcosa che sa di ultraterreno e che
massacra senza pietà diversi componenti dell’equipaggio.
Soltanto
dopo molte peripezie, il comandante Adams (un Kirk ante litteram) riuscirà
a scoprire la verità: Morbius, un geniale filologo, è riuscito
a tradurre l’immesa quantità di documenti lasciati sul pianeta
dai Krell ed a ricostruire in parte la storia della razza. Dopo aver lavorato
per venti anni e sfruttando le capacità dell’educatore,
un sistema automatico capace di trasferire la conoscenza Krell nella mente
umana, ha scoperto che la razza dominante del pianeta, capace di imbrigliare
le energie delle stelle e di costruire macchinari che affondano per chilometri
nelle viscere del pianeta, è scomparsa in una sola notte, più
di 200000 anni fa…
Ma non è arrivato a scoprire cosa ha
ucciso gli alieni, anche se sospetta sia stata la stessa forza che ha
distrutto il Bellerofonte e che minaccia ora la nave del comandante Adams.
Sarà il sacrificio del medico di bordo (come mai i medici della
flotta sono sempre così disponibili al sacrificio?) a gettare una
luce sul mistero: i Krell avevano creato una “macchina” capace
di materializzare tutto ciò che desideravano. Dimenticando però
i mostri che si nascondevano nelle loro menti, i mostri dell’Id,
la parte più interna della loro psiche!
Anche
se si trattava di un popolo altamente civilizzato, la loro eredità
primordiale, le creature brutali, primitive, da cui la stessa civiltà
Krell si era evoluta, le loro paure più recondite
si erano improvvisamente materializzate mentre questi utilizzavano la
loro macchina ed in una notte di sangue e di distruzione avevano cancellato
ogni forma di vita dalla faccia del pianeta. E le stesse forze primigene
sono ora al lavoro, scatenate dall’id del professor Morbius, dal
suo subconscio, mentre questi utilizzava l’educatore per i suoi
studi. Forze che sfruttavano l’odio e la paura dello scienziato
che si sono scatenate prima verso i colleghi del Bellerofonte ed ora conto
l’equipaggio della C-57D. Ferito da un ultimo assalto dei mostri
provenienti dalla sua mente, sarà lo stesso Morbius a provocare
il collasso dei sistemi lasciati dai Krell all’interno del pianeta
e la sua conseguente distruzione, dopo aver permesso ai superstiti della
nave ed a sua figlia di abbandonare Altair IV, per fare ritorno sulla
Terra.
3.) Non svegliare... l’ID che dorme!
[…]
I giochi di magia son terminati. Come t’avevo detto, quegli attori
erano solo spiriti dell’aria, ed in aria si son tutti dissolti,
in un’aria sottile ed impalpabile. E come questa rappresentazione
- un edificio senza fondamenta - così l’immenso globo della
terra, con le sue torri ammantate di nubi, le sue ricche magioni, i sacri
templi e tutto quello che vi si contiene è destinato al suo dissolvimento;
e al pari di quell’incorporea scena che abbiam visto dissolversi
poc’anzi, non lascerà di sé nessuna traccia. Siamo
fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio
e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra
breve vita.
La Tempesta, W. Shakespeare - Atto Quarto, Scena Prima.
Il
Pianeta Proibito ha rappresentato una fonte inesauribile d’ispirazione
per numerosi telefilm e film di fantascienza. Star Trek viene citato spesso,
riferendosi alla, TOS sia per la struttura generale, sia per la trama
di alcuni episodi [consideriamo come esempio “Requiem per Matusalemme”
che presenta una trama molto simile e che, comunque condivide con il film
la stessa origine, e cioè “la Tempesta” di Shakespeare].
Lo stesso Gene Roddenberry aveva sottolineato nella sua biografia Star
Trek Creator che proprio “Il Pianeta Proibito” rappresentò
una delle fonti d’ispirazione nella creazione della serie originale
(vedi "Star Trek" Creator: Authorised Biography of Gene
Roddenberry di David Alexander). Ma, al di là di qualsiasi
altra considerazione, è l’argomento che accomuna la pellicola
e l’episodio di Voyager a colpire profondamente la nostra immaginazione.
In entrambi i casi, il punto focale da cui prendono il via le due vicende
è rappresentato dalla forza delle nostre paure e dalla capacità
che queste possiedono nel dominare la nostra vita.
Da una parte l’equipaggio disperso nel quadrante delta
si ritrova a fare i conti con le paure di un piccolo gruppo di esseri,
che improvvisamente acquistano coscienza di se, ed attraverso il personaggio
del Clown (che ricorda molto da vicino il personaggio allucinato del Joker,
la controparte per eccellenza del Cavaliere Oscuro, Batman) rivendicano
il diritto di esistere anche a discapito delle vite dei propri creatori
(e per fortuna la comandante Janeway ha pensato bene di non considerare
questa forma di vita digitale una creatura adatta all’applicazione
della prima direttiva!), dall’altra una razza tanto potente quanto
ingenua da permettere alle proprie paure di concretizzarsi attraverso
le proprie conoscenze scientifiche. Una razza tanto orgogliosa da aspirare
alle prerogative destinate alle divinità, alla capacità
di creare dal nulla. Il progetto finale dei Krell era divenire pura energia,
svincolarsi dalle catene dell’esistenza, trascendere in una forma
completamente spirituale. Anche qui, come nel caso dei progettisti Khol,
l’incapacità di vedere al di là delle piccole cose,
dell’immediato, del concreto, ha generato mostri difficilmente controllabili.
In fondo da entrambi i racconti possiamo trarre un insegnamento: il sonno
della ragione, la mancanza di una guida, di una regola, il rifiuto di
porre attenzione a quello che facciamo, spesso permette ad una parte di
noi, che non desideriamo mostrare, di venire alla luce del sole…
Scheda
dell’episodio “The Thaw - Il volto del Terrore”.
Regia: Marvin
V. Rush
Sceneggiatura: Joe Menosky
Storia: Richard Gadas
Personaggi ed interpreti:
- Kate Mulgrew (Kathryn
Janeway)
- Garrett Wang (Harry Kim)
- Roxann Dawson (B'Elanna
Torres)
- Robert Picardo (Il Dottore
Olografico)
- Robert Beltran (Chakotay)
- Jennifer Lien (Kes)
- Robert Duncan McNeill
(Tom Paris)
- Ethan Phillips (Neelix)
- Tim Russ (Tuvok)
Ospiti
della puntata:
Michael McKean (Il Clown)
Thomas Kopache (Viorsa)
Carel Struycken (Spectre)
Patty Maloney (Nana)
Tony Carlin (Il fisico Kohl)
Shannon O'Hurley (La programmatrice Kohl)
Christine Delgado (Tenente Susan Nicoletti)
N. produzione: 139
N. sequenza: 39
Data prima trasmissione: 29 Aprile 1996
Scheda
del film “The Forbidden Planet - Il Pianeta Proibito”.
Regia:
Fred M. Wilcox
Produttore: Nicholas Nayfack
Scritto da: Cyril Hume, da una storia di Irving Block e Allen Adler
Personaggi ed interpreti:
- Walter Pidgeon - Dr. Edward
Morbius
- Anne Francis - Altaira
Morbius
- Leslie Nielsen -
Comandante John J. Adams
- Jack Kelly - Tenente Jerry
Farman
- Warren Stevens - Tenente
medico 'Doc' Ostrow
- Frankie Darro - Robby
il robot (stunt)
- Marvin Miller - Robby
il robot (voice)
- Earl Holliman - Cuoco
di bordo James Dirocco
- Richerd Anderson - Quinn
Musica:
Louis&Bebe Barron
Distribuzione: Metro-Goldwyn-Mayer
Data di uscita nelle sale: 15 Marzo 1956
Lunghezza: 98 minuti
Collegamento all’Internet Movie Database - http://www.imdb.com/title/tt0049223/
Fonti
Bibliografiche:
Pagina
della Wikipedia dedicata all’episodio “The Thaw” [in
inglese] -“http://en.wikipedia.org/wiki/The_Thaw_%28Voyager_episode%29"
Pagina della Wikipedia dedicata al film “The Forbidden Planet”
[in inglese] – “http://en.wikipedia.org/wiki/Forbidden_Planet”
Pagina di HyperTrek dedicata all’episodio “The Thaw”
[in italiano] – “http://www.hypertrek.info/index.php/voy039”
Pace
profonda nell’onda che corre.
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